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“Vado avanti, il Paese ha bisogno di stabilità“

Berlusconi ha iniziato il suo intervento con un appello alla coesione, citando Calamandrei e la necessità del rispetto delle idee politiche altrui.

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da Corriere.it

«Non ci può mai essere contrapposizione tra il Parlamento e il governo». Si è aperto così l’intervento di Silvio Berlusconi alla Camera che porterà al rinnovo della fiducia all’esecutivo sulla base di un nuovo documento programmatico. L’intervento del presidente del Consiglio è iniziato alle 11 ed è durato poco meno di un’ora. Sul testo sarà poi votata la fiducia (dalle 19). Prima del voto ci saranno il dibattito tra i deputati e la replica del premier, attesa per le 16,30.
«SERVE COESIONE» – Berlusconi ha iniziato il suo intervento con un appello alla coesione, citando Calamandrei e la necessità del rispetto delle idee politiche altrui, il rispettivo riconoscimento di maggioranza e minoranza. Ha invitato tutti a superare «il clima da guerra fredda» che ancora oggi divide il Paese. E ha parlato di «opposizione preconcetta e linguaggio infarcito di odio» ricordando che «spesso l’odio ha armato la mano dell’eversione». «Tutti – ha aggiunto – dobbiamo esserne consapevoli e preoccupati». Ecco perché, secondo il premier, è necessario ritrovare unità. La stessa, ha evidenziato, che ha sempre dato il sostegno ai militari italiani impegnati all’estero.
«RIGORE E CREDIBILITA’» – Il capo del governo è poi passato a parlare di quanto sin qui fatto dall’esecutivo rivendicando, in particolare, l’essere stato vicino alle famiglie durante la crisi, adottando una politica «di rigore e credibilità» e di avere rilanciato il ruolo dell’Italia nella Ue, dove «io stesso sono stato promotore dell’esigenza di una difesa comune». Ha poi vantato quelli che ha chiamato i successi del governo, già evidenziati in occasione di numerosi interventi pubblici: dalla lotta alla criminalità al «ruolo da protagonista che finalmente ha l’Italia sulla scena internazionale». Solo a questo punto, dopo 18 minuti dall’inizio dell’intervento, è passato ai famosi cinque punti.
IL FEDERALISMO – Il primo citato è il federalismo, che secondo il premier «non creerà una divaricazione tra il nord e il sud dell’Italia». «Attuare il federalismo – ha detto – significa crescere tutti insieme valorizzando quanto vi è di meglio in ogni realtà locale». E sgravando il governo centrale di compiti affidati alle regioni, ha spiegato, sarà possibile concentrarsi meglio sulle politiche nazionali e internazionali. Ha poi assicurato che con il federalismo fiscale saranno comunque garantiti servizi di eguale standard in tutte le aree del Paese. E ha annunciato che i comuni saranno coinvolti negli accertamenti tributari su tutti i contribuenti.
LA RIFORMA FISCALE – Il premier ha poi detto che anche sulla base della lotta all’evasione fiscale l’obiettivo è la riduzione della pressione fiscale. Entro la legislatura, ha promesso Berlusconi, ci sarà minore tassazione sulle famiglie, sul lavoro e sulla ricerca e questo senza aumentare il deficit. Ha poi rilanciato lo strumento del «quoziente famigliare» e parlato di nuovi interventi sull’Irap delle imprese. CAPITOLO GIUSTIZIA – «La riforma della giustizia è una priorità per il Paese» ha detto il leader del Pdl. La riforma sarà «complessiva, riguarderà la giustizia sia civile sia penale» e punterà a garantire «parità tra accusa e difesa per una maggiore tutela delle vittime e una maggiore garanzia degli indagati». Poi ha spiegato che «occorrerà intervenire sulla struttura del Csm con due organismi separati, uno per i magistrati inquirenti e uno per quelli giudicanti con il rafforzamento della separazione delle carriere». A maggior tutela dei cittadini, ha poi aggiunto, occorrerà intensificare l’attenzione sulla «responsabilità civile dei magistrati che sbagliano». Il capo del governo non ha rinunciato a parlare di «uso politico della giustizia» come «elemento di squilibrio tra ordini e poteri dello Stato» e per questo «la politica deve ristabilire il primato che le viene non dall’essere casta ma dalla volontà popolare: il Parlamento fa le leggi, la magistratura le applica». Poi si è parlato della durata dei processi: Berlusconi ha annunciato più risorse per la giustizia e un piano di smaltimento delle cause pendenti.
SICUREZZA E LOTTA ALLA MAFIA – Il premier ha rivendicato per il governo l’aver dato all’Italia «la normativa antimafia più efficace al mondo» e questo ha permesso di compiere operazioni e arresti «come mai ne sono stati realizzati prima». Ha attribuito al governo e alle sue leggi i successi nella lotta alla criminalità organizzata e parlato di «sinergia» tra l’esecutivo, le forze dell’ordine e la magistratura: «Finalmente una grande squadra che si chiama Stato». Tra le misure adottate ha ricordato l’inasprimento del carcere duro, l’aumento del fondo per le vittime dei mafiosi e il divieto di partecipazione agli appalti pubblici per gli imprenditori che non denunciano le estorsioni. Il Cavaliere ha poi parlato della politica dei respingimenti che ha ridotto gli sbarchi clandestini.
POLITICHE PER IL MEZZOGIORNO – Il sud ha bisogno di regole, di rispetto delle regole e di infrastrutture, ha detto Berlusconi. Ha parlato del completamento della Salerno Reggio Calabria e di altre importanti arterie e ha annunciato entro dicembre il progetto esecutivo del ponte sullo Stretto di Messina. «E’ un progetto fondamentale per la Sicilia – ha detto Berlusconi -. Partiti i lavori sulla costa calabrese, presto partiranno quelli sulla costa siciliana». Il presidente del Consiglio ha poi parlato di nuove risorse per il sistema ferroviario nel sud e di «fiscalità di vantaggio» e di lotta alla disoccupazione giovanile.
LE DIFFICOLTA’ DELLA MAGGIORANZA – Berlusconi ha poi parlato delle difficoltà politiche della maggioranza. «Perché ci sono state – si è chiesto – nonostante i successi di questi due anni di governo?». La dialettica nella maggioranza ha superato spesso i limiti del confronto interno – ha poi ammesso il capo del Pdl. Che ha ricordato i valori fondanti del Pdl, l’obiettivo di unire tutti i moderati italiani, il riferimento al Partito popolare europeo. «Le polemiche non hanno intaccato la validità di questo progetto – ha detto il leader del centrodestra – e credo che si possano riconoscere nei due schieramenti possibiltà di alleanze di governo e non solo cartelli elettorali».
IL FUTURO IMMEDIATO – I prossimi tre anni di legislatura, per Berlusconi, serviranno per «completare le riforme istituzionali», su cui già ci sono, secondo il premier, ampie convergenze e che per questo possono essere portate a termine. «Occorre moltiplicare l’impegno comune per portare a termine la legislatura – ha poi detto il premier -. Non ci sono le condizioni per un’alternativa che rispetti la volontà popolare e il funzionamento di un parlamento democratico». «Oggi siamo ad un passaggio delicato per la vita politica italiana – ha sottolineato -. Rivolgo un appello a tutti i moderati e ai riformatori e anche alle forze più responsabili dell’opposizione affinché valutino il nostro programma riformatore senza pregiudizi».
 
IL VOTO DI FIDUCIA – La decisione di martedì di porre la fiducia («Una scelta di chiarezza» ha spiegato il Pdl) ha sorpreso chi pensava si andasse a uno scontro aperto. I finiani, infatti, hanno annunciato il loro orientamento verso il sì, pur spiegando che decideranno dopo aver ascoltato le parole del presidente del Consiglio.
I «RINFORZI» – Intanto la maggioranza si rinforza grazie all’annunciato voto a favore da parte di cinque deputati dell’Udc (Mannino, Romano, Drago, Ruvolo e Pisacane) e di due dell’Api (Calearo e Cesario).

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Commenti

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  1. Scritto da angelo

    Le solite balle. La realtà è ben altra, e molto diversa da quello che raccontano in televisione. Questo è un Paese per vecchi.

  2. Scritto da off-shore

    Forse il Paese che ha bisogno di questa strana stabilità è il Lichtenstein…

  3. Scritto da Sergio-Svizzera.

    Verissimo, il Paese ha bisogno di più stabilità e quindi di meno arlecchini e gioppini le cui menti, quando si accendono,sono spesso illuminate da lampi di imbeccillità.

  4. Scritto da Sergio-Svizzera.

    Faccio gli auguri al brevilineo di Arcore. Gli auguro che possa campare fino a 120 anni come gli ha garantito il suo amico don Verzè, medico e pastore di anime con patrimoni al di sopra dei 500 milioni di euro. Però si ritiri a vita privata, si goda i suoi miliardi, le sue le ville, tutte le velone e le veline di questo mondo. Scriva poesie per Bondi e dell’Utri , apra un negozio di barbiere o di salumiere, faccia insomma ciò che vuole ma ci liberi di lui e di Capezzone una volta per tutte.