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In Lombardia boom dell’agriturismo

Le aziende aumentano del 25%: in provincia di Bergamo sono 114. Un tipo di turismo che conquista sempre più estimatori.

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Balzo dell’agriturismo in Lombardia. Dal 2006 al 2009 c’è stato un aumento di quasi il 25 per cento del numero di aziende che si dedicano a questa attività, passate da 966 a 1.246 (erano appena 300 nel 1995), con una progressione media dell’8 per cento all’anno. Nella classifica provinciale, ai primi posti troviamo Brescia (250), Mantova (199), Pavia (199) e Bergamo (114). A seguire: Milano (86 aziende), Como (81), Varese (80), Sondrio (79), Cremona (65),  Lecco (54), Lodi (27) e Monza e Brianza (12).
Quest’anno, stima la Coldiretti Lombardia sulla base delle indicazioni arrivate dalle aziende, non ci sono state flessioni nel numero di persone che hanno scelto l’agriturismo e le previsioni per l’autunno indicano un costante apprezzamento per le gite e i soggiorni in campagna.
“In base alle nostre rilevazioni – spiega Alessandra Morandi, presidente regionale di Terranostra, l’associazione di Coldiretti che si occupa degli agriturismi – la gente che viene da noi cerca un modello slow di vacanza, fatto di riposo, tranquillità, buon cibo, cordialità, scoperta del territorio e della natura, vivendo una dimensione rurale che, almeno per qualche giorno, aiuti a staccare dallo stress della vita quotidiana in città. Sul nostro sito www.lombardia.terranostra.it si possono trovare tutte le informazioni e le novità degli agriturismi sul territorio”.
In Lombardia ci sono circa ottomila posti letto su 795 aziende che offrono il pernottamento. Mentre quasi 600 fanno vendita diretta. E sempre nel campo della scoperta dei prodotti e gastronomia tipica, le oltre 1.200 realtà presenti in regione servono oltre 60 mila pasti al giorno.
“La gente chiede sapori veri, alimenti genuini, cucina tradizionale e noi cerchiamo di mettere a disposizione il meglio che abbiamo – conclude la Morandi – con una sensibilità che spesso deriva anche dal fatto che nel 30 per cento dei casi sono delle donne a condurre le aziende”.
 

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