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“Infortuni in calo, ma la sicurezza resta prioritaria” fotogallery

Il calo degli infortuni sul lavoro nel 2009 è confortante anche se bisogna continuare ad investire: se ne è parlato in un convegno di Confindustria.

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“Malgrado la difficile situazione economica non dobbiamo abbassare la guardia e continuare a investire nella sicurezza delle nostre aziende, con la convinzione di chi è sulla strada giusta, come dimostra anche il calo degli infortuni, e la consapevolezza che c’è ancora molto da fare”. L’invito è di Samy Gattegno, presidente del Comitato tecnico salute e sicurezza di Confindustria, il primo ad essere istituito all’interno dell’associazione imprenditoriale. Fra le iniziative del Comitato c’è il progetto Sis, sviluppo imprese in sicurezza, con l’organizzazione di una serie di convegni in tutta Italia, a cui hanno collaborato anche Inail e Fondirigenti. Si tratta di incontri di una giornata con testimonianze aziendali alternate a relazioni di esperti, rivolti non solo ai tecnici della sicurezza ma anche ai dirigenti ed imprenditori. L’obiettivo è far passare alcuni messaggi apparentemente semplici ma difficili da interiorizzare: che la sicurezza non è un costo ma, al contrario, è strettamente legata alla competitività, non si esaurisce solamente con gli obblighi di legge, deve coinvolgere tutti, dall’imprenditore all’ultimo assunto, e non può prescindere dalla cultura e dagli atteggiamenti personali, sui quali si può incidere. 
I dati fanno indurre ad un certo ottimismo. Gli infortuni sul lavoro sono in diminuzione anche tenendo conto dell’effetto crisi e del rallentamento produttivo Samy Gattegno, che ha introdotto il convegno organizzato oggi nella sede di Confindustria Bergamo, ha sottolineato che nel 2009 c’è stato a livello nazionale un calo del 9,7%, che diventa il 7% al netto della crisi, nell’industria il calo è stato del 18,8% (-16% al netto della crisi). In calo, anche se in misura minore, i casi mortali. “Si tratta di risultati incoraggianti – ha commentato – che tuttavia devono spingerci ad un impegno ancora maggiore”.
A livello provinciale nel 2009 gli incidenti complessivi sono calati del 14,8%, come ha sottolineato la direttrice della sede Inail di Bergamo Maria Aurelia Lavore, mentre gli incidenti mortali sono stati 19, lo stesso numero del 2008.
La formazione dei lavoratori è fondamentale. Dal 2008, ha aggiunto Samy Gattegno, attraverso Fondimpresa sono stati erogati 100 milioni di euro per la formazione continua su salute e sicurezza sul lavoro. Parallelamente sono state attivate iniziative di formazione per imprenditori e manager.
La promozione della cultura non è però sufficiente, servono anche norme certe, chiare e semplici. L’esponente di Confindustria ha anche messo in luce alcune criticità, come per esempio gli appalti attribuiti in base a gare al “massimo ribasso” e il difficile coordinamento della filiera di appalti e subappalti.
“Lavoriamo per promuovere la sicurezza lungo un percorso avviato trent’anni fa – ha sottolineato il vice-presidente di Confindustria Bergamo Ercole Galizzi – e fin dall’inizio abbiamo capito che non si poteva intervenire con successo senza un’azione corale, del territorio. Fra le nostre iniziative spicca l’azione del Club sicurezza che registra 3000 presenze all’anno e propone continui approfondimenti. Oggi anche la base coglie e percepisce la sicurezza come fattore di competitività”.
Anche la direttrice della sede Inail di Bergamo ha insistito sull’importanza della collaborazione fra gli attori in gioco e ha invitato le imprese a considerare sempre più l’Inail un partner per promuovere la sicurezza in azienda. “Abbiamo fondi per chi fa investimenti in questo ambito – ha sottolineato – ma spesso le aziende non ce li chiedono”. Sono inoltre in dirittura d’arrivo modifiche migliorative del sistema dei premi, con vantaggi più consistenti per le aziende virtuose, soprattutto se mediopiccole.
Ma anche senza tener conto di questi possibili vantaggi la sicurezza conviene. Lo hanno ribadito gli esperti presenti al convegno. Carlo Galimberti, docente di psicologia sociale all’Università Cattolica, e Francesco Bacchini, docente di diritto del lavoro dell’Università Bicocca, hanno insistito sull’importanza di non disgiungere l’organizzazione della produzione dall’organizzazione della sicurezza, pena lo spreco di soldi e il fallimento. 
Illuminanti le testimonianze aziendali, di Marco Bellini (Bellini Petroli srl) che ha dimostrato come l’aver puntato sulla formulazione di prodotti più sicuri per l’utilizzatore, in gran parte piccole aziende metalmeccaniche, ha portato anche un misurabile vantaggio competitivo, e di Stefano Ferrari e Claudio Danesi (Tenaris Dalmine), che hanno illustrato un sistema di prevenzione molto avanzato, strettamente integrato con quello produttivo, dinamico e partecipato, che pone particolare attenzione anche agli operatori esterni.
Agire sull’organizzazione vuole però dire agire anche sui comportamenti individuali, che sono almeno in parte modificabili, come ha spiegato Fabiana Gatti, docente di tecniche di comunicazione e gestione di piccoli gruppi dell’università Cattolica, intervenuta nel pomeriggio insieme con Carmine Esposito, esperto Contarp direzione regionale Lombardia. In generale servono coerenza, costanza, riconoscimento sociale dei comportamenti virtuosi. C’è anche un avvertimento: tutte le forme contrattuali a tempo determinato rappresentano un rischio maggiore e sono quindi da monitorare perché non incentivano l’investimento personale nella sicurezza.
Sicurezza deriva da sine curis, senza angoscia – ha commentato Mario Giambone, presidente di Federmanager Bergamo, che ha partecipato insieme ad Amerigo Cortinovis (Organismo Paritetico Provinciale), Bruno Pesenti (Asl Bergamo), Giovanni Mosconi (Ospedali Riuniti di Bergamo) e Maria Aurelia Lavore alla tavola rotonda conclusiva – e significa creare le condizioni per operare in modo costante e continuo, in un ambiente rilassato. Il dirigente non è un terminale di responsabilità negativa, ma contribuisce a creare un clima favorevole al lavoro in sicurezza”.

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