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Ok bipartisan per una legge anti-mafia

Il consiglio ha votato all'unanimità l'ordine del giorno che prevede una proposta di legge regionale per innalzare una barriera contro la criminalità organizzata, ormai necessaria dopo l'operazione "Crimine"

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Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità oggi, martedì, l’ordine del giorno dedicato alle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e amministrativo della Lombardia con il preciso fine di giungere ad un disegno di legge contro la mafia e tutte le altre organizzazioni malavitose. Dopo una mattina intera di dibattito, dunque, si è giunti ad una proposta unitaria che mira a costituire un gruppo di lavoro al quale parteciperanno tutte le forze politiche per scrivere una legge finalizzata al contrasto della mafia. L’urgenza e l’unitarietà dell’assemblea sono la conseguenza politica più grande che l’operazione della Dda di Milano, denominata “Il Crimine”e che ha portato ai 300 arresti del luglio scorso, è riuscita ad ottenere.

La politica regionale non è rimasta immune a questo enorme problema che in Lombardia ha visto l’affermarsi, negli ultimi 30 anni, di tutte le più grandi organizzazioni criminali quali mafia, ndrangheta e camorra. Proprio l’organizzazione calabrese è stata oggetto della grande operazione portata avanti dal sostituto procuratore Ilda Bocassini insieme ai Carabinieri di Monza e che ha fatto tremare anche l’istituzione politica regionale.

Anche per questo motivo, per arginare l’avanzata dei clan e dei loro uomini di contatto con le pubbliche amministrazioni, si è deciso di portare avanti questa iniziativa di legge che verterà su alcuni punti cardine quali il contrasto alle zone grigie che possono facilitare l’infiltrazione mafiosa nelle opere pubbliche, istituendo ad esempio il conto corrente unico per gli appalti pubblici, un azione a favore delle vittime della malavita organizzata e la costituzione di parte civile da parte della Regione nei processi per mafia, la formazione delle Polizie Locali sul tema, la semplificazione amministrativa e l’attribuzione agli enti locali dei beni confiscati alla mafia per progetti sociali e , infine, la promozione in ambito scolastico dei principi di legalità.

Il consiglio regionale si è impegnato, inoltre, a redarre una proposta per un testo unico che definisca lo status di amministratore pubblico e degli eletti in termini di incompatibilità e conflitto d’interessi e proponga una riorganizzazione della decisione pubblica che possa garantire trasparenza ad ogni passo. Infine l’ordine del giorno richiede un monitoraggio costante dell’insieme delle leggi che regolano le commesse e gli appalti pubblici allo scopo di individuare possibili soluzioni che garantiscano meglio trasparenza e controllo decisionale.
 

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