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Lezioni di “guerra” per gli studenti lombardi

Un protocollo firmato dalla Direzione scolastica regionale e l'Esercito italiano prevede periodi di formazione in caserma. Un'iniziativa che non piace a tutti

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Una cartella decisamente fuori dal comune quella che avranno gli studenti lombardi che aderiranno al progetto “Allenati per la vita”. Non libri, non quaderni o astucci ma pistole ad aria compressa, arco e frecce, moschettoni e corde. Il progetto, infatti, propone ai ragazzi una full immersion nell’esercito, un momento di istruzione fornito in uno dei diversi reparti per avere un’infarinatura di massima sulle pratiche utilizzate in missione.
“Allenati per la vita” è il progetto di addestramento militare voluto dai ministri dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e della Difesa, Ignazio La Russa e siglato dalla Direzione scolastica regionale con il Comando militare dell’Esercito.
Gli studenti di tutte le scuole superiori lombarde, quindi, saranno istruiti, nell’arco di una o due settimane, da militari in congedo a sparare con pistole ad aria compressa, a tirare con l’arco, a sperimentare tecniche di arrampicata e primo soccorso, a sopravvivere in ambienti ostili come in guerra. Teoria e pratica: gli allievi si cimenteranno nello studio del diritto costituzionale e della “cultura militare”.
L’iniziativa è stata pensata per far vivere ai giovani esperienze di sport e giochi di squadra, ma anche di avvicinare la realtà scolastica alle Forze armate, ai corpi dello Stato. Oltre all’esigenza di combattere il bullismo grazie al lavoro di squadra che aumenta l’autostima e il senso di appartenenza a un gruppo: « Credo che sia un’iniziativa apprezzabile – commenta il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Varese Claudio Merletti – Mi sembra normale che lo Stato presenti ai ragazzi delle scuole superiori le sue offerte professionali. Si tratta di uno stage o un caso di alternanza scuola-lavoro come altri. Inoltre, nella nostra provincia esiste già la possibilità per i ragazzi varesini di conoscere la vita militare delle caserme: Carabinieri, Finanza, Esercito, Aeronautica. È un’offerta formativa che viene proposta ai ragazzi i quali scelgono in base alle proprie inclinazioni».
Non a tutti, però, questa opportunità appare “normale”. Dal settimanale “Famiglia cristiana” ai consiglieri d’opposizione in Consiglio regionale. Si teme la militarizzazione dei ragazzi ma soprattutto si critica il progressivo impoverimento dell’offerta culturale della scuola pubblica, con la diminuzione delle ore di insegnamento delle materie di base in favore di progetti e proposte che poco hanno a che fare con l’educazione dei giovani.

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