BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il sacerdote scomparso condannato a 4 anni

La Cassazione ha confermato la sentenza per abusi sessuali a carico di Don Matteo Diletti, irreperibile da una settimana. Il mistero del passaporto.

Più informazioni su

Don Matteo Diletti, il sacerdote di 39 anni scomparso da una settimana, dovrà andare in carcere. La Cassazione ha infatti confermato la condanna a quattro anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina tredicenne, commessi quando il prete alcuni anni fa ricopriva il ruolo di curato della parrocchia di Vilminore di Scalve. Confermata anche la condanna di sei anni al milanese Ugo Cattaneo, che aveva in precedenza a sua volta abusato della bambina. Proprio in seguito a questa vicenda la ragazzina si era rivolta al sacerdote per trovare ascolto e conforto. Tra i due era nata un’amicizia che si era presto trasformata in relazione sentimentale, sconfinata poi negli abusi.
Don Diletti è irreperibile da una settimana, da quando la sua auto è stata trovata abbandonata vicino a una spiaggetta di Vello di Marone, paesino che si affaccia sulla sponda bresciana del lago d’Iseo. Temendo un insano gesto, le ricerche nel lago sono scattate subito con l’ausilio dei sommozzatori, per poi essere interrotte 48 ore dopo. I carabinieri hanno impiegato anche le unità cinofile, che avrebbero portato alla vicina stazione dei treni. Nessuno però lo avrebbe visto salire su uno dei rari convogli di passaggio che comunque, va detto, viaggiano spesso praticamente vuoti.
Il mistero insomma è fitto: don Diletti, gravato dal peso dell’imminente sentenza della Cassazione, potrebbe essersi spinto fino a un gesto disperato. Oppure potrebbe aver deciso di fuggire per evitare il carcere. Secondo alcune indiscrezioni, il passaporto del sacerdote non sarebbe stato trovato. E presto da persona scomparsa Don Diletti si trasformerà in ricercato: la condanna infatti è definitiva e il sacerdote dovrà scontarla in carcere. L’apprensione della famiglia e dei conoscenti in queste ore è forte. La Curia venerdì scorso aveva emesso un comunicato in cui si esprimeva preoccupazione.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.