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“Atalanta, non basta vincere Devi anche convincere”

Con la Reggina l'Atalanta deve vincere con una differenza: le viene chiesto di trovare, con i gol, una manovra d'attacco convincente.

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di Cesare Malnati

Tornando all’Atleti Azzurri d’Italia dopo due trasferte (vittoria a Pescara, sconfitta a Siena), l’Atalanta s’imbatte nella Reggina e la deve battere. Niente di nuovo sotto il sole, come testimoniano le quote delle scommesse. Nerazzurri favoritissimi, che renderebbero, a risultato acquisito, 8 euro ogni 10 puntati.
Ma la squadra di Colantuono deve vincere, stavolta, con una differenza, rispetto al solito. Che le viene chiesto di trovare, con i gol, una manovra d’attacco convincente. Lo vuole – par di capire – soprattutto la società, prim’ancora del pubblico. E i due a capo della società, Antonio e Luca Percassi, mica sono giornalisti, che non hanno mai tirato un calcio d’angolo in vita loro e dunque, secondo molti addetti ai lavori, scrivono e parlano di calcio per onor di firma e di microfono. Padre e figlio plenipotenziari sono stati giocatori, pertanto difficile imbrogliarli: se il gioco non c’è, lo vedono.
Del gioco, d’altra parte, non si può fare a meno. Se vuoi vincere il campionato, come richiesto dalla qualità e dalla varietà dell’organico, non avrebbe senso vivacchiare in attesa dello sprint finale, rinunciando per di più all’entusiasmo dei tifosi, costruito intorno alla credibilità di una formazione concepita non certo per segnare la maggioranza dei (pochi) gol su palla ferma. Sotto con la Reggina, dunque.
Il tecnico sa benissimo come stanno le cose e ha fatto lavorare intensamente per tutta la settimana i suoi alla ricerca di una soluzione alla sterilità della fase offensiva, che finora in tre occasioni su cinque (Varese, col Frosinone, Siena) ha fatto cilecca. Si tratterebbe addirittura di cambiar modulo, rinunciando all’amato 4-4-2. Siccome qualcosa bisogna pur fare, la variante ci sta.
L’occasione, fra l’altro, è la più adatta. Per valutare la Reggina è scorretto rifarsi alla sua nobiltà, visto che due stagioni or sono militava in serie A. E neppure vale riferirsi al 4-0 rifilato sabato scorso al Modena. Di 4-0 gli amaranto erano appena perìti a Padova. Ma soprattutto basta scorrere la rosa, piena d’inesperti. Atzori, l’allenatore, ha a disposizione – di senatori, o quasi – i soli Riccardo Colombo (ex AlbinoLeffe), Barillà, Missiroli, Giacomo Tedesco e Bonazzoli, questi ultimi due autoridottisi lo stipendio sennò dovevano restare a casa. La formazione, soprattutto in difesa, ha scarsa esperienza di categoria e, fuori casa, appare fragile. L’attaccante Zizzari, scuola mianista, è l’unico elemento per ora di prospettiva. Insomma a Reggio Calabria – fallito il ritorno nella massima serie – non ci sono più soldi sicchè l’avversario di giornata appare abbordabile, detto prima e senza tanti giri di parole.
Perciò, quando sbilanciarsi se non ora? Ecco quindi spuntare l’ipotesi 4-3-1-2. Un’idea da sviluppare, che cambia le carte in tavola dando peraltro un senso più attendibile all’impiego di Carmona, uomo d’ordine che non può che trovarsi molto meglio in un centrocampo dispari (a tre o a cinque). Ma naturalmente ben diverso dovrà essere il contributo alla manovra degli esterni bassi, con quel che segue per quanto riguarda l’equilibrio di tutta la squadra. Cose risapute, di stretta spettanza del tecnico. Bonaventura o Doni, dietro a Ruopolo-Ardemagni? Bonaventura s’applica con profitto pure in copertura, ma il tipo di gara forse lascerà via libera al carisma di Doni.
Una nota a margine si riferisce alla squalifica rimediata da Colantuono, espulso a Siena. La motivazione (comportamento intimidatorio nei confronti del quarto uomo) non mi sembra da sottovalutare. Solo atteggiamenti sopra le righe, che però nel calcio sono all’ordine del giorno?
 

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Commenti

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  1. Scritto da soloatalanta

    Per nulla d’accordo con l’articolo. Mi sembra che di bel gioco e di belle parole ci si sia già riempita la bocca abbastanza. E’ il momento di vincere ad ogni costo, lottando su ogni pallone. Che poi si vinca 1-0 su autorete, conta niente.

  2. Scritto da francesco

    il problema di questa atalanta secondo me è la rosa sopravvalutata e la mentalità di certi giocatori che non è proprio da serie B, se poi ci mettiamo che Doni per forza di cose è scoppiato non la vedo bene quest’anno. La serie B non si vince mai sulla carta, forse Percassi dovrebbe spiegarlo meglio ai propri giocatori, tanta umiltà e lavoro, solo cosi si può tornare in A

  3. Scritto da pippo

    caro sig Percassi,non ci siamo tante belle parole dette da lei,ma in campo ci vuole fegato e bravura a giocare e non giocare come essere al campo dell’oratorio,il primo è il sig però,(CONSIGLI)che si svegli un pò si considera un grande portiere e lo considerano tanti,fa solo perdere tempo,alla squadra di partire come dovrebbe fare ripartire subito velocemente,ma sembra che aspettino il pulman x andare in centro bergamo,devono darsi una mossa,certi giocatori ,altrimenti cadiamo sempre più in bass