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“Trappole sul Canto Alto: grazie della segnalazione”

Il Consorzio spiega che esiste un servizio di vigilanza, ma non è in grado di controllare costantemente tutte le aree del Parco (2.350 ettari di bosco).

Il Consorzio del Parco dei Colli interviene in merito alla denuncia della giovane donna il cui cane è rimasto intrappolato in un "laccio" per la cattura dei caprioli lungo il sentiero del Canto Alto.  

Leggiamo sul Vostro sito, nel giornale on line, l’articolo che riporta la notizia del ritrovamento da parte della signora R.P. di Sorisole di un laccio in acciaio per la cattura di animali selvatici.
Per prima cosa vorremmo tramite Voi ringraziare la signora per la segnalazione che conferma per l’ennesima volta l’inciviltà dei bracconieri che oltre a violare la legge nel tentativo di catturare caprioli o cinghiali possono mettere a rischio anche l’incolumità dei cittadini e, in particolare, dei loro cani.
Il Parco dei Colli con il proprio servizio di vigilanza (due Guardia Parco ) e con la collaborazione delle Guardie Ecologiche Volontarie cerca di monitorare costantemente le aree del Parco per prevenire e punire tutte le varie forme di bracconaggio che, per fortuna, pochi continuano a perpetrare.
Ovviamente sarebbe presuntuoso credere che il nostro servizio di vigilanza possa essere in grado di controllare costantemente tutte le aree del Parco (2350 ettari di bosco) ma anche grazie alle segnalazioni dei cittadini cerchiamo di intervenire nei luoghi dove maggiormente si manifesta il bracconaggio ( Canto alto/ Maresana).
Noi supponiamo che coloro che utilizzano trappole per la cattura di animali non siano diversi da coloro che hanno immesso nella Valle del Giongo (riserva naturale), ma non solo, i cinghiali con l’obbiettivo di favorirne l’espansione e quindi la possibilità di cacciarli.
L’espansione di questa popolazione suide in località dove mai era stato presente crea problemi di grande portata sulle altre componenti della biocenosi dell’area protetta nonché sulle locali coltivazioni agricole e per questo motivo il CdA del Parco dei Colli ne ha deciso l’eradicazione, avviando nel contempo il monitoraggio delle presenze, anche con sistemi tecnologicamente avanzati, che permetteranno anche il controllo del bracconaggio.
La legge punisce pesantemente il bracconaggio, in particolare nelle aree protette, e speriamo che il nostri controlli , quelli della Polizia Provinciale e delle Guardie Forestali ci permettano di individuare i responsabili.
Cittadini e gitanti che percorrono i territori del parco possono essere di grande aiuto, ogni segnalazione ci è utile. La fauna protetta del Parco deve essere salvaguardata e difesa come un bene di tutti, la sicurezza di poter camminare senza rischi per adulti,i bambini e animali è un obiettivo che costantemente il Parco persegue. Grazie ancora signora R.P.
Consorzio Parco dei Colli di Bergamo

 

Lettere al direttore – LA DENUNCIA

Commenti

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  1. Scritto da PARCO DEI COLLI

    MA SE QUELLI DEL PARCO NON PERMETTONO NEMMENO DI RACCOGLIERE LA FOGLIA E DI POTER RECINTARE IL PROPRIO TERRENO COME POSSONO TUTELARE LA NOSTRA TERRA??? SANNO TUTELARE IL PATRIMONIO?? QUELLO SI, SICURAMENTE IL LORO PATRIMONIO SARA’ IN NETTA CRESCITA VISTE LE MANCE CHE PRENDONO PER DARE PARERI POSITIVI AI LORO RACCOMANDATI… VERO??? PURTROPPO IL PARCO DEI COLLI E’ QUESTO RAGAZZI MIEI…

  2. Scritto da requiem

    E’ si, le trappole malefiche hanno mietuto una vittima illustre.
    Dopo mesi di solitudine il buon Publio è stato raggiunto nei Campi Elisi dal suo umile seguace.
    La pace e la tranquillaità torneranno a regnare sovrani nella ridente ed amena provincia.

  3. Scritto da Seriano parte_2

    SEGUE:
    2- I danni prodotti all’economia rurale, non sono presunti ma reali; tant’é che pure l’Ente Provincia riconosce modesti risarcimenti.

    Sui colli e sui monti bergamaschi prevale l’agricoltura marginale, quindi ogni danno é molto doloroso; il caso più elementare é vedere i prati montani rivoltati alla peggio dall’ingordo suide.
    Tu pensi che il risarcimento provinciale possa ristorare il contadino dal danno subito???
    Ma va là !!!!!
    E adesso pure io me ne vado a tagliare l’erba…

  4. Scritto da Seriano Errata_Corrige

    OHPSSS
    Devo correggermi:
    nel primo intervento, dove ho scritto
    “Condivido anche l’intenzione di __ chi immette…”

    mi é rimasta in tastiera “sanzionare”, quindi correttamente si dovrebbe leggere:
    “Condivido anche l’intenzione di SANZIONARE chi immette…”

    Chiedo venia.

  5. Scritto da Pullu

    @5: a quanto mi risulta di cinghiali nella Valle del Giongo ne hanno abbattuti già un bel po’, quindi cosa aspetti per fare le analisi?
    Parli di immissioni abusive per la Valle del Giongo: non ti sfiora l’idea che vi sia invece stata una espansione di animali dell’areale di presenza storico ovvero la sinistra orografica del fiume serio? Mi risulta che la Polizia Provinciale abbia recuperato degli animali in mezzo agli abitati di Nembro e Villa d.S. che tentavano di attraversare l’urbanizzato

  6. Scritto da Pullu

    @6: ti ripeto la mia domanda. Dove sono gli ingenti danni provocati all’economia rurale? Visto che sei cosi preparato indicami qualche luogo e l’entità del danno patito dall’agricoltore di turno che … pensa di poter mungere due vacche … ( perchè alla fine la realtà è quella …)

  7. Scritto da una vittima dei consorzi

    consorzio parco dei colli
    consorzio di bonifica
    consorzi vari del pofferbacco

    chiudete tutto e andate a casa non a tagliare l’erba
    ma a scopare il mare, e non risalite in superficie
    è vietato!

  8. Scritto da per @ 10

    Che caratteraccio !!

  9. Scritto da Alberto Da Giussano

    @ 10 preferisci un comitato?:-)

  10. Scritto da Seriano

    Lettera di risposta più che ragionevole: segno di buona e concreta amministrazione.

    Condivido anche l’intenzione di chi immette abusivamente nell’ambiente animali non autoctoni: producono danni gravi spero in sanzioni severe.
    Doversosa l’eradicazione del cinghiale (nemmeno di pura razza, ma bastardato), posti gli enormi danni prodotti all’ambiente e all’economia rurale.
    SAREBBE BUONA COSA CHE TUTTA LA PROVINCIA NE PRENDESSE ESEMPIO!

  11. Scritto da Pullu

    Condivido i toni di condanna della lettera sull’utilizzo dei lacci.
    In toto e senza condizioni ..
    Non comprendo però l’accostamento fatto con la presunta immissione abusiva del cinghiale nella valle del giongo. Cosa c’entra?
    Per Seriano :
    Su quali dati appoggia la tua asserzione secondo cui il cinghiale presente in quella area è “bastardato” ? LI hai forse libetrati Tu?
    Mi puoi indicare dove sono i presunti “enormi danni prodotti all’ambiente e all’economia rurale” di cui parli?
    Grazie

  12. Scritto da due palle

    perchè nessuno è capace di parlare senza toni polemici? che palle

  13. Scritto da per @ 3

    Concordo, vado a tagliare l’erba.

  14. Scritto da Seriano

    Ciao Pullu, ti rispondo subito:
    -1- la mia affermazione si basa sulla mera constatazione che in provincia di Bergamo, TUTTE LE IMMISSIONI ABUSIVE di cInghiali hanno riguardato animali del tipo di cui scrivo, certo non ho fatto delle analisi al Giongo, ma non penso di sbagliare.
    Ne riceveremo conferma verificando al momento dei prelievi.

    SEGUE