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“Senza mani e piedi, ma Renato è tornato a vivere”

Su Ticino online la storia di Renato Visinoni, gravemente menomato da un'infezione rarissima.

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da www.tio.ch (Ticino online)

“Grazie a voi mio fratello può sperare di tornare a fare una vita normale”. È visibilmente commosso Paolo Visinoni di Riazzino, mentre parla di Renato, lo sfortunato 49enne giubiaschese che da qualche tempo vive a Rovetta, in provincia di Bergamo, la cui vicenda ha commosso il Ticino e la vicina Italia. Trent’anni fa un gravissimo incidente e l’asportazione della milza. Poi tutto bene fino allo scorso drammatico Natale. A tre decenni di distanza, Renato è colpito da un’infezione, legata proprio all’intervento alla milza. Lotta tra la vita e la morte per giorni. Poi è costretto a farsi amputare mani e piedi. Le cure di riabilitazione sono costosissime. Così la scorsa primavera Paolo aveva lanciato un appello di solidarietà ai ticinesi. “Devo ringraziare tutti – dice – abbiamo raccolto oltre 55mila franchi. E la cifra piano piano continua ad aumentare”.
La reazione – Dopo mesi difficili, le condizioni di Renato migliorano lentamente. “Attualmente ha le protesi provvisorie alle braccia – spiega Paolo – e riesce a fare piccoli ma indispensabili movimenti. Mangia da solo, riesce a reggere coltello e forchetta. Anche un calice. E con un apposito cellulare è anche capace di telefonare autonomamente”. Grazie a una sedia a rotelle elettrica si sposta per il paese tranquillamente: “E con i fondi raccolti abbiamo installato un montascale nel suo appartamento. In modo che possa andare e tornare da solo”. È solo una tappa nella lunga serie di sfide che attende Renato. “A metà del mese di ottobre – riprende il fratello – si recherà a Budrio, in provincia di Bologna, per mettere le protesi alle gambe. Siamo tutti curiosi di vedere come andrà. Oggi Renato riesce a salire le scale con delle ginocchiere. Il suo corpo ha saputo e dovuto reagire agli eventi”.
Gli eventi – Intanto, prosegue la raccolta di fondi. Anche a livello di eventi. Domenica 3 ottobre, ad esempio, è prevista una serata dedicata a Renato presso la sala polivalente di Sant’Antonino, organizzata dal Teatro Popolare Svizzera Italiana e dal Teatro Argonauti. Sarà proiettato “Se ta cati, ta copi” , il primo western tradotto in dialetto. “Per mio fratello la strada è ancora lunga – conclude Paolo –. Ma siamo fiduciosi. D’altra parte non ci resta che seguire l’esempio dello stesso Renato. In tutta questa storia la cosa che più mi ha colpito è stata la sua forza, malgrado le pesanti menomazioni. Non ha mai smesso di sperare”.

Patrick Mancini

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Commenti

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  1. Scritto da POVERA italia

    Ma RENATO COSA FAI NON SEI MICA UNO DEL GF OPPURE UOMINI E DONNE O QUALCHE PROGRAMMA TV DEMENTE si buttano via tanti soldi per puttanate??? e non riusciamo ad aiutare chi ne ha veramente bisogno devono insegnarcelo gli svizzeri vergogna
    ah dimenticavo RENATO vedrai che ti chiameranno a visita per
    L’INVALIDITA’ PERCHE’ TU SEI UN VERO INVALIDO EH

    ciao in bocca al lupo forza dai e grazie alla svizzera

  2. Scritto da W la vita

    Auguri e tanto buon karma a Suo fratello. La sua storia è una lezione bellissima per tutti noi, ci ricorda quanto sia bella la vita e quanto si debba lottare per lei. Grandissimo coraggio. Che il cammino gli sia sempre sempre più prospero e favorevole.

  3. Scritto da Rovettese

    Forza Renato