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Saluto romano, Cortesi si scusa: niente sfiducia fotogallery

L'assessore ai Servizi sociali di Seriate ha parlato di gesto inopportuno e leggero. Bocciata la mozione di sfiducia delle minoranze.

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L’assessore ai Servizi sociali di Seriate Gabriele Cortesi si scusa per il saluto romano al cimitero di Bergamo: “È stato un gesto inopportuno e leggero considerando il ruolo istituzionale che ricopro, un gesto istintivo e dettato dall’emozione del momento avvenuto durante una cerimonia privata a cui ho partecipato a titolo personale”. Queste le parole che Cortesi ha pronunciato in Consiglio comunale durante la discussione della mozione di sfiducia presentata dal Pd e da Rifondazione comunista.
Nella mozione le minoranze chiedevano chiaramente di ritirare le deleghe di Giunta a Cortesi, "autore di un gesto illegale". Un saluto romano sul quale era intervenuta anche l’Anpi, con il deputato del Pd Antonio Misiani, parlando di "apologia di fascismo".
Cortesi si è difeso spiegando di credere "nella libertà e nella democrazia, non certo nei totalitarismi". La sua maggioranza ha fatto quadrato, votando contro la mozione di sfiducia. "Abbiamo presentato la mozione perché quello di Cortesi era un gesto illegale – spiega Morgan Cortinovis, consigliere di Rifondazione comunista che ha presentato la mozione -. Oltre al saluto romano, noi condanniamo il fatto che lui fosse al cimitero per una messa di quel genere. Non è un gesto da ingegnuo, come sostiene la maggioranza. Cortesi è un politico esperto, quindi il saluto romano era sicuramente voluto. Ribadiamo che in questi casi non può esserci pacificazione. La morte merita rispetto però un conto è chi ha dato la vita per combattere la dittatura e chi ha dato la vita per far sì che quella dittatura continuasse”.

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Commenti

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  1. Scritto da padano dal 1990

    Invito la sindaca Saita a ritirare immediatamente la delega di assessore a Cortesi.Coi fascisti la LEGA non media.Padania libera…anche dai fascisti

  2. Scritto da il legionario

    Il saluto romano è solo triste goliardia retrogada.
    ” ESSERE PIU’ CHE APPARIRE “

  3. Scritto da Alberto Brandolin - Responsabile CasaPound Italia Bergamo

    Numero 10: Prego? Dove ho parlato di Olocausto? Forse si confonde con “Alberico” che ha agitato i soliti spauracchi di fronte a un gesto tanto datato ed ingenuo (nell’accezione più alta del termine) quanto spontaneo e sentito a una cerimonia privata, dove, lo ricordo, si commemorava un caduto della Repubblica Sociale Italiana barbaramente crocefisso su una tavola di legno da gruppi partigiani a guerra finita.

    Alla faccia del paese libero. Che, per inciso, va portato avanti, e non indietro.

  4. Scritto da Arturo

    Che figuraccia la Lega che difende il saluto romano, tanto per capire chew questi il cuore ce l’hanno sempre avuto a destra, si vergognino.

  5. Scritto da Sten

    Al Cons. Com. di Seriate
    Cortesi si è scusato cospargendosi il capo di cenere anche se il suo atteggiamento (a pelle) non è stato molto convincente
    Spero che il suo comportamento non sia dovuto al desiderio di salvare la poltrona di assessore ma che ripeta il tutto anche ai sui amici presenti al cimitero di Bergamo
    Bene Cortinovis, Vallenzasca, Amaglio che pur su posizioni diverse hanno voluto da un lato ribadire la gravità del gesto e dall’altra guardare avanti. Negativi Reseghetti e Lega.

  6. Scritto da Alberto Brandolin - Responsabile CasaPound Italia Bergamo

    Il problema vero sono i saluti romani.
    Non certo la disoccupazione; l’immigrazione incontrollata; l’acquisto della casa o la privatizzazione delle acque pubbliche.
    No, i problemi veri sono i saluti romani e le cerimonie private in un cimitero. Ma per cortesia!
    Solidarietà a Cortesi: sottoposto ad una gogna mediatica dai toni scandalistici esagerata e fuori luogo, comoda solo per i soliti antifascisti e per le minoranze del comune di Seriate che, evidentemente, non hanno altro a cui aggrapparsi.

  7. Scritto da Anacleto

    Ma perché si è scusato? Ci si può salutare in tanti modi: con una stretta di mano alla borghese, con il pugno chiuso alla comunista, con il saluto romano alla fascista. Ognuno sceglie quello che più gli aggrada.

  8. Scritto da Alberico

    Egr. Sig. Brandolin,
    quindi, dato che c’è la disoccupazione o il problema degli sfratti, si possono fare i saluti romani, i proclami fascisti, la negazione dell’olocausto, il revisionismo storico. Visto che la gente non arriva alla quarta settimana (colpa dei rossi??) allora diamoci dentro con “faccetta nera” tanto tutto è concesso.
    I problemi veri sono certamente la mancanza di lavoro e di abitazioni, ma se non abbiamo una coscienza civile e democratica dove andremo a finire?

  9. Scritto da www.idvseriate.it

    Massimo rispetto per le libertà di pensiero altrui, compresi i saluti a braccio teso con mano aperta o con pugno chiuso. Mai come in questo momento storico i seguaci del pensiero di Almirante ( Tremaglia in testa) si stanno spendendo per assicurare la libertà della Repubblica Italiana non dai pericolosi bolscevichi ma dall’ultimo partito stalinista italiano : il PDL (fonte Fini a Mirabello).
    Gabriele Cortesi ha solo il dilemma di una scelta difficile e sofferta: l’onore o il ruolo?

  10. Scritto da Pugno Chiuso

    Ma preoccupatevi un po di chi fa il saluto a pugno chiuso: vomitevole pure esso.

  11. Scritto da Alberto Brandolin - Responsabile CasaPound Italia Bergamo

    Signor Alberico,
    mi perdoni: è quantomeno singolare il fatto che l’assessore Cortesi sia stato attaccato con tanta democratica veemenza solo ed esclusivamente per un gesto, e non per una condotta politica dubbia o scellerata. Lo stesso sindaco di Seriate commentò, giustamente: “Lavora bene, non mi interessa cosa fa nel privato”. Qui il saluto romano è usato come scusa; e le ricordo che è proprio la “coscienza civile e democratica”, mai rinnovatasi in 65 anni, che ci ha portati dove siamo ora.

  12. Scritto da Saluto romano

    Brandolin sei fuso? Cosa c’entra il saluto romano con l’olocausto.
    Mio padre e mia madre erano fascisti, e mai hanno avuto a che fare con l’olocausto. Così pure per 20 milioni di italiani di allora.
    Per 20 anni l’Italia era proletaria e fascista ma che c’azzeccava con l’olocausto? Sicuramente a gasarsi per il duce, in quel periodo, c’era anche suo nonno, che faceva il suo bel saluto romano e dava del “Voi” anzichè del “Lei”.

  13. Scritto da Alberico

    Sig. Brandolin,
    da 65 anni a questa parte, con tutti i difetti, l’Italia è un Paese libero.
    Nel periodo in cui il saluto romano era la regola, chi dissentiva veniva come mandato in esilio o in galera quando andava bene, massacrato (nel caso di Giacomo Matteotti o i fratelli Rosselli) nei casi estremi.
    Il saluto romano è quindi il simbolo di un desiderio di tornare ad un passato, per me e per i democratici di destra e di sinistra, funesto. Non so per Lei.
    cordialmente