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Viaggio intrigante tra le collezioni d’arte private fotogallery

Dal 6 ottobre al 9 gennaio 2011 alla Gamec un'esposizione che raccoglie il meglio delle collezioni private di arte contemporanea.

A vent’anni dall’apertura della GAMeC, dedicare una mostra al collezionismo d’arte contemporanea della città di Bergamo e del suo territorio significa esplorarne le ‘potenzialità nascoste’ e scoprirne l’inaspettata ricchezza. Nel 1991, anno di apertura della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, l’amministrazione comunale di allora scelse, su indicazione della direzione dell’Accademia Carrara e del suo Consiglio, di dare conto del ricco impegno e dell’interesse della città per l’arte moderna e contemporanea, inaugurando la Galleria con la presentazione della mostra Collezione privata, Bergamo. Arte italiana del XX secolo, dedicata alle più importanti collezioni bergamasche che annoveravano opere d’arte dei primi settant’anni del Novecento.
A seguito della mostra, alcuni cittadini di Bergamo – tra loro Gianfranco Spajani e Gianfranco e Marta Stucchi – maturarono la volontà di donare il meglio delle loro collezioni al Comune di Bergamo e all’Accademia Carrara per la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, nel solco della grande tradizione di mecenatismo che caratterizza in modo unico la città di Bergamo, sin dalle origini dell’Accademia Carrara fondata da Giacomo Carrara nel 1796. Il collezionismo, lavorando sulla contemporaneità, che è pure attualità, mostra il lato sperimentale e di ricerca della cultura visiva del nostro tempo. Tratto distintivo della mostra
‘Il Museo Privato. La passione per l’arte contemporanea nelle collezioni bergamasche’ è quello di presentare quanto e in che modo il quadro culturale della città si sia aggiornato dal 1991, anno di apertura della GAMeC, attraverso una selezione delle opere d’arte contemporanea che i collezionisti bergamaschi hanno acquisito nel corso della loro esperienza.
Dalla ricerca compiuta, è emerso come molti collezionisti siano cresciuti culturalmente in questi ultimi vent’anni, ed è stato registrato un notevole incremento dei nuovi appassionati. Molteplici sono le ragioni che stanno alla base dell’atto del collezionare, come ricorda Giacinto Di Pietrantonio nel catalogo della mostra: "Seppur gli scettici nei confronti dell’arte contemporanea non manchino di sottolinearne l’aspetto economico, le ragioni del collezionare sono sempre altre, come il fatto che sempre più persone si rendono conto di quanto l’arte sia in grado di arricchire le loro esistenze, o che il valore dell’opera non deriva soltanto dalla sua capacità di durare nel tempo, ma anche dall’essere uno specchio della realtà contemporanea; oppure che l’arte mantiene viva la mente e la sfida di vivere il tempo presente fatto anche di sensazioni che pescano nell’inconscio, a volte fastidiose, ma vere, e che una collezione deve essere qualcosa di più della somma delle parti per assumere una sua identità".  Nell’aggiornamento della propria ricerca, l’esplorazione del collezionismo ha spaziato dall’Arte Programmata e Cinetica all’Arte Povera e all’Arte Concettuale, dalla Transavanguardia al postmodernismo con un’apertura internazionale, non escludendo, d’altra parte, di rivolgere l’attenzione ad artisti che operano a Bergamo.
Come sostiene M. Cristina Rodeschini nel suo testo in catalogo, ‘
Uno dei criteri del progetto è stato quello di rappresentare in mostra raccolte strutturate, che fossero il frutto di un gusto personale, ma soprattutto di un percorso culturale che identificasse la pratica collezionistica come costante esercizio di ricerca. […] Raccogliere per dare forma a una collezione è un percorso che implica profonda consapevolezza, ma anche il piacere di lasciarsi sorprendere dall’imprevisto. Le collezioni man mano si strutturano, cambiano: l’aggiunta di ogni opera ricalibra il rapporto tra tutte le altre. Possono trasformarsi anche attraverso parziali alienazioni delle raccolte, per avere il piacere di iniziare nuove esperienze. Ciascun collezionista è alla ricerca del modo in cui tenere in equilibrio l’inscindibile binomio desiderio – possibilità. Molte sono le ragioni che presiedono alle scelte e la ricchezza sta ancora una volta nelle differenze’.
E continua Giacinto Di Pietrantonio: "Oggi che il sapere si è sempre più specializzato, e che l’artista viene percepito come un’unicità, l’arte rimane comunque un’isola di multidisciplinarietà, e il collezionismo – acquisendo opere – si dà come luogo di sostegno della complessità dell’uomo testimoniato dall’arte." La città di Bergamo, anche grazie alla presenza dell’Accademia Carrara, il cui patrimonio si basa fondamentalmente sulle raccolte donate dai grandi collezionisti del passato, rappresenta un fondamentale punto di riferimento per quanto riguarda il grande tema del collezionismo d’arte, anche per la relazione che le pubbliche istituzioni hanno saputo tessere con esso e di cui l’Accademia Carrara e la GAMeC sono i simboli per eccellenza.
Le collezioni di arte contemporanea del territorio bergamasco riuniscono un numero notevolissimo di opere di grande qualità, in moltissimi casi
veri e propri ‘pezzi’ da museo che non sono mai stati esposti in pubblico, e questa mostra offre un’occasione unica per ammirare un patrimonio di circa 200 opere altrimenti inaccessibili. In mostra: A12, Marina Abramovic, Carla Accardi, Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Eija-Liisa Ahtila, Mario Airò, Getulio Alviani, Meris Angioletti, Giovanni Anselmo, Nobuyoshi Araki, Rodolfo Aricò, Stefano Arienti, John Armleder, Atelier Van Lieshout, Richard Avedon, Maja Bajevic, Olivo Barbieri, Matthew Barney, Gabriele Basilico, Bernd and Hilla Becher, Vanessa Beecroft, Fausto Bertasa, Mariella Bettineschi, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Candice Breitz, Olaf Breuning, Angela Bulloch, Sophie Calle, Nino Calos, Mircea Cantor, Rino Carrara, Lawrence Carroll, Valerio Carrubba, Maurizio Cattelan, Christo, Francesco Clemente, John Coplans, Tony Cragg, Martin Creed, Mario Cresci, Enzo Cucchi, Roberto Cuoghi, Aaron Curry, Keren Cytter, Dadamaino, Gino De Dominicis, Wim Delvoye, Sam Durant, Olafur Eliasson, Elmgreen&Dragset, Weng Fen, Gianfranco Ferroni, Sylvie Fleury, Franco Fontana, Tom Friedman, Giuseppe Gabellone, Cyprien Gaillard, Stefania Galegati, Regina José Galindo, Anna Galtarossa, Andrea Galvani, Ryan Gander, Carlos Garaicoa, Alberto Garutti, Kendell Geers, Piero Gilardi, Gilbert & George, Nan Goldin, Douglas Gordon, Dan Graham, Giorgio Griffa, Alberto Guidato, Shilpa Gupta, Damien Hirst, Rebecca Horn, Roni Horn, Zhang Huan, Gary Hume, Irwin, Emily Jacir, Ilya Kabakov, Anish Kapoor, Hannu Karjalainen, Kcho, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Yayoi Kusama, Ketty La Rocca, Luisa Lambri, Bertrand Lavier, Richard Long, Clara Luiselli, Margherita Manzelli, Robert Mapplethorpe, Eva Marisaldi, Jason Martin, Andrea Mastrovito, Paul McCarthy, Allan McCollum, Mario Merz, Jonathan Monk, François Morellet, Yasumasa Morimura, Liliana Moro, Zwelethu Mthethwa, Bruno Munari, Vik Muniz, Takashi Murakami, Cyprian Muresan, Hidetoshi Nagasawa, Kenneth Noland, Luigi Ontani, Catherine Opie, Dennis Oppenheim, Gabriel Orozco, Adrian Paci, Gina Pane, Giulio Paolini, Pino Pascali, Yan Pei-Ming, Alessandro Pessoli, Gianriccardo Piccoli, Pino Pinelli, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Avery Preesman, Luigi Presicce, Riccardo Previdi, Dimitri Prigov, Daniele Puppi, Gerhard Richter, Pietro Roccasalva, Ugo Rondinone, Matteo Rubbi, Thomas Ruff, Paolo Scheggi, Mario Schifano, Serse, Santiago Sierra, Alessandro Zuek Simonetti, Nedko Solakov, Ettore Spalletti, Giuseppe Stampone, Rudolf Stingel, Thomas Struth, Pascale Marthine Tayou, Wolfgang Tillmans, Marco Tirelli, Rirkrit Tiravanija, Patrick Tuttofuoco, Ian Tweedy, Piotr Uklanski, Giuseppe Uncini, Carlo Valsecchi, Victor Vasarely, Ben Vautier, Vedovamazzei, Claudio Verna, Claude Viallat, Li Wei, Lawrence Weiner, Franz West, Entang Wiharso, Sislej Xhafa, Jiang Zhi, Gilberto Zorio. 
Durante il periodo della mostra saranno dunque le collezioni a presiedere il terreno della cultura artistica, in quanto permangono alle mostre temporanee, anche se queste ultime contribuiscono con le loro indicazioni a fornire senso e valore alle collezioni stesse. La conoscenza, che la produzione di una mostra come questa sedimenta, è di fondamentale importanza, sia perché aggiorna il museo sulle dinamiche del gusto della comunità culturale in cui si trova ad operare, sia perché consolida l’indispensabile dialogo tra collezionisti e museo, che a Bergamo ha radici profonde.
Non si dimentichi, in conclusione, una riflessione di fondo connessa alle tematiche del collezionismo: se oggi tutti noi possiamo ammirare e godere della disponibilità pubblica nella nostra città di un patrimonio straordinario di arte antica e moderna è principalmente grazie all’esistenza di quanti con competenza, passione e generosità hanno dapprima formato e poi donato le proprie collezioni, per molti aspetti simbolo stesso della loro vita.
La mostra è stata realizzata grazie alle Collezioni Diego Bergamaschi, Luigina Bernini ed Elio Carrara, Carlo Borsatti, Arturo Botti, Giuseppe e Terry Calvi, Giuseppe e Simonetta Casarotto, Angiola e Carlo Del Monte, Tiziana Fausti, Tullio, Adriana, Simona e Massimiliano Leggeri, Gianmaria e Minerva Maggi, Angela e Luigi Mascaretti, Giovanni Milesi, Maria e Stefano Müller, Johnny Patelli, Mario Pavoni, Elena e Fausto Radici, Pier Luigi e Laura Rizzi, Carla e Pippo Traversi.

INFORMAZIONI
Il Museo
Privato. La passione per l’arte contemporanea nelle collezioni bergamascheA cura di Giacinto Di Pietrantonio e M. Cristina Rodeschini
6 OTTOBRE 2010 – 9 GENNAIO 2011
Inaugurazione: 5 ottobre 2010, ore 18.30

Orari d’apertura: Ingresso:
Martedì – domenica: ore 10.00 – 19.00 Intero: € 6,00
Giovedì: ore 10.00 – 22.00 Ridotto: € 4,00
Lunedì chiuso Il biglietto consente di visitare tutte le mostre in corso
 

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