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L’opera di Eleuterio Pagliani dalla collezione dei Musei Civici in mostra a Roma

Si apre oggi al pubblico la Mostra “1861. I Pittori del Risorgimento”, organizzata a Roma presso le Scuderie del Quirinale con una grande opera proveniente dalle collezioni del Castello di Masnago

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Era la notte tra il 22 e 23 maggio 1859 e le truppe dei Cacciatori delle Alpi passavano il Ticino a Sesto Calende. Quell’azione apriva ufficialmente le ostilità tra l’esercito piemontese e le truppe austriache e nulla sarebbe stato più come prima. Una grande tela da titolo “Il passaggio del Ticino a Sesto Calende dei Cacciatori delle Alpi il 23 maggio” di oltre sei metri dipinta dal milanese Eleuterio Pagliano, racconta il coraggio e l’emozione dei volontari pronti a sbarcare. Al centro esatto della tela, ritto sul molo, Garibaldi, che aveva preparato e diretto l’intervento, osserva; dietro di lui, il suo stato maggiore: Giacomo Medici, Nino Bixio, Gaetano Sacchi ed Enrico Cosenz. Di fronte, nelle barche,i soldati: il giubilo, ma anche i sospiri, gli sguardi luccicanti,i volti tesi,l’attesa che finalmente si stempera nel sollievo.
L’opera conservata nella collezione dei Musei Civici di Varese è esposta in questi giorni a Roma alla mostra “1861. I Pittori del Risorgimento”, organizzata presso le Scuderie del Quirinale fino al 16 gennaio 2011.
L’occasione è importante visto che la tela è esposta per la prima volta dalla donazione avvenuta nel 1942 e munita della propria monumentale cornice, restaurata da un’ equipe di specialisti guidata dalla dottoressa Valeria Villa.
La realizzazione di questo imponente, immenso dipinto che ritrae tra le oltre settanta figure di garibaldini Gerolamo Induno, lo stesso Pagliano e Ippolito Nievo oltre a personaggi storici di primo piano, fu per Pagliano lunga e faticosa; quando la tela venne conclusa, nel 1865, l’artista permise a pochi di ammirarla, aprendo loro il suo studio, in concomitanza con l’annuale esposizione di Belle Arti di Brera. Un’opera speciale per la fedeltà con la quale sono ritratti i generosi giovani che si misero al servizio di Garibaldi e dell’Italia.

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