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Mafia, Il Consiglio regionale alza la guardia

Un documento comune approvato all’unanimità ribadisce il forte impegno a contrastare in modo fermo e convinto ogni tipo di infiltrazione malavitosa.

Un documento comune approvato all’unanimità nella seduta di martedì ribadisce il forte impegno del Consiglio regionale della Lombardia a contrastare in modo fermo e convinto ogni tipo di infiltrazione malavitosa nelle istituzioni e nei settori vitali della società lombarda. 
L’ordine del giorno approvato, che ha trovato consenso e condivisione unanime tra i Consiglieri di ciascun Gruppo di minoranza e maggioranza, dà mandato alla Commissione “Affari istituzionali” presieduta da Sante Zuffada (PdL) perché sottoponga al Consiglio le proposte per l’adozione di una legge regionale che istituisca il Conto corrente unico per gli appalti pubblici, adotti azioni di sostegno alle vittime, preveda azioni formative rivolte alle Forze di Polizia locale e provinciale e agli operatori sociali e garantisca la semplificazione amministrativa. Obiettivo della legge dovranno essere anche l’attribuzione agli Enti locali dei necessari contributi per la realizzazione di progetti di utilizzo a fini sociali dei patrimoni confiscati alle associazioni criminose e il sostegno di iniziative in ambito scolastico tese a promuovere il valore della legalità.
Il Consiglio regionale chiede inoltre alla Commissione di proporre un testo unico che definisca lo status dell’amministratore pubblico e degli eletti in termini di incompatibilità e di conflitto di interesse, garantendo così la massima trasparenza possibile. Parimenti chiede di formulare, anche attraverso specifici progetti di legge, proposte concrete a sostegno delle imprese in difficoltà nell’ambito del credito e della lotta all’usura, grimaldello spesso utilizzato dalla malavita organizzata per introdursi nelle attività economiche.
Da ultimo l’ordine del giorno approvato in Consiglio regionale sollecita anche un attento monitoraggio delle leggi che regolano le commesse e gli appalti pubblici per individuare soluzioni in grado di garantire meglio le verifiche e i controlli.
Infine il Consiglio ha espresso “la più ferma condanna per il grave atto di intimidazione consumato davanti al tribunale di Reggio Calabria e la propria solidarietà al Procuratore Giuseppe Pignatone”.

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