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“Io, donna e statale, stufa delle vessazioni”

Una lettrice impiegata in un ufficio pubblico non ne può più più delle decisioni dei politici che cercano dii mettere in contrasto chi lavora per lo Stato e chi nel privato.

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Una lettrice impiegata in un ufficio pubblico e orgogliosa del proprio impiego afferma di non poterne più delle decisioni dei politici che cercano di sminuirlo e anzi mettere in contrasto chi lavora per lo Stato e chi nel privato.  

Caro Direttore,

le scrivo queste righe per dare sfogo al mio sdegno.
Sono donna e impiegata in un ufficio pubblico, svolgo un servizio per lo Stato, dunque per i cittadini. Ultimamente sono stata oggetto, insieme a tutti noi piccoli servitori della “cosa” pubblica, di ingiurie da parte di Ministri e una parte di politici. Venire al lavoro sapendo di essere oggetto di disprezzo è davvero brutto, ma continuo a farlo con convinzione, perché so che il mio lavoro è utile all’utenza. Dalla consapevolezza dell’essere un servizio traggo energie, entusiasmo, dignità e senso, da qui, non certo dalle stolte parole di chi, invece, è troppo piccolo e troppo altrove per capire. I politici cambiano, anche se meno di quanto sarebbe giusto e opportuno, e noi restiamo, insieme al nostro lavoro. Ma c’è una cosa che non mi va proprio giù, che mi da rabbia, che mi fa sentire oggetto di cinismo e cattiveria, di ingiustizia, che mi fa dire che di troppi maschi al potere e troppo ricchi non se ne può più.
E’ la norma secondo cui le donne dipendenti statali con almeno vent’anni di anzianità maturano il diritto alla pensione di vecchiaia al compimento del 65° anno d’età, diversamente dalle donne che lavorano nel privato, le quali mantengono il medesimo diritto al compimento dei 60 anni. Quel che finge di sottintendere una tale legge è evidente (se penso anche solo alle infermiere o alle insegnanti di scuola materna ed elementare mi vien male), quel che invece vuole fare è ben altro: è, oltre a disprezzarci, dividerci. Io non sono toccata da questa legge, non potendomi permettere una pensione su un’anzianità che non sia massima, io sono “solo” costretta a lavorare un anno in più, non bastando solo i miei 40 anni di contributi (e di tasse pagate tutte sempre) aspetterò i 41.
Però, caro direttore, mi piacerebbe tanto che questi maschietti con auto blu (pagate anche da me!) e biondone al fianco facessero quel che faccio io, donna, insieme alla stragrande maggioranza del genere femminile.
Portare i figli a scuola, andare al lavoro, incastrandolo con gli impegni scolastici (organi collegiali ecc) e i compiti, fare le spese, pulire casa, lavare, stirare, cucinare, insomma guadagnarti da vivere e insieme organizzare il quotidiano mentre accompagni i tuoi figli nella vita. Cose che peraltro facciamo sempre piuttosto bene, avendo non poche capacità che evidentemente fanno invidia a chi si diverte a giocare con le vite degli altri. Il tutto, diversamente da molte donne di altri paesi europei ben più civili, senza uno straccio di servizio se non i nonni, che Iddio li benedica, e poco d’altro.
No, davvero non se ne può più di tanta povertà d’animo.
Cordiali saluti
Daniela

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Commenti

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  1. Scritto da silvia

    brava albina rossi! finalmente una persona che ragiona e dice qualcosa di costruttivo. chi parla a vanvera contro i posti statali non è in grado neanche di compilare un semplice questonario figuriamoci studiare e passare un concorso pubblico!!! certo nel privato come funziona? vieni assunto perchè parente o perchè sei belloccia e piaci al capo? capirai..che professionalità…. che requisiti…

  2. Scritto da carlo

    signora daniela noto nella sua lettera che lei fa un distinguo dei politici perché parla al presente ben sapendo che il posto statale lei lo ha voluto per dei motovi molto semplici poco lavoro + tempo per la famiglia e la sicurezza di non essere mai licenziati che si lavori o si fa gli imboscati.a differenza di tutti coloro che lavorano nel privato.SE io dipendente privato non mi comporto bene con il cliente o solo penso di fare la metà di quello che fanno gli statali sono licenziato in tronco.

  3. Scritto da albina rossi

    A tutti coloro che sono “contro” Daniela:
    cercate di guardare oltre il vostro naso, stanno cercando di indebolire quel poco di funzionalità che rimane. Perchè non tutto è da rifare. Appaltando e dando incarichi ad esterni. Con un solo risultato meno qualità e più costi. Meno servizi e più tasse per tutti (privati inclusi). Figuriamoci cosa non faranno quindi nel privato. Oggi a noi domani a voi! Ma la capite che la barca è inevitabilmente la stessa!

  4. Scritto da sandro

    legionario mi piacerebbe vedere il tuo di posto al calduccio. il postucolo statale come lo chiami tu probabilmente farebbe comodo anche a te. silenzio e al lavoro dillo alla mamma. hai iniziato a lavorare o ti fai ancora mantenere? un lavoratore deve essere solidale con un altro lavoratore e non sputare sentenze, troppo facile….il giudizio cambia in base alle circostanze. facile dire “a posto io a posto tutti”….guarda che siamo tutti nella stessa barca!! per Daniela: non te la prendere!!

  5. Scritto da il legionario

    Non mi sono interessato fin d’ora alla lettera perchè i piagnistei non mi piacciono, ma leggendo che qualcuno può essere invidioso di un postucolo statale mi diverte moltissimo.
    Silenzio ed al lavoro cara daniela, se tieni lamentele rivolgiti altrove e non su bergamo news per suscitare un’orda sconsiderata di commenti che tra l’altro la maggioranza non tifa per tè.
    Fortunata che un posto statale è quasi intoccabile altrimenti la vedrei brutta per il tuo tranquillo posticino al calduccio.

  6. Scritto da silvia

    cambiare padrone è come cambiare l’asino: sono tutti uguali.
    io ho lavorato in entrambi i settori. dipendere dai politici è deprimente. avere il padrù ancora peggio. poveri lavoratori!

  7. Scritto da vi

    PAROLE SANTE!

  8. Scritto da daniela

    Sign Juius e sig. V oltre a dimostrare maleducazione e arroganza (spero lo siate di meno con l’utenza) evidentemente non avete letto bene la mia lettera e non ripeto quanto già detto nel merito del mio lavoro, se lo legga invece di dire stupidaggini.Mi dispiace invece molto suscitare invidie e lo dico con rispetto, ben sapendo che le condizioni di lavoro sono sempre più un disastro e che ciò che la nostra generazione ha conquistato si sta sciogliendo come neve al sole.

  9. Scritto da roberto brembilla

    A parte il fatto che non vengano licenziati, quali privilegi hanno gli statali?

  10. Scritto da Sara

    Direi che il fatto che non vengano licenziati è già un grande privilegio, soprattutto in questo perido di crisi, delocalizzazioni, cassa integrazione e quant’altro… direi che non è il caso di lamentarsi considerando che quei “poco piu’ di 1000 euro al mese” c’è gente che non li vede da tempo! Sicuramente fannulloni e “stakanovisti” ci sono sia nel pubblico che nel privato, però eviterei di lamentarmi in questo periodo difficile per molte persone.

  11. Scritto da tutti alla frutta, e pure bacata

    Siamo civilmente, civicamente, culturalmente, socialmente, economicamente, intellettualmente alla frutta, ed ogni forum su temi come questo non fa che confermarlo.

  12. Scritto da il giudice

    Spettabile Egregia Marilena, servile il sottoscritto non lo è mai stato ne mai lo sarà.
    Analizzando da tempo i suoi “commenti” si intuisce chiaramente la preponderanza bolscevica del Suo pensiero, se prova simpatia per il Suo emerito collega buon per lei, avrà di che dilettarsi filosofeggiando al chiar di luna sui drammatici problemi che assillano l’umanità, e che voi due uniti risolverete per il plauso ed il ringraziamento delle generazioni future.
    Caro si dice ad un amico, ricco o povero.

  13. Scritto da eli

    mi piace il commento di gin 34. Perché mi sembra sincero e senza pregiudizi.
    A 35 chiedo. Ma possibile che TUTTI i lavoratori del pubblico impiego siano uguali?
    Possibile che TUTTI i lavoratori dipendenti privati siano uguali?
    E’ possibile ragionare con categorie come queste, unilaterali e rigide????

  14. Scritto da @42

    non ho detto che TUTTI sono uguali. Non nel pubblico non nel privato. Non tutti i dipendenti del pubblico operano nello stesso contesto. (non TUTTI però si portano il lavoro a casa…!!!) Ma che ci siano privilegi (come i 1000 euro al mese, e più..che oggi sono un privilegio…! come il non rischiare di essere licenziati anche se si lavora poco, questo è un GRAN PRIVILEGIO!!!!)

  15. Scritto da eli @43

    Bene. Però nel suo post precedente di questo distinguo non c’è traccia.
    Giusto per mettere qualcosa anche sull’altro piatto: perché non diciamo che nel privato è possibile avere riconoscimento, anche economico?
    I fannulloni danneggiano tanto il pubblico che il privato, soprattutto chi lavora. E …l’immagine, che, vedere qui, conta.
    Nel servizio pubblico chi potrebbe cambiare qlc è l’UTENTE.
    Certo costa esigere servizi dignitosi se è il caso…quanti sono disposti a farlo??

  16. Scritto da Leo cat

    Caro giudice, le regole di un blog non sono le sue; frequentandolo da qualche tempo, mi è capitato di avere risposte ai commenti postati che cominciavano proprio con l’aggettivo “caro” e da persone mai viste nè conosciute. Che probabilmente, mai e poi mai saranno miei amici, piuttosto il contrario. Mi creda, meglio un caro, che un vaffan…, anche se la scelta di nik come giudice,. verità o simili, denotano una considerazione eccessiva delle proprie opinioni. Si contenga, carissimo.

  17. Scritto da DANIELA

    Avere uno stipendio da 1200E. come il mio dopo 36 anni di lavoro non è un privilegio e non me ne vergogno. E’ senz’altro un vantaggio grande, grandissimo rispetto a chi non ha nemmeno quello. La stessa considerazione vale per la sicurezza del posto di lavoro, che per me che vivo sola con mia figlia è una sicurezza enorme, di questi tempi. MA UNO STIPENDIO E UN POSTO DI LAVORO NON SONO UN PRIVILEGIO SONO UN DIRITTO CHE CI VIENE TOLTO DA CHI REGALA AL PROPRIO FIGLIO UNA BARCA DA 35 METRI

  18. Scritto da daniela

    CON SFACCIATAGGINE, SENZA PUDORE. SONO PRIVILEGI GLI AEREI PRIVATI I BIGLIETTI GRATIS OVUNQUE, UNA PENSIONEDI NON SO QUANE MIGLIAIA DI EURO DOPO DUE ANNI E MEZZO DI LEGISLATURA.Infine sappiate, santa patata, che moltissimii lavoratori del pubblico impiego insieme alle organzzazioni sindacali hanno cercato con convinzione di migliorare l’organizzazione della cosa pubblica e introdurre elementi di valutazione che sono una misura della prodittività…altro che brunetta

  19. Scritto da Lidia

    Cara signora Daniela, anch’io sono dipendente statale e anch’io, grazie ai tagli vessatori al personale, vivo la condizione ormai fissa di portarmi il lavoro a casa: dobbiamo espiare la “sicurezza”del posto di lavoro? Invece di rivendicare, difendere ed estendere i diritti di ogni lavoratore pubblico o privato che sia, cadiamo nella trappola della guerra tra poveri! Intanto i ricchi “ballano”: il mondo è pieno…di denaro! Equità, ridistribuzione, giustizia sociale: argomenti eretici…

  20. Scritto da sempre per eli

    tanto per capirci, faccio un esempio: da mesi quando cambia il portalettere nella mia zona, cosa succede? che la posta invece che consegnata nelle cassette viene “lanciata” nei giardini, oppure consegnata tutta all’ultimo della via, qualunque sia l’indirizzo, e i quotidiani spariscono almeno ogni due giorni e non arrivano. Le rimostranze alle poste hanno avuto effetto ZERO: loro dicono che tutto è regolare. Noi tutti SCEMI. L’utente può fare la differenza e impegnarsi? a esser preso in giro!!

  21. Scritto da cara

    oh, bene, finalmente la sig. Daniela si è dichiarata. E Lidia le è a un passo. Odiano Berlusconi e tutto il male viene da lui. Invece che da decenni e decenni di assistenzialismo statale…Bella analisi, molto equa e obiettiva..Oh, finalmente è emersa la giustiziera proletaria! Almeno, abbiamo capito..

  22. Scritto da 035

    @ cara: quindi denunciare le cricche e le ruberie di questa classe dirigente significa essere bolscevichi? per te dunque è tutto normale e giusto? pensi che non ci sia relazione tra i 125 miliardi di tasse evase e la mancanza della carta igienica nelle scuole o la mancanza di sostegno all’occupazione?
    Ti prego, rispondimi nel merito!

  23. Scritto da 035

    @ sempre per eli. una domanda anche a te: la colpa è del postino negligente, o delle Poste che usano precari da cambiare tutti i mesi?

  24. Scritto da cara

    ormai il mondo del lavoro anche privato è pieno di precari. C’è ovunque gente che lavora tre ore al giorno, per tre mesi, e poi viene lasciata a casa. Anche alle casse dei supermercati. Questo non giustifica lavorare male o con indifferenza per quei mesi, anche se è difficile amare un lavoro da precari. Ciò non toglie, che quel postino che getta la posta nei giardini invece che lasciarla nelle cassette è stato visto, avrà 50anni e è postino da tempo..Non giustifichiamo sempre tutto comunque

  25. Scritto da PUBBLICO DA PRIVAT

    IO UOMO E CITTADINO STUFO DELLE PICCOLEZZE E ANGHERIE DI CERTI IMPIEGATI DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, AFFETTI DA MEGALOMANIA CHE IN TUTTI I MODI CERCANO DI BUROCRATIZZARE IL TUTTO ANTEPONENDO GLI INTERESSI DEL COMUNE ANCHE OGGI ALLA RICHIESTA DI UN CERTIFICATO NE HO AVUTO UN’ESEMPIO

  26. Scritto da lavoratrice

    lavoro tutti i giorni e tutto il giorno (domenica compresa),non ho usato la maternità,non posso stare a casa se sono ammalata perchè altrimenti non porto a casa la pagnotta per me e mio figlio:sapesse quanto la invidio sig.ra Daniela!!

  27. Scritto da eli

    Mi sembra che il commento più giusto lo ha fatto chi vede qui una guerra tra poveri.
    I lavoratori, pubblici o privati,vorrebbero avere:
    sicurezza di lavoro,
    equa remunerazione,
    riconoscimento di meriti, di impegno, oltre che di “professionalità”,
    allontanamento di fannulloni o incapaci.
    Ciò vale solo per i pubblici?
    Solo per i privati?

    p.s. “far valere le ragioni dell’utente, vuol dire trovare le strade per far arrivare in modo efficace una lamentela. …non è sempre semplice. Appunto.

  28. Scritto da libero professionista

    Sono un architetto che si reca molto spesso presso pubbliche amministrazioni per lavoro.
    Posso garantire che in alcune realtà ho trovato persone davvero preparate e desponibili e sto parlando di semplici impiegati che guadagno poco piu’ di 1000 euro al mese.
    Credo sia ora di finirla con questo luogo comune dell’impiegato pubblico lazzarone, ci sono ma non sono tutti.

  29. Scritto da italia brunetta

    essere statali, da noi, significa trattare il pubblico con sufficienza (de che?…), quando non con arroganza o voglia di prendere in giro, tanto, alla fine, lo stipendio è garantito.Basta andare agli uffici postali (quasi tutti): gli impiegati si raccontano le loro faccende, si arrabattano con il computer, facendo perdere una quantità enorme di tempo agli utenti (ma non hanno seguito un corso d’aggiornamento?…),fumano “dietro le quinte” e, se glielo fai notare, ti fanno passare per visionario

  30. Scritto da julius

    io sono uno statale.
    qualcuno mi disprezza, qualcuno mi apprezza.
    cerco di far uscire soddisfatte dal mio ufficio le persone che entrano con un problema, anzichè uscire con due problemi…
    ti lamenti dei ricchi (?), dei maschi (?), delle vessazioni (non ho motivo di non crederti), ma mi sembra una lagna ridicola la tua, cara daniela!
    ogni lavoro può essere bello o brutto, dipende sempre da chi lo svolge…
    basta piagnistei, diritti su diritti, pochi doveri: schiena dritta e pedalare, cara

  31. Scritto da Angel

    Purtroppo i dipendenti statali come Daniela sono troppo pochi.
    Buona parte di loro, invece di essere d’aiuto all’utenza, è spesso scontrosa, svogliata, e invece di aiutare i cittadini ed il sistema economico nello svolgimento delle proprie funzioni (utili a pagare anche il suo stipendio), non perdono occasione per mostrare le proprie briciole di potere allo sportello o nell’apporre un timbro di autorizzazione. Forse è per questo che vengono considerati spesso solo un “costo”.

  32. Scritto da Fu

    Condivido la lettera per quanto riguarda l’essere DONNA e gli impegni quotidiani che dobbiamo assolvere.. un po’ meno le rimostranze in quanto dipendente statale..avete mille agevolazioni e protezioni che lla lavoratrice in aziende private (come me) non ha MAI avuto.
    Probabilmente il giro di vite ci voleva … purtroppo il periodo di vacche grasse è finito per voi, cosa che per noi non è MAI cominciato ;-)

  33. Scritto da marilena

    voglio esprimere la mia simpatia a antonio s. Il giudice è davvero patetico e anche un po’ servile: non si può dire caro a una persona di un certo ceto sociale? Ma scherza? Caro è un appellativo affettuoso e non offende nessuno, forse il giudice preferisce “illustrissimo”? Un po’ di modestia, su!

  34. Scritto da Silvione

    per chi critica TUTTI i dipendenti pubblici senza fare distinzioni: sappiate che nel mio ufficio (in un ente pubblico di Bergamo città) c’è così tanto lavoro che qualcuno se lo porta pure a casa, altri hanno difficoltà a dormire la notte ed altri ancora problemi di stomaco, il tutto per poco più di 1000 euro!!!
    prima di generalizzare fareste bene a riflettere, se ne siete capaci!!!

  35. Scritto da Matteo

    Caro Renato,
    hai (con l’H) mai lavorato nel pubblico per poter giudicare chi secondo te ha avuto una vita privilegiata? Dopo 10 anni di lavoro nel privato da due anni lavoro come impiegato pubblico. Ti posso dire che di fannulloni ce ne sono sia nel pubblico che nel privato con una differenza: nel privato vengono allontanati più facilmente, mentre nel pubblico ciò non avviene. La conseguenza? Che i dipendenti pubblici onesti fanno il loro di lavoro e anche quello dei fannulloni.

  36. Scritto da l'orso orobico

    caro renato sei il solito qualunquista, sia nel pubblica che nel privato c’è chi lavora di più di meno o normale.. dici le solite cose che dicono tutti perchè non sai usare la tua testa e porti domande o chiedere a chi ci lavora delle problematiche di lavorare in un ente pubblico.. basta questa guerra tra poveri per dividerci..

  37. Scritto da corti-novis

    Renato..Renato che che ne sai..? oltre che lavoratrice fa anche il doppio lavoro come madre e come casalinga… sei impregnato dal leghismo che tutto quello che è statale è lazzaronismo… vai avanti così che fra poco dovrai andare sempre al privato e dovrai lavorare 50 ore alla settimana per pagarli la salute , istruzioni ,trasporti…eccc

  38. Scritto da josymar

    TUTTO PIENAMENTE CONDIVISIBILE, MA UNA DONNA CHE LAVORA NEL PRIVATO HA UNA FATICA IN PIU’…. LAVORA 40 ORE SETTIMANALI (ANCHE DI PIU’ SE FA GLI STRORDINARI) OLTRE A TUTTE LE INCOMBENZE ELENCATE NELLA LETTERA. PURTROPPO LE DONNE NEL 2010 SONO ANCORA SUCCUBI DI UNA SOCIETA’ “MASCHILISTA” ANCHE SE BEN CELATA. GENERALMENTE LE RINUNCIE IN FAMIGLIA LE DEVE FARE LA DONNA, SIA LAVORATIVE CHE PRIVATE!!

  39. Scritto da Un artigiano

    Gli impiegati e dipendenti pubblici rappresentano l’ultimo anello della catena alimentare delle professioni in Italia. Prima rischiano il lavoro tutti gli altri, dagli imprenditori ai dipendenti privati. Persino i politici cedono il passo… Negli uffici pubblici gira il detto che i politici sono i treni che passano e i dipendenti pubblici le stazioni (non li tocca nessuno!!!). Sig.ra Daniela, rassegni le dimissioni e si cerchi un posto nel privato o metta su un impresa, si auto-valorizzi….

  40. Scritto da Ciarletti

    A me i statai i me mai piasit !
    preferese i privacc !

  41. Scritto da barba

    Sarà anche come dice lei, vista da cittadino non sembra. Ha mai provato ad addentrarsi nella giungla degli uffici statali per chiedere qualcosa che le spetta di diritto? Tra impiegati arroganti e scaricabarile, uffici scollegati, funzioni scoordinate, dirigenti assenti non ne viene a capo. Forse ci sarà qualcuno operoso e dedito al lavoro come lei vorrebbe far credere ma dall’altro lato dello sportello non sembra proprio.

    Sono certo che la lettera l’ha scritta fuori dagli orari d’ufficio

  42. Scritto da oraziococlite

    A tutti quelli che più o meno scopertamente difendono il posto pubblico e la loro attività al servizio del pubblico ,mi spiegate perchè dopo che Brunetta ha cominciato a stringere un po’ ,solo un po’ i bulloni ,l’ assenteismo è calato anche del 40% Già che ci siete spiegatemi perchè l’Italia con 60 milioni di abitanti ha più dipendenti pubblici degli Stati Uniti che ne anno piu’ di 300 e la burocrazia FUNZIONA?

  43. Scritto da anchechelasaru

    Ah, sti leghisti some Renato… io ho lavorato per un anno in una struttura pubblica e guarda te l’unico dipendente che lavorava “seriamente e con dedizione” era un napoletano. Naturalmente era “odiato” da tutti gli altri berga-lazzaroni che per stargli dietro erano “obbligati” ad aumentare il ritmo della loro quasi nulla-facenza e quindi vi risparmio gli epiteti e la gara a mettegli i bastoni tra le ruote. E pensare che lui voleva solo fare il “dovere” per il quale era pagato….

  44. Scritto da 81

    Perchè non prova a lavorare in un’ azienda privata….poi vedrà che non si lamenterà più del lavoro pubblico.
    Si ritenga fortunata.

  45. Scritto da pilo

    anch’io nel mio ufficio postale ricevo vessazioni e menefreghismo e vengo trattato come uno che va lì solo per rompere…………statali smettetela di lamentarvi e rimboccate le maniche e siate cortesi con gli utenti…………che Vi pagano lo stipendio

  46. Scritto da John Locke

    Ma nel privato sono sempre così tutti gentili ed educati?
    A me non sembra proprio.
    Altra cosa: è sbagliatissimo parlare di pubblico e confondere chi lavora in un piccolo medio comune con chi lavora nei ministeri e maxi ambienti di quel tipo.Nelle piccole medie amministrazioni si sgobba come nelle aziende private, credetemi.
    E basta con questa storia che sembra che solo i dipendenti del privato lavorano. C’è gente nel pubblico impiego che lavora anche 50 ore la settimana. Renato, dai!

  47. Scritto da Simona

    Io chiederei a un lavoratore privato di fare sportello per una settimana e di vedere come si può reagire di fronte a certi cafoni….
    Mi divertirei un sacco.
    Purtroppo la situazione è peggiorata con Brunetta: i cafoni sono aumentati e i lazzaroni non ci sono.

  48. Scritto da privato

    io in una azienda privata Le garantisco che son peggio di Lei………..

  49. Scritto da a.c.

    Pubblico o privato, c’è chi lavora bene e chi no in entrambi. Ma certo la sicurezza del posto di lavoro (che nel pubblico c’è, nel privato no) ha portato nel tempo anche a certe sufficienze. Così come certi passati privilegi (donne in pensione a 35 anni, ho molte conoscenze in tal senso..) han pesato sull’opinione pubblica. In ogni caso, provi un lavoratore pubblico a passare nel privato: non troverà condizioni migliori. Soffrirà pure la signora, ma resti dov’è. Le conviene di sicuro

  50. Scritto da Marangu'

    I statai ie’ lasaru’ specialmodo i teru’ ,quando te andet in un ofese statal ie le’ che i fa’ negot.Se te ghe domandet ergot i respond semper che i la sa mia o che i ga’ mia tep per te. Le ura de mocala con chesto andasso ,bisogna interveni’.
    SII DECORDE ?

  51. Scritto da John Locke

    Perchè to egnet prevenit Marangu’, e to finiset de edì doma ciò che to ghe oia de edì. Scusem per ol bergamasc mia prope perfet.
    17 – Simona: hai perfettamente ragione. C’è pieno di lavoratori del privato che quando si recano nel pubblico cafoneggiano che è un piacere.
    Io quando vado a comprare qualcosa da un privato mi pongo sempre con educazione, il privato quando va nello spazio publico non sempre.
    Bravo John, stai diventando complice, è la guerra tra poveri che vuole una certa politica…

  52. Scritto da @21

    il fatto è che se un dipendente privato si comporta male, c’è un padrone che lo caccia. Se lo fa un dipendente pubblico, di sicuro rimane al suo posto

  53. Scritto da daniela

    Inanzi tutto ringrazio la direzione di questo giornale per aver dato spazio alla mia lettera. Ciò che noto nei commenti è comunque la contrapposizione tra lavoratori, tra “categorie” di lavoratori (non è vero, per esempio, che nel pubblico si lavora 36 ore mentre nel privato se ne lavorano 40. Dipende dai contratti nazionali di categoria). Ma soprattutto mi lascia basita che nessun intervento abbia raccolto il senso della mia lettera: l’ abisso che separa chi decide di noi e noi.

  54. Scritto da daniela

    Mi correggo: “quasi” nessun intervento.

  55. Scritto da Mauri

    Si continua con la lotta tra poveri, sono un artigiano e marito di una dipendente statale che in 40 anni di lavoro non a mai perso un giorno
    Purtroppo dovremmo imparare a vedere anche i cassaintegrati che nel periodo di 4o5anni di sfruttamento elavoro nero anno prodotto meno degli statali.
    Impariamo a fare meno guerra tra poveri e vedere chi dietro a questo se ne aprofitta(vedi politici e amministratori)

  56. Scritto da John Locke

    Vedo a quest’ora i post latitano. Vuoi vedere che è solo il qui presente privilegiato pubblico chè è ancora al lavoro…….mentre magari zio Renato e compà Marangu’ sono a farsi l’happy hour….

  57. Scritto da @23

    ferma restando la libertà di pensiero e di espressione, può anche essere che il senso sia stato colto, ma non condiviso dalla maggioranza di chi scrive. Magari l’idea di dipendente pubblico che abbiamo tutti noi in rapporto al privato è un’altra

  58. Scritto da il giudice

    Caro Direttore.. !!
    Gentile Signora Daniela, per caso il Direttore Zapperi è un Suo amico ?
    Sono al corrente del malcostume diffuso inerente ad iniziare delle missive con “Caro”., ma non m’è mai piaciuto, il rispetto delle regole e dell’educazione è una priorità di vita.
    Si ci rivolge con “Caro” ad un amico e non ad una persona sconosciuta, e per di più di un certo livello sociale.
    Buona serata.

  59. Scritto da antonio s.

    Caro giudice, scusi se oso, ma le sue nozioni sulle buone maniere forse le ha imparate all’asilo Mariuccia. E’ da almeno un secolo che si iniziano le missive ai giornali in questo modo. Nessuno, dicasi nessuno, ha mai avuto da ridire. Ora arriva lei a sollevare un falso problema, disinteressandosi del merito della lettera che ha un significato molto più profondo. Lei mi sembra il classico maestrino un po’ frustrato che si perde nei particolari insignificanti mentre il mondo va a rotoli. Si ravveda.

  60. Scritto da il giudice

    Egregio Signor antonio s.,
    è in errore, Collegio della Sacra Famiglia in Martinego con presenza settimanale che andava dalla domanica sera al sabato pomeriggio ed all’epoca gestito da frati e monache entrambi giusti ma severi e la cui sana educazione impartitami mi è tutt’oggi di grande aiuto.
    Se vuole dilettarsi in prediche e sermoni si faccia prete.
    Buona serata.

  61. Scritto da antonio s.

    Mi pare che anche il direttore di questo giornale abbia frequentato la Sacra Famiglia. Eppure, lui usa senza problemi il “caro”. Avevate insegnanti diversi o è lei che si è distratto durante le lezioni?

  62. Scritto da il giudice

    Notizia che mi giunge nuova, ma che spiega finalmente tante cose su bergamo news.
    Comunque di certo essendo il sottoscritto ben più anziano del Direttore Zapperi non ho avuto i suoi precettori che ai miei tempi erano di metodi molto più persuasivi e poco tolleranti al malcostume linguistico e comportamentale.
    Vorrei dibattere ancora per ore con lei e la sua sagacia ma incombenze ben più serie mi attendono in serata.
    Buona continuazione.

  63. Scritto da barba

    Il senso profondo della missiva al caro direttore quale sarebbe? Che i caporioni maschi hanno la biondona in fianco e il macchinone ed invece le povere impiegate hanno le faccende domestiche da sbrigare oltre che lavorare? L’unica cosa che vedo di profondo è la rosicata.
    E quando esco da un ufficio statale dove l’impiegata mi si è rivolta sbiascicando il chewingum e intercalando la mia pratica con una discussione sulle cerette con la collega in fianco benedico Brunetta

  64. Scritto da gin

    La lettera mi è piaciuta molto (lo dico da studentessa, quindi priva d’esperienza su questa questione), però vedo con dispiacere che i commenti non hanno gran che a che fare con il tema della lettera: solo polemichine varie, infarcite di luoghi comuni, sul pubblico che ha più privilegi del privato, o altre sulla forma (a parte acca che latitano e post in bergamasco).

  65. Scritto da renato

    non lamentarti che hai avuto una vita lavorativa privilegiata rispetto a chi ha lavorato, ma Lavorato 40 ore alla settimana e non 36 come voi statali, senza nessuno che vi controllasse…forse avete avuto troppi privilegi che vi permettono ancor oggi di lamentarvi…
    Prima di lamentarti…rifletti e pensa a chi veramente a lavorato

  66. Scritto da solidale

    Bellissima lettera che rappresenta alla perfezione la realtà in cui viviamo e lavoriamo noi donne del pubblico impego. Brava!

  67. Scritto da scusa, gin

    ma tu fai la studentessa, e non ti biasimo, anche nel giudizio. Ma sei mai entrata in un ufficio pubblico?sai qualcosa dei privilegi degli statali rispetto ai lavoratori privati? sai quanto sono al caldo i primi, e quanto sempre con un piede fuori gli altri? quanto alle acca che mancano, beh, è purtroppo indice che in Italia l’alfabetizzazione è a uno stadio..elementare..Vai alle poste, e ti sentirai dire: Vabbene, signnnore