Polemica conclusa

Casnigo si ritira: la centrale a biogas non si fa

Progettata da anni e fortemente voluta da parte della cittadinanza, la centrale ha sempre destato preoccupazioni in quanti temevano inquinamento o odori.

Alzano bandiera bianca gli allevatori di Casnigo: la centrale a biogas non si farà. Progettata da anni e fortemente voluta da parte della cittadinanza, la centrale ha sempre destato preoccupazioni in quanti temevano inquinamento o odori.
Da diversi mesi erano molto accese le polemiche tra favorevoli e contrari. Il sindaco Giuseppe Imberti ha sempre sostenuto il progetto, come anche il suo predecessore Luca Ruggeri. L’idea era appoggiata anche dal gruppo di minoranza guidato da Alberto Bettinaglio. La maggioranza si è però spaccata in Giunta, portando nel maggio scorso alle dimissioni (poi rientrate) dell’Assessore all’Urbanistica Duilio Ruggeri.
La centrale a biogas era stata proposta nel 2008 da un’associazione di allevatori, che avrebbero risolto il problema dell’eliminazione dei rifiuti organici prodotti dalle proprie aziende agricole ottenendo per di più un reddito integrativo. Il Comune di Casnigo si era espresso in favore del progetto, adibendo alla centrale l’area dell’ex cava Pozzuoli. La Regione, nel novembre 2008, aveva stanziato 635 mila euro (su un totale preventivato di 2.300.000) per la costruzione dell’impianto.
Nella primavera 2009, in seguito alle proteste dei proprietari di un’area commerciale adiacente alla cava, si decise di trovare una sistemazione alternativa per la centrale. Proprio l’individuazione di una nuova area ha portato alle discussioni più accese, con la nascita del comitato cittadino “Casnigo salute e territorio” che riuniva i cittadini contrari al progetto.
Nei mesi scorsi sono stati organizzati incontri pubblici con dibattiti fra gli allevatori ed il comitato cittadino. L’associazione degli allevatori ha organizzato visite alle centrali di biogas dell’Alto Adige, per cercare di tranquillizzare quanti fossero preoccupati dall’impatto ambientale degli impianti. Nel marzo 2010 è stata comunque organizzata una petizione, che in poco tempo ha raccolto più di mille firme di cittadini contrari alla centrale di Casnigo; a causa di alcune firme false, le polemiche si erano infiammate di nuovo.
Nello scorso luglio sono scaduti i termini per il contributo regionale, e gli allevatori hanno deciso di lasciar cadere il progetto. Il clima degli ultimi mesi ha chiarito che la costruzione dell’impianto a biogas sul territorio comunale troverebbe numerosi oppositori, in qualsiasi zona si decida di realizzarlo.
Da qui la scelta di non continuare la battaglia, con il rammarico da parte di Sergio Anesa, coordinatore del gruppo allevatori, per quella che definisce “un’occasione persa che avrà ripercussioni future”.
 

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