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Audi A7 Sportback, la berlina di classe

Presentato al Salone di Parigi l'ultimo gioiello della Casa tedesca: bella da vedere e da guidare.

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«Ha la bellezza di una scultura». Giudizio interessato, magari, quello di Wolfang Egger, capo del Design Audi, ma, in effetti, la nuova A7 Sportback, che debutterà in pubblico al Salone di Parigi, lascia ammirati. Quasi 5 metri di lunghezza, quattro posti, cinque porte, struttura in alluminio, tecnologia al vertice per una filante berlina-coupé dalle forme eleganti e levigate. Se poi aggiungete che è costruita con l’accuratezza di un prodotto di alta moda e che guidarla è una gioia, potete far finta di ignorare che costa come minimo quasi 61 mila euro.
La A7 Sportback segue l’esempio della A5 nel proporre un concetto capace di offrire un’alternativa alle giardinette di casa (le classiche Avant), tanto che il futuro riserverà modelli analoghi anche alle A3 e A1. Una formula che non è una novità assoluta (si pensi a Bmw Serie 5 GT o Mercedes CLS) ma che qui mescola con particolare grazia il comfort della berlina, la sportività del coupé, la praticità e la versatilità, appunto, di una station wagon (portellone a comando elettrico, capacità di carico fino a 1.390 litri abbattendo gli schienali dei sedili posteriori).
Dimensioni importanti le sue, ma ben equilibrate (se la larghezza è di 191 cm, l’altezza è di appena 142). Nascono sulla base di quella che sarà la nuova generazione della A6 (anch’essa in anteprima a Parigi, lancio in marzo): una novità dietro l’altra in un anno magico, che dopo la stasi del 2009 per la crisi mondiale dell’auto, dovrebbe portare l’Audi, top leader in Cina, a un record di vendite (quasi un milione e 100 mila).
Le motorizzazioni sono quattro, due a benzina e due turbodiesel, tutte V6 a iniezione diretta, tutte con sistema Start&Stop e recupero dell’energia per contenere consumi ed emissioni. Si parte a fine ottobre con i 3 litri TFSI da 300 Cv (sovralimentato con compressore) e TDI da 245 Cv, seguiranno a inizio 2011 il 2.8 FSI e il 3.0 TDI, entrambi da 204 Cv.
Quest’ultimo propulsore, accoppiato a un cambio multitronic, è destinato a una versione a trazione anteriore mentre gli altri si sposano con quella integrale permanente «quattro» e con una trasmissione S tronic a 7 rapporti, con tanto di «palette» al volante: decisamente più eccitante in un primo test sulle panoramiche strade della Costa Smeralda per godersi la sportività di un’auto che sa anche essere morbida e silenziosa come una limousine.
Un’auto con cui si fa «amicizia» subito per il senso di fiducia che infonde. Sembra di condurla da sempre. Assetto piacevole, comportamento impeccabile, agilità sorprendente. Oltre i 130 l’ora si solleva posteriormente uno spoiler che incrementa la tenuta al suolo. Apprezzabile in particolare il tre litri a gasolio da 245 Cv per comfort di marcia e prestazioni (0-100 in 6,3 secondi e 250 l’ora), mentre a quello da 204 Cv spetta il primato per consumi ed emissioni di Co2 (5,3 l/100 km e 139 gr/km).
C’è di tutto e di più nella A7 Sportback: plancia e interni dal raffinato design, materiali pregiati, colori luminosi, poltrone ben ancoranti. Sotto il vestito una cornucopia di tecnologia, dal sistema di gestione della dinamica di marcia alle sospensioni pneumatiche con controllo dell’ammortizzatore, dai dispositivi di assistenza alla guida a quelli di infoitment. Interessante il nuovo marchingegno che proietta sul parabrezza, insieme, il limite di velocità nel tratto di strada che si percorre e quella a cui stiamo andando.
Però, tutto si paga, e potrebbe essere assai facile salire dai 60.900 euro della 3.0 TDI o dai 62.300 della TFSI a quota 70-80 mila. Con una musica così le circa 30.000 vendite previste nel mondo all’anno (duemila in Italia) regalano un bel fatturato.
(da La Stampa
 
 

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