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“Coesione sociale a rischio, fermatevi tutti”

Ospitiamo una riflessione sulla situazione economica e sociale che ha portato anche alle tensioni tra i sindacati dei giorni scorsi.

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Alcuni giorni orsono, in un commento sulla situazione economico – sociale italiana, espressi la preoccupazione che il suo lento e inesorabile peggioramento determinasse tensioni sociali ancor peggiori di quelle che si produssero sul finire degli anni ’60.
Da alcuni fui tacciato di “pessimismo disfattista” contro deducendo che la “maturazione” dei nostri concittadini fosse maggiore rispetto a quella di quarant’anni orsono.
Ritengo, testardamente, che i riprovevoli fatti che hanno recentemente coinvolto le varie sigle sindacali siano solo il prodromo a un nuovo “autunno caldo” e con una maggior carica motivazionale.
Le cause che possono determinare una situazione pericolosa sono senza dubbio da ricercarsi nella “crisi economica” che ha coinvolto non solo il nostro Paese ma tutto il mondo produttivo. Proprio per tale motivo le “parti politiche e sociali” dovrebbero porre più attenzione e maggior prudenza. Scaricare tutte le responsabilità su “una parte” sindacale mi pare ingiusto e fuorviante.
Innanzitutto le forze politiche sono state, e lo sono tuttora, molto timide nell’esprimere un “progetto sociale” che tenga conto delle mutate condizioni industriali, lavorative e assistenziali. Come successe negli anni sessanta questo vuoto di “idee” è colmato da un lato dal “potere” industriale che coglie l’occasione di liberarsi di “orpelli” ritenuti contrattualmente troppo vincolanti e, dall’altro, dal “contesto” sindacale che si ritiene, a ragione o a torto, l’unico difensore dei diritti faticosamente acquisiti negli anni.
In questo frangente purtroppo manca la “coesione sindacale”, unica forza che può essere cofattore nella gestione delle “relazioni industriali”.
Secondariamente, ma non per importanza, la supponenza o la tentata “furbizia” della classe industriale che ha emarginato, complice l’ottusità di una “controparte”, interlocutore sindacale non marginale nel nostro Paese.
Queste concause hanno favorito la nascita di un movimento “oltranzista” che alimenta la “nuova strategia della tensione” così com’è accaduto tanti anni orsono.
Da questa situazione non vedo chi possa trarre giovamento:
– non il sindacato che con le sue “spaccature” perde credibilità e forza contrattuale;
– non la classe industriale che perde l’occasione di avere una controparte compatta nell’affrontare i principali problemi produttivi globali;
– non le forze politiche che intendono rappresentare i lavoratori e i pensionati, delegittimate e svuotate del loro ruolo.
Sono pertanto inutili e formali gli attestati di solidarietà richiesti o dichiarati da questa o quella fazione sindacale, occorrono, al contrario, interventi immediati e radicali. I sindacati rivedano le proprie posizioni senza isolarsi nelle vecchie rappresentazioni di parte, gli industriali riflettano sul tentativo di piccolo cabotaggio nell’”estorcere” qualche consenso parziale e le forze politiche rioccupino il loro ruolo programmatico d’indirizzo della nuova società al passo con i tempi.
Fermino, tutti insieme, la pericolosa deriva prima che possa diventare una “valanga” inarrestabile.

Alberto Sangalli

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Commenti

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  1. Scritto da simone pianetti

    La coesione sociale è una chimera inventata da chi detiene il potere. Le risorse disponibili, è un fatto, non sono divise in modo equanime. C’è chi ha di più e chi ha di meno e, a livello geografico, anche chi non ha niente. Un miliardo di persone, su questa terra soffre la fame.
    Dicono che siamo tutti sulla stessa barca, è vero, ma i più sono incatenati ai remi, i soliti quattro sono in plancia, con un cocktail in mano, una bionda al fianco e una schiera di servi. Ben venga la valanga.

  2. Scritto da Alberto

    I fatti di oggi a Orio al Serio, che mi auguro siano frutto di un “mitomane cretino”, confermano comunque le preoccupazioni che ho espresso. Non tifo per questo o quel gruppo politico o sociale e men che meno per i “padroni”, tifo solamente per i “cittadini” verso i quali si ripresenterebbero i timori e le angosce degli anni ’60 e ’70.

  3. Scritto da corti-novis

    Ach’io ho scritto una lettera opposta ha questa lettera. Perchè non pubblicarla. La coesione sociale se fa fatta bisogna sentire tutte le parti anche chi è per il conflitto.. Così Bergamo news si schiera con cisl-uil e Confindustria. Il padrone chiama e bergamonews risponde solo da una parte?

  4. Scritto da c.zap.

    Il signor Cortinovis oltre ad avere evidenti problemi con la sintassi, manca anche di correttezza. La sua lettera non è stata pubblicata perchè il messaggio che l’accompagnava conteneva affermzioni denigratorie nei confronti della redazione. Il signor Cortinovis, come tutti i lettori, ha pieno diritto di esprimere le sue opinioni, non di diffamare o di spargere insinuazioni a buon mercato. Bergamonews non è il bar sport di nessuno. Tantomeno del sig. Cortinovis.

  5. Scritto da corti-novis

    so essere ignorante in sintassi.. non è il mio mestiere scrivere. Insisto che la coesione deve essere da tutte le parti… per coesione sociale allora chiedo di togliere la parte denigratoria e lasci la sostanza e mi corregga la sintassi.

  6. Scritto da Alberto Sangalli

    Non mi pare che la lettera in questione si schieri “contro” la CISL. Anzi mi pare, almeno nelle intenzioni e per coloro si affidano alla loro intelligenza, che intenda rivolgere a “tutti” i soggetti trattati un motivo di ripensamento sulla gravità della situazione onde evitare episodi ancor più gravi. Le lacrime e i cordogli, poi, non servono a nessuno !

  7. Scritto da karajan

    Quale società? una società dove domina la corruzione, il clientelismo, le leggi ad personam, i decreti interpretativi delle leggi ad personam, una società razzista dove si chiudono gli occhi di fronte alle quotidiane aggressioni nei confronti di chi ha idee diverse, migranti, omosessuali, diversamente abili?
    Una società di disoccupati o cassintegrati?
    Una società che consente di andare in disco a pippare coca e ti massacra di botte in carcere per qualche spinello? E DICI “FERMATEVI TUTTI?”

  8. Scritto da karajan

    Il neoliberalismo economico( o Berlusconismo), nella sua versione più corrotta, si è ormai imposto in Italia. E’ un miscuglio tra populismo, fascismo e commedia buffa. Una prassi politica che consegna tutto in mano al mercato, dove anche il lavoratore è diventato merce di scambio.. La fine dell’etica e della morale pubblica, del ^^tutto è valido^^.
    Tutto questo è successo anche per irresponsabilità politica della sinistra italiana. E DICI “FERMATEVI TUTTI?”

  9. Scritto da Carlosan

    Sono francamente preoccupato, non solo da quanto accade ma, soprattutto, da quanto leggo.
    In altra sede, nella quale spesso ho condannato la scelta di CISL e UIL di essere (a mio parere) eccessivamente arrendevoli e con il governo e con confindustria, ho anche condannato la violenza, quale che ne sia la causa o la presunta ragione.
    Devo anche aggiungere, per amore di verità, che considero violenza anche i ricatti di Marchionne e le posizioni di Sacconi, anche se solo violenza di idee. continua >

  10. Scritto da Carlosan

    > segue Certamente la crisi economica ha acuito le sensibilità, l’irritabilità, riducendo il grado di tolleranza, sia tra lavoratori che tra sindacati. Il problema è che CISL e UIL da una parte e CGIL dall’altra, hanno scelto vie completamente diverse e non da oggi. Nel 2002 Cofferati, allora Segretario CGIL, propose di stabilire regole comuni per poter avviare il percorso di unificazione, fu Pezzotta, Segretario CISL, a dire di NO. continua>

  11. Scritto da Carlosan

    segue > Allo stesso modo, fu ancora la CISL ad esercitare pressioni sul primo governo Prodi per non fare la legge sulla rappresentanza sindacale.
    Ovvio pensare che fosse la paura di contare meno che animò la CISL e i suoi dirigenti, ed è probabilmente lo stesso pensiero che oggi li induce ad essere cosi accondiscendenti con Confindustria.
    Finché non si rimuove questo ostacolo, tutti i dubbi, anche i più maliziosi, avranno diritto di cittadinanza.
    continua>

  12. Scritto da Carlosan

    segue> Ecco perché concordo con la richiesta di arrestare questio percorso di autodistruzione, che non porterebbe buoni frutti neppure per le imprese, così come penso sia giusto chiedere a tutti di calmare gli animi e sedersi attorno ad un tavolo e “ASCOLTARSI”, cosa che è molto più importante del parlarsi.
    Alla CGIL una sola richiesta: non fate come la FIOM che anziché discutere si alza e se ne và. Rimanete li inchiodati e se qualcuno abbandona la discussione, fate che sia qualcun altro.
    Grazie

  13. Scritto da pandemonio

    Il sig.Cortinovis è un comunista convinto e come tale ragiona.La ragione sta sempre da una parte,la loro!Si trasforma il sindacato in un partito perennemente in guerra con tutti sostenendo che gli unici lavoratori stanno da quella parte e tutti gli altri sono sfruttatori.Con questi ragionamenti è sicuro che la coesione sociale sia a rischio.