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Restaurata la Santella di via Vittorio Veneto

Il sindaco, Gianfranco Masper, annuncia che la presentazione del lavoro di restauro è in programma domenica 10 alle 11.

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Il sindaco di Treviolo, Gianfranco Masper, ci ha inviato un comunicato per annunciare la sistemazione della Santella di via Vittorio Veneto.

In data 16 aprile scorso avete pubblicato la lettera di un cittadino che accusava l’Amministrazione Comunale di Treviolo di aver agito leggerezza e poca sensibilità avendo deciso di abbattere una “santella” situata in via Vittorio Veneto, gravemente lesionata da un autocarro di passaggio. Nell’occasione vi ho inviato una lettera di risposta nella quale affermavo: «A malincuore ho dovuto prendere atto dell’impossibilità di conservare la struttura e pur avendo appurato che la cappelletta non è di proprietà comunale, ho dato disposizione di procedere alla sua immediata ricostruzione recuperando l’immagine sacra che per fortuna non risulta danneggiata. Nessuna perplessità quindi, ma solo un intervento tempestivo dell’Amministrazione dettato dalla volontà di restituire al territorio un simbolo di dolore e di speranza».
Come promesso la Santella è stata rapidamente ricostruita e domenica prossima, 10 ottobre, alle ore 11,00 Don Marco Arnoldi, Parroco di Albegno presiederà la cerimonia di benedizione.
La cappelletta, menzionata già in alcuni documenti dei primi dell’ottocento, è dedicata alla madonna e sopra l’immagine appare la scritta “MATER DOLOROSA INCURSIONE AEREA SU DALMINE 1944 – DISPERSI IN RUSSIA” a ricordo delle tragedie provocate dal secondo conflitto mondiale.
Infatti, giovedì 6 luglio 1944, alle 11 del mattino, lo stabilimento di Dalmine – allora occupato nella produzione bellica – fu bombardato dagli aerei alleati. Non fu dato nessun allarme antiaereo: i morti furono oltre 270 e più di 800 i feriti. Molti paesi della bergamasca piansero le loro vittime. Gli operai albegnesi uccisi furono sei: Rossi Emilio di anni 18; Gandolfi Giovanni di anni 63; Benedetti Alessandro di anni 47; Facoetti Giovanni Battista di anni 45; Rossi Giovanni di anni 46; Sorti Giovanni di anni 36. Mi raccontavano che, durante i loro funerali, il parroco don Basilio Bravi, ormai anziano, scoppiò in pianto gridando “Basta guerra! Basta guerra!”.
Questo lutto mosse gli abitanti di via Vittorio Veneto al restauro della santella, visto che due delle vittime vivevano nella via stessa, Emilio Rossi (ol Pölesì) e Alessandro Benedetti: la vedova di quest’ultimo, Ida Mapelli, si fece carico – ogni 28 del mese – della raccolta del contributo presso le diverse famiglie della contrada.
Al ricordo delle vittime della Dalmine, fu aggiunto quello dei due soldati albegnesi dispersi durante la ritirata di Russia, tra il dicembre 1942 e il gennaio 1943: Gabriele Ferrari ed Angelo Natali. Il Natali, pure lui abitante di via Vittorio Veneto, è la prova definitiva del fatto che il restauro o la riedificazione della santella, fu l’espressione corale di tutte le famiglie della contrada in memoria e suffragio dei propri caduti.
Un pittore di Dalmine, non identificato, eseguì una pittura ad olio su muro, raffigurante una Madonna, in posizione frontale, con il Cristo morto in grembo: si trattava di un’opera degna, senza grandi pretese, che sapeva tuttavia esprimere l’essenziale. Per l’inaugurazione della santella, la via Vittorio Veneto fu illuminata a festa, col solito strascico di lamentele del resto del paese che avrebbe desiderato partecipare nella sua totalità: don Basilio Bravi benedisse l’opera. Non si ricorda con certezza la data, anche se assai probabilmente fu tra il 1945 e il 1947.
Le notizie storiche sono state tratte da una ricerca di Don Giovanni Brambilla.

Gianfranco Masper Sindaco Treviolo
 

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Commenti

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  1. Scritto da Albegnese d.o.c.

    GRAZIE DI TUTTO.
    La ciliegina sulla torta sarebbe stata quella di poter rivedere il dipinto originale, senza nulla togliere a quello attuale

    Grazie di nuovo.