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Una varesina guida il negozio più trendy di Milano

Si tratta di Clara Murano, direttrice della "Maison Ladurée" milanese, la 12esima nel mondo che vende i pasticcini più esclusivi di Parigi, i "macarons". File interminabili per la sua recente inaugurazione

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Clara Murano, direttore di LaduréeE’ il negozio di pasticceria più sognato del mondo.
Produce dei piccoli pasticcini, come dei biscotti ripieni però fatti di meringa e creme ai mille gusti per cui fa follie persino la first lady americana Michelle Obama. E, da qualche settimana, mette in fila tutti i milanesi.
E’ Ladurée, in via Spadari 9 a Milano, un negozio di gusto nel triangolo del gusto milanese: il negozio è esattamente di fronte alla straordinaria salumeria rosticceria Peck nota in tutto il mondo, vicino alla mitica pasticceria Galli famosa per i marrons glacées e le violette, di fianco a una delle pescherie più famose di milano e a una delle storiche enoteche della città, la trentennale enoteca Iemmallo.
Un negozio attesissimo dagli estimatori del piccolo pasticcino e inaugurato il 28 aprile scorsotra due ali di folla: i preziosi “macarons”, che prima si potevano solo gustare a Parigi o Londra, sono stati già assaggiati da tantissimi milanesi che hanno già acquistato – a caro prezzo a dire il vero –  il pasticcino esclusivo prodotto in decine e decine di gusti, dalla vaniglia alla castagna, dal cioccolato fondente alla menta, dal mughetto alla liquirizia .
E a guidarlo, dalla sua apertura c’è una varesina: si chiama Clara Murano.

Innanzitutto, ci conferma di essere davvero varesina?
«Sono assolutamente varesina: nata e cresciuta a Varese. E, malgrado lavori a Milano da sempre e faccia spesso viaggi all’estero, la mia casa è ancora a Varese».

Come ha trovato la maison Ladurée?
«A dire il vero, sono stati loro a trovare me. Io vengo da una esperienza nel ramo commerciale delle aziende, per lo più nella moda: prima in una multinazionale della moda di moda in Svizzera, a Lugano, poi in una multinazionale americana».

Un bel cambiamento, dalla moda alla pasticceria di lusso…
«A dire il vero in fondo è come esserci rimasta, nel settore della moda. Per quanto si tratti formalmente di una pasticceria, è un eufemismo e una limitazione considerarla solo questo: in realtà in questo luogo si parla molto di stile e di moda. Qui ci sono stagioni per i gusti dei macaron e scatole dal design sempre diverso, spesso firmate da stilisti dell’abbigliamento e degli accessori – come Marni, in questo periodo, o Colette, Loubutin, Sonia Rykiel – che escono in contemporanea in tutto il mondo».

Quando bisogna scappare da Varese per fare successo?
«Sempre! Io a Varese ci vivo ma non ci ho mai lavorato, fin dal primo impiego. Ho sempre avuto occasione di andare oltre».

E gli spostamenti, come li fa?
«Di solito in auto o in aereo, specialmente ora che vado e vengo da Parigi spesso. Varese da questo punto di vista è un buon punto di partenza, con le autostrade e l’aeroporto. E poi, contemporaneamente, è in un posto dove ci si sente bene e dove ci si riposa veramente: intorno non manca nulla, ci sono i laghi è bel posto per ritemprarsi. Ma per il businness no, non ci sono abbastanza opportunità».

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