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“Lo scienziato questo sconosciuto” fotogallery

Ricerca e scienza al centro dell'incontro: "Il problema è che, in Italia, la ricerca non è vista come una priorità".

“Lo scienziato, questo sconosciuto”: l’incontro di venerdì all’Urban center di Bergamo era volto ad analizzare la figura dello scienziato nella società contemporanea. Alla discussione sono intervenuti gli esperti del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, assieme ad alcuni ricercatori del Centro Interdisciplinare Materiali e Interfacce Nanostrutturati (Cimaina) dell’Università degli Studi di Milano.
Il Cimaina gestisce dal marzo scorso un laboratorio di ricerca sulle Nanotecnologie all’interno del Museo, ma con una particolarità: ampie vetrate permettono ai visitatori del “Leonardo da Vinci” di assistere al lavoro degli scienziati, che diventa quindi pubblico e tangibile. E non è tutto: i visitatori possono interrompere il lavoro dei ricercatori in qualsiasi momento, per porre domande e chiedere chiarimenti.
Come dichiarato da Maria Xanthoudaki, Direttrice dei servizi educativi del Museo, “si sta creando un ponte fra ricercatori e visitatori, che possono vivere in prima persona e toccare con mano la scienza”.
Sara Calcagnini, Responsabile dei programmi Scienza e Società del “Leonardo da Vinci”, ha poi aggiunto: “Il progetto del laboratorio è stato finanziato dal “Settimo Programma Quadro” della Comunità Europea, che prevede una formazione specifica dei ricercatori per migliorare la comunicazione fra il mondo della scienza e il grande pubblico. Il Museo sostiene quindi la necessità di comunicare la scienza, e supporta il diritto dei cittadini alla conoscenza”.
Il lavoro nel laboratorio del Museo è incentrato sulla produzione di materiali nanostrutturati utili in campo energetico. Sono due gli indirizzi principali seguiti dai ricercatori: innovare i materiali che convertono la luce in corrente elettrica, come le celle fotovoltaiche o elettrochimiche, e studiare nuovi tipi di supercapacitori e batterie.
Giorgio Bardizza, ricercatore del Cimaina, ha sottolineato che “il laboratorio punta a migliorare dispositivi già esistenti; la maggior parte dei visitatori del Museo chiede informazioni proprio su apparecchiature di cui, magari, ha sentito parlare alla televisione”.
Sul rapporto fra scienza e pubblico è intervenuto Paolo Piseri, professore e ricercatore del Cimaina, che ha riferito i primi risultati del gioco di ruolo Play Decide. Proposto nell’ambito del percorso interattivo “Scegliamo le nanoregole” di BergamoScienza 2010, il gioco permette di esplorare il tema della regolamentazione applicata alle ricerche, votando le leggi ritenute più giuste e confrontandosi con i pareri espressi dai diversi paesi europei. Stando a quanto dichiarato da Piseri, Play Decide ha rivelato che la maggior parte dei giocatori è favorevole ad una ricerca totalmente libera, ma anche ad una applicazione dei risultati rigidamente regolamentata.
Lo scienziato ha però affermato che ricerca pura e ricerca applicata sono indivisibili, e che troppo spesso sono soggette ad interessi economici. Piseri ha quindi concluso: “Il problema è che, in Italia, la ricerca non è vista come una priorità. Non è chiaro a tutti che senza ricerca non c’è progresso. Per questo è necessario invertire la tendenza, organizzando un serio programma di investimenti finora neppure concepito nel nostro Paese”.
Sarà possibile incontrare i ricercatori del Cimaina domenica 10 e domenica 17 ottobre, in occasione dei percorsi “Scopriamo il nanomondo” e “Scopriamo le nanoregole”, in programma all’ex Convento di San Francesco di Piazza Mercato del Fieno, in Città Alta.
L’ingresso agli eventi è gratuito e prenotabile sul sito www.bergamoscienza.it.

 

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