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Ecco le 2000 societ?? orobiche con i conti migliori

Su Made in Bergamo le 2.032 societ?? leader secondo i bilanci 2008. Aspettando le turbolenze 2009, tre settori in rosso e dieci in utile.

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Su Made in Bergamo le 2.032 società leader bergamasche secondo i bilanci 2008: utile 573,7 milioni, ricavi 56 miliardi. Aspettando le turbolenze 2009, nel 2008 tre settori in rosso e dieci in utile ma redditività in calo dappertutto meno che nell’edilizia. Star dimezzate a 15, da Zambetti&Lumina a Tesmec. Sugli scudi Dalmine, SAB, Italcementi, Gewiss, SIAD, Mediamarket, Lucchini RS, Carvico, Schneider Electric, Brembo.
“I segnali di sofferenza sono evidenti e anche se non siamo alla Caporetto del “made in Bergamo” i venti di recessione soffiano già nel 2008 annunciando le turbolenze più intense attese (recitano le relazioni che accompagnano i bilanci 2008) nell’esercizio 2009”, osserva Mario Zambetti, direttore di made in Bergamo uscito quest’anno con una edizione speciale che contiene i dati di oltre tremila società tra cui i 63 Gruppi leader e le 2.032 imprese della provincia comprese in un range di ricavi che si colloca (a parte i 5,775 miliardi del consolidato Italcementi) tra i 2.101,9 milioni della commerciale Mediamarket di Curno e i 4,1 milioni della meccanica Aerotermica Bergamasca di Songavazzo (più altre 16 società con fatturati inferiori). Completa il fascicolo la graduatoria delle 1.000 imprese sotto i 5,5 milioni (bilanci 2007).
Con riferimento alle 1.808 società con fatturati 2008 di almeno 5 milioni si contano: 16.823,8 milioni di mezzi propri cui corrisponde un indice di patrimonializzazione sul fatturato di 30,79 (l’anno prima l’analogo indice relativo alle 1.711 imprese da 5,5 milioni di ricavi si era attestato più in basso a 27,13); 2.086,7 milioni di risultato operativo parecchio lontani dai 3,1 miliardi da cui si partiva con il ros ridimensionato a 3,82 da 5,37; 1.712,0 milioni di ammortamenti e 2.257,5 milioni di cash flow con indice cash flow/fatturato di 4,13 rispetto al 5,67 di dodici mesi prima; 676,4 milioni di oneri finanziari (indice oneri/fatturato che si surriscalda fino a 1,24 da 0,89). 844,2 milioni di imposte, 545,6 milioni di utile netto, 1.389,7 milioni di utile lordo e un roe di 3,35 completano il profilo delle 1.808 big:
I segnali di melessere economico sono ben chiari in altri due indicatori: – a parità di 5 milioni nominali di giro d’affari (superati da 1.808 imprese nel 2008 e da 1.838 nel 2007) le società che chiudono l’esercizio in utile sono in calo di 159 unità dalle 1.548 del 2007 alle 1.389 del 2008 mentre quelle con i conti in rosso aumentano da 290 a 419; – le Star (le società più performanti con fatturato di almeno 20 milioni. Crescita annuale superiore al 20% e indice utile/fatturato superiore al 5%) quasi si dimezzano dalle 28 del 2007 alle 15 del 2008 e soltanto in due riescono a fare il bis entrando nell’élite dell’eccellenza sia nel 2007 che nel 2008: la brillante metallurgica Zambetti&Lumina di Endine che nel 2008 guadagna 18,8 e ogni 100,0 fatturati molto sopra i 10,5 dell’anno prima e la meccanica LVF di San Paolo d’Argon che a sua volta ne guadagna 5,1 poco sotto i 5,6 precedenti (sulla rivista l’elenco completo delle 15 Star 2008 chiuso dalla Tesmec di Grassobbio fresca quest’anno di debutto in Borsa)).
Con questi numeri alle spalle tra le 4.527 le imprese della Regione (Milano esclusa) sopra i 10 milioni, le 877 imprese di Bergamo, sempre seconde nella scia di Brescia per numero e giro d’affari, tengono il quarto posto per efficienza gestionale con l’indice cash flow/fatturato di 4,66, scendono di un gradino, dal 4° al 5°, nelle classifiche per robustezza patrimoniale (indice mezzi propri/fatturato di 29,90) e per redditività (indice utile/fatturato 1,69), di due gradini in quella per roe (l’indice 5,98 vale il 6° posto) e di quattro gradini nell’ultima per solidità finanziaria (ora 6° posto con indice oneri/fatturato 0,92). 
Gruppi e Export
Sono 24 su 63 i Gruppi bergamaschi il cui mercato domestico, almeno al cinquanta per cento, è l’Europa se non il mondo. E anche tra i restanti trentanove, sette hanno una quota di export superiore al 30% e altri tre superiore al 20%.
In totale i Gruppi con una qualche presenza internazionale sono 41 con Cisalfa Sport di Osio Sopra a chiudere la lista con una quota di estero dell’1,1%. Nel 2007 fatturavano più di metà dei loro ricavi fuori dall’Italia 22 Gruppi su 60, l’anno prima 21 su 57 e due anni prima 25 su 64: tenuto conto del gioco degli ingressi e delle uscite che allarga e restringe (relativamente) il perimetro, se ne deduce che i Gruppi bergamaschi continuano a competere con vigore e successo sui mercati mondiali.
Tra i 63 Gruppi della graduatoria 2008 i nomi nuovi sono quelli di Lucchini RS di Lovere, Olmo Group di Comun Nuovo, Lediberg di San Paolo d’Argon, Cassina Packaging Group di Bottanuco, Old Mill Holding Serioplast di Dalmine, Tesmec di Grassobbio, Oldrati Group di Villongo e Acerbis Italia di Albino.
Per redditività tra i 63 Gruppi in termini assoluti, dietro Italcementi, ci sono Brembo, Gewiss, S.I.A.D., Il Belvedere/Carvico, Gestioni, Lucchini RS, Pozzoni Group, Rulmeca e Zambaiti Parati in un range compreso tra i 272,2 milioni di Italcementi e gli 8,8 milioni di Zambaiti Parati. In termini relativi, cioè di indice utile/fatturato, passa invece in testa proprio Zambaiti Parati con 12.9 e guadagnati ogni 100,0 fatturati seguita da Il Belvedere/Carvico (12.7), Gestioni (11.1), Gewiss (8.5), Lucchini RS (7.6), Rulmeca (7.0), Tesmec (6.5), S.I.A.D. (5.8), Pozzoni Group (5.7) e Nolan Group (5.3). 
Tutti insieme, i 24 Grandi e i 10 Medi Esportatori valgono 14.629,4 milioni di fatturato (al lordo di premi, resi e sconti) realizzati per il 18,6% sul mercato domestico (2.724,9 milioni) e per l’81,4% sui mercati esteri (11.904,5 milioni) e in particolare il 57,6% nei paesi europei prevalentemente UE (8.433,5 milioni) e il 23,7% nel resto del mondo (3.471,0 milioni).
Tra i 34 Gruppi con vocazione all’export, 13 incassano fuori dall’Italia almeno il 70% dei loro ricavi e tra di loro 9 viaggiano oltre il 75%.   Nella Top Ten 2008 degli esportatori ai primi tre posti, come l’anno prima, troviamo Italcementi, Plati Elettroforniture e MRF Of Companies mentre si scambiano le posizioni Nicotra Gebhardt e Radici Holding Meccanotessile
È stabile al sesto posto Same Deutz Fahr Group dietro cui fanno passi avanti Giovanni Bozzetto e Rulmeca, conferma al nono posto per Brembo e arretramento al decimo per Radici Group.
In fila dietro Mediamarket
Nella torta del fatturato provinciale la sua fetta si allarga di un punto abbondante ma il commercio (455 imprese, 24,8% del giro d’affari) non riesce ad arrestare la discesa della redditività a + 68,2 milioni.
Guida il settore, in cima alla graduatoria bergamasca, la prima delle tre società miliardarie della provincia, la Mediamarket di Curno (1ª, 2.101,9 milioni, + 4,9%), Numero 1 del settore anche per efficienza gestionale e addetti.
La seguono la Lombardini Discount di Dalmine (11ª, 541,2 milioni, + 9,0%) e la Metal Group di Pontirolo (12ª, 471,0 milioni di ricavi consolidati, – 20,9%). La redditività nel commercio cinge d’alloro la Fassi Gru di Albino (42ª, 174,7 milioni, -10,6%).
La metallurgia (168 imprese) si allarga all’11,3% del fatturato ma per redditività è in cura dimagrante come il commercio e gli utili, sempre i più robusti tra i comparti, sono in calo a + 236,2 milioni.
Il settore non può che riconoscersi nel marchio Dalmine (2ª, 1.656,7 milioni, + 0,9%) con la sua taglia extralarge che vale il poker di primati anche per redditività, efficienza gestionale, robustezza patrimoniale, addetti.
A debita distanza rimane seconda la Brembo di Curno (9ª, 645,1 milioni, + 7,0%) ora seguita dalla Lucchini RS di Lovere (21ª, 287,5 milioni di ricavi consolidati, + 7,3%).
La meccanica (328 imprese) assottiglia la sua quota (17,6%) e lavora di scure tagliando l’utile a + 105,8 milioni. Sul comparto sventola la bandiera del gruppo motoristico di Treviglio, sempre da podio con la Same Deutz-Fahr Group (3ª, 1.219,7 milioni di ricavi consolidati, + 10,9%) prima anche per mezzi propri e la Same Deutz-Fahr Italia (8ª, 759,1 milioni, + 24,6%) prima per redditività. Dietro le due trevigliesi c’è sempre la Schneider Electric di Stezzano (10ª, 590,4 milioni, + 3,7%).
Nel cemento (70 imprese, 4,7% del fatturato, rosso di – 12,1 milioni) domina in lungo e in largo l’Italcementi di Bergamo (4ª, 991,3 milioni, – 2,8%). Seconda è un altro marchio del Gruppo, la Calcestruzzi (15ª, 398,2 milioni, – 12,9%), mentre la novità sul podio è la Ipa Precast di Calcinate (122ª, 77,4 milioni, + 6,9%).
Nell’edilizia (319 imprese, 6,3% del fatturato, utile ancora su a + 89,2 milioni  nel 2008 brillano ancora l’oro della Valtellina di Gorle (81ª, 112,0 milioni, – 5,1%, prima anche per addetti) e l’argento della Magnetti Building di Carvico (96ª, 93,0 milioni, – 0,3%) mentre il bronzo è della Prefabbricati Cividini di Osio Sopra (113ª, 79,6 milioni, + 46,9%) con la Locatelli Geom Gabriele di Grumello del Monte (137ª, 69,7 milioni, + 4,4%) oro 2008 per redditività ed efficienza di gestione.
Si restringe di tre decimi di punto il varie (228 imprese, 11,1% del fatturato, utile in calo a + 65,1 milioni) dove non è in discussione la leadership delle cittadine Radicifin (Radici Group, 5ª, 961,7 milioni, – 32,3%) e MRF of Companies (Miro Radici Group, 6ª, 843,2 milioni, – 28,5%) davanti a Bi Elle Finanziaria (Gruppo Bonaldi, 31ª, 200,7 milioni, + 1,3%). 
Chapeau alla S.A.B. Autoservizi di Bergamo (323ª, 31,1 milioni + 1,5%) per la redditività e l’efficienza gestionale. 
Stabile al 3,7% del fatturato, l’alimentare (59 imprese) tira la cinghia, va in rosso (- 20,1 milioni) vede come da tradizione a capotavola la Sanpellegrino (7ª, 808,8 milioni, – 7,0%, sempre prima della classe anche per efficienza gestionale, robustezza patrimoniale e addetti), la Zanetti di Lallio (25ª, 280,0 milioni di ricavi di gruppo + 8,8%) e la Italcanditi di Pedrengo (107ª, 82,9 milioni, + 6,0%). La Kerry Ingredients&Flavours Italia di Mozzo (159ª, 63,2 milioni, – 6,2%) debutta col botto del primato per utili.
Nella chimica (87 imprese, 6,3% del fatturato, utile in forte ribasso a + 14,7 milioni) passa in testa la S.I.A.D. di Bergamo (14ª, 424,9 milioni di ricavi consolidati, + 11,5%, prima anche per redditività, efficienza gestionale, robustezza patrimoniale e addetti) scalzando la Polynt di Scanzorosciate (17ª, 362,6 milioni). Rallenta la Radici Yarn di Villa d’Ogna (20ª, 304,2 milioni, – 10,4%). 
Nella contigua plastica (131 imprese, 6,3% del fatturato, utile in calo + 53,7 milioni) detta legge come da copione la Gewiss di Cenate Sotto (19ª, 309,6 milioni, + 2,9%), prima anche per redditività, efficienza di gestione e addetti, davanti a Nuova Pansac di Verdello (24ª, 281,0 milioni, 2,1%, prima per mezzi propri) e Old Mill Holding di Bergamo (46ª, 179,3 milioni di consolidato, + 30,7%).
Il carta/grafica/media (43 imprese, 2,9% del fatturato, utile risicato di + 1,5 milioni) volta pagina e sale di rango in seguito all’ingresso nel Gruppo Pozzoni di Cisano della Mondadori Printing (18ª, 358,2 milioni, – 16,1%, prima anche per mezzi propri) neo-leader davanti a Lediberg di S. Paolo d’Argon (37ª, 178,9 milioni come gruppo, – 2,2%, prima per addetti) e Pozzoni di Cisano (57ª, 145,2 milioni, – 3,1%). La Zambaiti Parati di Albino (147ª, 67,9 milioni di ricavi di gruppo, + 9,7%) è benchmark del settore per redditività ed efficienza di gestione).
Non perde la sua allure da prima della classe nell’abbigliamento (33 imprese, 1,3% del fatturato, utile in calo a + 31,6 milioni) la Finanziaria Il Belvedere di Carvico (40ª, 178,0 milioni a livello di gruppo, – 9,6%, prima anche per addetti) stabilmente davanti a salvo che per crescita annuale. Dopo la holding del Gruppo Carvico vanno in passerella la Triumph International Rome di Trescore (123ª, 77,0 milioni, – 0,6%) e la Minoronzoni di Ponte S. Pietro (190ª, 51,6 milioni, + 12,5%).
Il tessile (77 imprese, 2,8% del fatturato, rosso sempre più acceso di – 70,6 milioni) schiera ora in prima fila la Cotonificio Albini di Albino (66ª, 126,7 milioni, – 10,8%), la Sitip di Cene (72ª, 118,0 milioni di fatturato consolidato, – 3,1%, prima per addetti) e la Carvico (95ª, 93,3 milioni, – 8,3%, prima per redditività e robustezza patrimoniale) 
Nel legno/mobilio (34 imprese, 0,9% del fatturato, utile tagliato a + 10,6 milioni) in testa si porta la Persico di Nembro (164ª, 60,5 milioni, + 10,9%, prima anche per addetti) staccando la Foppa Pedretti di Grumello del Monte (183ª, 54,2 milioni di ricavi consolidati, – 7,9%) e la Pedrali di Mornico al Serio sempre ai vertici di settore per redditività ed efficienza di gestione (187ª, 52,6 milioni, + 7,2%).

made in Bergamo è distribuito nelle principali edicole del centro di Bergamo e presso l’Editore Bergamo 15 Srl, via Martiri di Cefalonia 4, 24121 Bergamo, telefono 035-217848, fax 035-212600,
e-mail: amministrazione@bergamo15.it.

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Commenti

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  1. Scritto da zanzo

    che tempismo: a ottobre 2010 un’analisi sui dati di bilancio 2008… praticamente un altro mondo

  2. Scritto da NABABBO

    @ Beppe: è vero a lavorare in proprio guadagni di+, a volte molto di +, però quante ore si fà al giorno? e se 6 malato stai a casa in mutua?….magari. Io l’ho fatto x 20 anni e adesso sono in fabbrica: un paradiso, anche quando lavoro tanto, mi sembra di non fare niente in confronto a prima e quando vedo quelli che fanno di tutto x non lavorare e ti dicono: che mi frega mica è mia la fabbrica, sono ancora + felice di essere quello che sono. Vuoi + soldi? mettiti in proprio,dai, coraggio!!!!!!!

  3. Scritto da Sincert

    Ma che senso ha pubblicare ora un articolo sui bilanci 2008?

  4. Scritto da corti-novis

    Quando si distribuirà di cosi tanta produttività (DENARO) di chi ha dato (lavoratori) per accumulare tanto profitto. Come al solito sarà dura tirare fine mese per i lavoratori per chi è in produzione e se va male cassa integrazione 800 euro

  5. Scritto da giordano bruno

    manca la Curia…

  6. Scritto da un lavoratore dipendente

    @cortinovis: senza offesa, ma sono indeciso se inserire il suo post nella casella del populismo, della demagogia o del credo fideistico nel comunismo utopistico.
    Il “rischio d’impresa” sa cos’è? Le aziende fallite (non per colpa loro) in cui i “padroni” hanno investito i risparmi di una vita per lei forse non esistono. O forse queste persone se lo meritavano, come legge del contrappasso per aver “sfruttato” i dipendenti.
    Mah. A volte non capisco. Probabilmente sono limitato io…

  7. Scritto da Beppe

    @3
    Ok Cortinovis esagera, ma è innegabile che un problema salari in Italia esiste. Dal 2000 ad oggi i lavoratori dipendenti hanno perso mediamente 5.453 Euro.
    I lavoratori autonomi invece non hanno subito cotanto calo……
    Urge un riequilibrio a favore del lavoro dipendente.