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“Non snaturiamo il Polo Tecnologico”

Sull'ipotesi di una fusione con il Kilometro Rosso interviene con questo comunicato il Partito democratico di Dalmine.

Sull’ipotesi di una fusione tra Polo tecnologico di Dalmine e Kilometro Rosso, avanzata da Confindustria Bergamo, interviene con questo comunicato il Partito democratico di Dalmine.

In merito alle dichiarazioni sulla possibile integrazione di Point Dalmine e Kilometro rosso Stezzano come PD -Dalmine che ha amministrato per 10 anni la città di Dalmine, che ha seguito l’Accordo di programma che ha portato alla realizzazione del Polo tecnologico vogliamo inserire anche la nostra riflessione in merito alla proposta del Presidente di Confindustria.
La città di Dalmine ha da sempre dato grande importanza al percorso di trasformazione di una parte del suo territorio, sempre ha collaborato con Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Camera di Commercio e soci vari.
Ribadiamo come il Point sia sempre stato considerato e ancora lo sia un VALORE non solo per Dalmine ma per tutto il territorio circostante.
Chiarite le specificità delle vocazioni dei due centri: Servitec rivolto alle Piccole Medie Imprese, Kilometro rosso rivolto alle grandi imprese, si è sempre auspicato un dialogo, su alcuni progetti realizzati ( es. meccatronica ). Ogni forma di sinergia arricchirà l’economia del territorio bergamasco se ogni ente non perderà la sua specificità.
La città di Dalmine ha investito nel Point per farne un centro dell’innovazione e della ricerca, nel P.R.G. approvato nel 2004 sono previste aree per l’ampliamento degli spazi, nel 2009 si stava valutando con gli altri attori l’opportunità di avviare un secondo accordo di programma. Attualmente trovano occupazione nel Point circa 200 persone.
Il Pd ribadisce l’esigenza di valutare come ottimizzare la gestione di Servitec e di Tecnodal, solo conservando la specificità dei due centri sarà possibile rendere sempre più accessibile l’innovazione e la ricerca per l’economia bergamasca.
Il Pd ribadisce e sottolinea che la media e piccola industria, in generale, hanno sofferto e stanno tuttora soffrendo a causa della crisi economica molto più delle grandi imprese che scaricano altrove il peso dello loro ristrutturazioni. E in particolare , le piccole e medie industrie bergamasche non hanno trovato appoggio per i loro progetti da parte dagli enti istituzionali, compresa Confindustria.
Quindi evidenzia
          come le diverse vocazioni dei due poli tecnologici non rendano incompatibili sinergie tra i poli se questi mantengono ciascuno la propria.
          Che dette sinergie possono portare effetti benefici per l’economia locale a patto che si basino su un progetto votato allo sviluppo e all’espansione e non all’incorporazione.
          Che lo sviluppo e l’espansione del Point Tecnologico di Dalmine è già prevista nel vigente Piano regolatore generale, che individua aree per un nuovo ACCORDO di PROGRAMMA che continui quello realizzato nel sito con la Regione Lombardia.
Auspichiamo che si chiarisca il futuro di Servitec e Tecnodal, non si penalizzi l’occupazione e i rilevanti investimenti effettuati dagli enti coinvolti, in particolare da Regione, Provincia, Camera di Commercio.
Il polo tecnologico di Dalmine deve trovare nuovo slancio in un progetto per il sostegno delle piccole e medie imprese bergamasche, mentre KM rosso può dare il suo supporto alle grandi imprese bergamasche e non solo.

Lorella Alessio
Portavoce Pd Dalmine

Commenti

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  1. Scritto da diego frazzini

    Di cattedrale nel deserto almeno per il point di Dalmine non si può parlare, dati alla mano.O almeno non se ne poteva parlare fino al cambio di ” nomenklatura”, ovvero fino alla primavera 2009. Tanto è vero che il problema del Point allora era trovare altri spazi di espansione. Poi la concorrenzai (..), il disinteresse dell’Amministrazione di Dalmine e della Provincia,l’agnosticismo di altri ha invertito la tendenza che sicuramente la crisi non fa che aggravare.E Investire in innovazione?

  2. Scritto da diego frazzini

    Invece che di consumo di suolo , parlerei di riutilizzo e riconversione di aree industriali. Speriamo che le sinergie ventilate non ripropongano il problema. Certo occorre chiedersi se sia meglio investire in innovazione e tecnologia oppure ritirarsi a coltivare il proprio orticello sperando non grandini…. il momento non è favorevole,ma serve coraggio e interventi strutturali a sostegno dell’economia , soprattutto delle piccole e medie imprese. Si parla di progetti, ma dove sono?

  3. Scritto da "Non col vento"

    Nessuno dei due centri ha prodotto risultati in linea con le aspettative, considerando poi il consumo di suolo e i proventi immobiliari del Kmrosso. Tutto ciò ne consiglia, anzi rende indispensabile l’accorpamento, con un auspicabile e più diretto impegno degli attori locali.

  4. Scritto da AZ OS

    Quello che è indubbio, purtroppo, è che entrambi i poli siano cattedrali nel deserto a cui affluiscono pochi rigagnoli.