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Raccolta differenziata, Bergamo in pole position

Il livello del recupero dei rifiuti è buona in Bergamasca, mentre va migliorato nelle province di Brescia e Pavia.

La Lombardia conferisce sempre meno rifiuti solidi urbani in discarica e si segnala su livelli eccellenti nel recupero dell’energia e per lo stato di efficienza e qualità dei suoi impianti. Occorre però diminuire la percentuale di conferimento in discarica anche dei rifiuti speciali e serve una accelerazione e un potenziamento della raccolta differenziata, ancora lontana dagli standard normativi soprattutto nelle province di Brescia e Pavia e a livelli adeguati solo in quella di Bergamo.
E’ quanto emerso oggi dai lavori del convegno intitolato “Le politiche di smaltimento dei rifiuti in Lombardia: processi di attuazione, problemi e prospettive di sviluppo”, promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e che si è tenuto questa mattina nell’Auditorium del Consiglio regionale.
Ad aprire i lavori della mattinata è stato il Presidente del Consiglio regionale Davide Boni, mentre le relazioni tecniche sono state affidate al direttore generale dell’Irer (Istituto Regionale di Ricerca) Alberto Brugnoli e ai suoi collaboratori Valerio Corradi e Stefano Indigenti. Dopo il dibattito, coordinato dal Consigliere segretario della Commissione “Ambiente e Protezione civile” Valerio Bettoni (UdC), le conclusioni sono state affidate al Presidente della Commissione Giosuè Frosio (Lega Nord).
“La sfida dei prossimi cinque anni –ha detto il presidente Davide Bonisarà quella di elevare sempre più la qualità della vita dei lombardi, ed è per questo motivo che il tema dello smaltimento dei rifiuti acquisisce più che mai una importanza fondamentale. Infatti la soluzione dei problemi legati allo smaltimento non potrà non prescindere in ogni caso anche dalle legittime aspettative e dalle esigenze sociali dei cittadini in termini di vivibilità e qualità urbana e ambientale”.
Il nostro obiettivo –ha evidenziato il presidente della Commissione Ambiente Giosuè Frosiosarà quello di puntare su “discariche-zero” per quanto concerne i rifiuti solidi urbani, e su “discariche-meno” per i rifiuti speciali. E in questa direzione sono convinto che la nostra Commissione potrà avviare e mettere in campo anche significativi strumenti legislativi in grado di offrire soluzioni positive e praticabili”.
Per Valerio Bettonisul tema dello smaltimento dei rifiuti occorre il coraggio e la responsabilità di affrontare i problemi e fare scelte magari oggi impopolari ma che alla lunga si rivelano poi vincenti. E’ questo –ha detto Bettoni- il compito della politica, che deve ricercare sempre l’interesse dei cittadini e non solo il mero consenso popolare nell’immediato”. 
Nell’occasione è stato presentato un dossier che fornisce un quadro dettagliato e aggiornato sulle dimensioni e la situazione in Lombardia del settore che si occupa del trattamento dei rifiuti.
Il dossier evidenzia una crescita continua della produzione di rifiuti solidi urbani in Lombardia, passata da 3,7 milioni di tonnellate nel 1995 ai poco più di 5 milioni nel 2008. La situazione attuale è contraddistinta da un limitato conferimento in discarica, da elevate percentuali di recupero di energia e da uno stato efficiente e adeguato degli impianti.
La produzione totale di rifiuti speciali nella nostra regione si è attestata nel 2007 intorno ai 20 milioni di tonnellate, di cui 1,8 milioni sono classificati come pericolosi. La Lombardia produce, da sola, il 20% dei rifiuti speciali non pericolosi e il 30% di quelli pericolosi dell’intero Paese. Le province che producono la maggior quantità di rifiuti speciali sono quelle di Brescia (3.397.905,7 t), Milano (2.876.612,9 t) e Bergamo (1.709.426,4 t). Per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti speciali, si riscontrano però difficoltà a perseguire l’obiettivo della minimizzazione dei conferimenti in discarica. Così il territorio lombardo è esposto a situazioni potenzialmente critiche sotto il profilo ambientale, e conflittuali sotto il profilo sociale, soprattutto per la collocazione e il mantenimento di siti e impianti di smaltimento. Il dossier sottolinea inoltre la necessità di un più stretto monitoraggio del settore, essendo questo comparto in regime di libero mercato.
Buone notizie giungono invece sul fronte del recupero di energia: nel 2008 sono state avviate agli impianti di termovalorizzazione 1.630.309 tonnellate di rifiuti urbani, pari al 32,4% della produzione totale. La Lombardia si conferma come la Regione che effettua il più ampio ricorso alla termovalorizzazione possedendo circa il 50% della capacità d’incenerimento nazionale seguita a grande distanza dall’Emilia Romagna (16%). In Lombardia è ormai maturata una capacità di smaltimento di livello industriale con 13 termovalorizzatori, 6 dei quali attivi in assetto cogenerativo.
Vanno registrate però forti disomogeneità tra i vari territori provinciali. In particolare nella pratica della raccolta differenziata le province di Brescia e Pavia devono recuperare la distanza da esperienze virtuose come quella di Bergamo.
In anticipo su quanto previsto a fine 2009, cinque province, tra il 2007 e il 2008, hanno superato il 50% di raccolta differenziata. Si tratta di Cremona, Lecco, Varese, Bergamo e Lodi che insieme rappresentano il 30% della popolazione e il 42% dei Comuni lombardi. Si attestano intorno al 45% le province di Como, Milano, Mantova e Sondrio, che hanno quindi oltrepassato la soglia del 40% fissata dalla Legge finanziaria per il 2007. In forte ritardo sono invece Brescia e Pavia.
La provincia di Brescia solo nel 2008 si è avvicinata alla soglia del 40% con una raccolta differenziata al 39,5% (nel 2007 era il 35,9%). La provincia di Pavia appare ancora più lontana con una raccolta differenziata al 27,4% (nel 2007 era al 26,3%).
Per la raccolta differenziata a livello nazionale il decreto n.152 del 2006 fissa i prossimi obiettivi nel 60% entro il 2011 e nel 65% entro il 2012. La percentuale di raccolta differenziata in Lombardia è proiettata verso il 50%, ma è richiesto un notevole sforzo per conseguire nei prossimi anni i traguardi posti a livello normativo.
Quello di oggi –ha concluso Davide Boniè stato il primo di un ciclo di incontri promossi dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale che, attraverso la realizzazione di dossier tematici sulle aree di competenza delle Commissioni consiliari, si pone l’obiettivo di fornire informazioni e conoscenze precise sulle politiche pubbliche regionali. Il nuovo Ufficio di Presidenza vuole infatti investire fortemente sulla formazione e sullo sviluppo di competenze e professionalità adeguate, affinchè le scelte decisionali possano essere sempre supportate nel migliore dei modi”.

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Commenti

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  1. Scritto da SandorKrasna

    Faccio presente alla poco informata Valentina che nel comune di Salerno (Campania) la percentuale di raccolta differenziata è al 72%.

  2. Scritto da valentina

    Visto che esportiamo il made italy , vediamo di mandare alla Regione Campana , al Sindaco di Napoli , e al colorito popolo napoletano , un modello concreto di smaltimento e recupero .Ha ragione il Presidente della Regione Veneto ha rifiutare i………… rifiuti di Napoli.
    Se lasciamo fare alle Regioni del Sud , andiamo sotto la Grecia !!!!!Forza Napoli , Forza Sud.!!!!!!

  3. Scritto da stobla87

    Bergamo come sempre domina e a napoli e palermo raccolta al 3% e rifiuti in strada e quando vado all’estero mi sento dire “itagliano spazzatura” grazie sud dopo la mafia,la pizza e il mandolino mi mancava solo questo.

  4. Scritto da angi

    Bergamo come sempre domina, ma che cosa? Dominare vuol dire anche saper farsi valere, mentre siamo una delle ultime provincie a ricevere riconoscimenti concreti dallo stato vedi investimenti e infrastrutture!… Ma per piacere non facciamo solo i soliti lamenti inconcludenti, tiriamo fuori le p. al momento delle scelte politiche a costo di andare nelle strade a manifestare come facevamo una volta…