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Turisti per cave, a Bergamo si può fotogallery

Il Coordinamento cave bergamasche ha varato alcune iniziative per dare un'immagine più reale del settore.

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Settantamila euro per rifarsi il look. E’ quanto il Coordinamento cave bergamasche (neonato organismo cui hanno dato vita 16 società, tra aderenti al Gruppo Marmo Pietre e Affini e Industrie estrattive di Confindustria Bergamo e ad Anepla Bergamo, sezione dell’Associazione nazionale estrattori produttori lapidei ed affini) ha deciso di investire per dare un’immagine non stereotipata del comparto. “Quando si parla del nostro settore – ha esordito Matteo Assolari, presidente del Gruppo Marmo Pietre e Affini e Industrie estrattive di Confindustria Bergamo – si tende a coglierne l’aspetto, negativo, legato all’impatto ambientale”. “Trascurando – ha sottolineato Giacomo Pesenti, presidente di Anepla Bergamo – i risvolti, positivi, dei valori che vi sono insiti: da quello economico a quello sociale; da quello ambientale a quello tecnologico; da quello artistico a quello del dialogo con la comunità”.  
Vogliamo farci conoscere per quello che siamo – hanno aggiunto Assolari e Pesenti – diradando la diffidenza che avvolge il nostro mondo”.
In che modo? Con due distinte iniziative presentate nella sede di Confindustria Bergamo. La prima riguarda la presentazione de ‘La pietra come risorsa’, un volumetto di una settantina di pagine, sottotitolato ‘Le attività di cava in provincia di Bergamo: ambiente, lavoro e territorio’, in cui, oltre ad essere illustrati i ‘valori’ del comparto (“che genera valore e che dà posti di lavoro; che è sottoposto a rigidi controlli per effetto di una regolamentazione stringente; e che vanta numerose certificazioni”) si tracciano, azienda per azienda, i profili delle 16 realtà produttive che hanno dato vita al Coordinamento. La seconda iniziativa, invece, è stata denominata ‘Turisti per cave’. “Dall’aprile al maggio del prossimo anno” ha spiegato Giorgio Cortella di In Studio, la società che ha messo a punto il progetto, “le aziende che hanno dato vita al Coordinamento cave bergamasche, apriranno, secondo un calendario ancora da definire, le loro porte sia ai rispettivi concittadini sia alle Scuole. Lo scopo è quello di familiarizzare con questo ambiente, faqcendo conoscere ai bambini quanti e quali tipi di vegetazione e di fauna popolano i siti estrattivi”.
Per divulgare l’iniziativa è stato allestito anche un sito web (
www.cavebergamasche.it) in cui sono presenti una sezione formazione e una informazione per le scuole, un’area rassegna stampa, un calendario delle iniziative, una sezione news ed eventi. “Obiettivo di fondo – hanno concluso Assolari e Pesenti – è la valorizzazione delle cave, sia di montagna sia di pianura, nell’ambito del territorio bergamasco”.
Nel commentare l’iniziativa, Andrea Locati, della Camera di commercio di Bergamo (che ha sostenuto l’iniziativa con uno stanziamento di circa 20mila euro), ha detto che il “progetto si integra con l’iniziativa ‘Pietre originarie delle bergamasca’, già sostenuta dall’Ente, “anche perché le pietre possono tranquillamente rappresentare un elemento di divulgazione del territorio. Al pari dei prodotti agroalimentari”. Parole di apprezzamento per l’iniziativa sono state spese anche dall’assessore provinciale all’Ambiente e alla tutela delle risorse naturali, Pietro Romanò
La Scheda 
Al Gruppo Marmo Pietre e Affini e Industrie estrattive di Confindustria Bergamo sono associate una trentina di aziende che operano in tre ambiti: cave di montagne, cave di pianura e laboratori. Complessivamente, queste imprese danno lavoro a circa 400 persone; che diventano circa 1200 considerando soltanto l’indotto diretto (non quello legato all’edilizia).
A livello regionale, questo questo settore industriale occupa circa 7mila addetti che diventano 30mila a livello nazionale. Il giro d’affari registrato a fine 2008 si è aggirato sui 6 miliardi di euro, 2,5 dei quali rappresentano il valore aggiunto. Sempre a fine 2008, a fronte di un export per mezzo miliardo il dato relativo all’import si è attestato a quota 1,2 miliardi di euro.

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