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La Stradale scopre 569 finte revisioni denunciati tre meccanici

Denunciati tre titolari di officine che rilasciavano tagliandi fasulli senza effettuare i dovuti controlli. A produrre i certificati era un meccanico di Seriate.

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La polizia stradale di Bergamo ha scoperto un giro di revisioni false, orchestrato dal titolare di un’officina di Seriate. L’uomo è stato denunciato insieme ad altri due meccanici, uno di Treviolo e uno di Dalmine, che si appoggiavano a lui per avere i finti tagliandi. Li realizzava con gli adesivi autentici forniti dalla motorizzazione battendo sui tasti della sua macchina da scrivere, poi li appiccicava sulle carte di circolazione senza inserire i dati, come avrebbe dovuto, nel database della stessa motorizzazione civile. Ne derivava un guadagno in nero per i tre, visto che i pagamenti avvenivano senza fatture. In tutto, la polizia stradale ha scoperto 569 falsi tagliandi. Gli automobilisti erano quasi tutti in buona fede, ovvero convinti che le officine controllassero le auto. Invece i veicoli non venivano nemmeno toccati. Altri sceglievano gli esercizi in questione perché praticavano tariffe più basse rispetto alla concorrenza: tra i 40 e i 60 euro. Ma non si può escludere che alcuni si possano essere rivolti ai tre denunciati per superare i controlli che in precedenza avevano avuto esito negativo. Le carte di circolazione sono state tutte sequestrate, i tre denunciati per falso materiale: si tratta di un 51enne e di un 47enne di Dalmine e di un 46enne di Capriate San Gervasio. Il meccanico di Dalmine e di Treviolo, pur sapendo che il collega di Seriate non eseguiva i controlli, erano però in realtà convinti che almeno fornisse i dati alla motorizzazione.
L’inchiesta, denominata "Revisioni facili", partì nel 2009, dopo un normale controllo in autostrada eseguito a carico di un conducente di un Fiat Ducato da una  pattuglia della Stradale. Gli agenti si accorsero che il tagliando della revisione sulla carta di circolazione riportava un numero che non risultava in banca dati. Pochi giorni dopo fu casualmente fermata una Smart: anche i documenti della conducente riportavano un talloncino palesemente falso, simile a quello del Fiat Ducato. La polizia è risalita all’officina di Seriate, il cui titolare ha ammesso le sue responsabilità circa duecento false revisioni. Ma in realtà erano molte di più, come ha provato il nastro della macchina da scrivere, che in sovraimpressione riportava targhe e dati di tutte le auto falsamente controllate. In tutto 569.

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Commenti

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  1. Scritto da gigi

    scusate ma è solo una gabella per le tasche delle amministrazioni, come quelle delle caldaiette e di tante altre normative. per i fanatici inquadrati, preciso che con la mia affermazione autorizzo carrette pericolose, ma tipo io gas di scarico e piccolezze del genere ………….

  2. Scritto da 081

    conflitti bellici a parte, sarebbe bello conoscere nomi e cognomi di questi “furbetti” senza invocare la tutela dei propri dati personali (normativa che andrebbe rivista in questi casi).

  3. Scritto da ilpianta@gmail.com

    ma scusate non si può sapere il nome dell’autofficina?!?! che magari anche la mia auto ha la revisione falsa!!!!

  4. Scritto da turbominkia

    e quando passano le revisioni regolarmente, ma c’è qualcosa che non va? io ho l’auto completamente elaborata, cambio centralina e scarico e me l’hanno fatta passare senza problemi….mmmm,..bene

  5. Scritto da andicappato

    Per @ 2 –
    Per non parlare di tutti quegli automobilisti ,VISIBILMENTE sani che; parcheggiano negli spazi gialli x gli ANDICAPPATI con tanto di contrassegno ben esposto,arancione ,che salgono e scendono da soli dalle loro automobili saltellando,e,senza la presenza di nessuna persona andicapatta nei paraggi.!.!
    e nessun cittadinmo,dico, nessuno,mai si indigna..!!!..a questi chi rilascia e poi controlla l’uso che se ne fa di questi ontrassegni.?.bisognerebbe fare una bella indagine x capire.?.

  6. Scritto da Carlotta

    Sarebbe bello sapere il nome dell’officina, così verifico anche le mie revisioni…

  7. Scritto da andrea

    MA perché non mettete i nomi delle officine coinvolte?
    Se sono colpevoli lo giudicherà la magistratura se ci sarà un processo, ma lo scrivere sempre un tizio, un officina, un negozio ecc. non mi sembra un gran servizio.

  8. Scritto da Marino B.

    Nessuna pena ma:vogliamo nomi e cognomi di questi truffatori,come avviene nei paesi civili,in modo che questi signori non lavorino piu.E siano costretti a chiudere la loro attività “truffaldina”.!

  9. Scritto da Quarantenne

    Ma uno per finire in carcere cosa deve fare ? Chiedere l’elemosina … rubare un panino al supermercato ?
    Confido nella generazione futura per un ribaltone di quelli veri !!

  10. Scritto da il giudice

    Senza contare i certificati di abilità psicofisica molto dubbi rilasciati da compiacenti medici a persone visibilmente non abili.

  11. Scritto da ex elettore

    @quarantenne…..la generazione futura è peggio di quella attuale….credimi ho a che fare tutti i giorni con ragazzi/e dai 16 ai 20 anni,
    la colpa non è tutta loro ma da chi li educa, cioè i genitori.

  12. Scritto da il giudice

    Se da ben 65 anni non è più scoppiato nessun conflitto bellico mondiale vuole dire le generazioni attuali e le subito precedenti non sono proprio male, il futuro è incerto come tutto nella vita.

  13. Scritto da polpopaul

    Caro giudice, peccato che tutte le guerre locali successive al secondo conflitto bellico abbiano fatto più vittime di quest’ultima, con l’aggravante che una buona parte di queste erano inermi civili. Certe analisi prova a farle ai vietnamiti…