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Cosa non dire quando ti ferma la polizia

Piccola guida di comportamento al posto di blocco: se tutto è in regola non c'è nulla da temere. Specialmente se si usa l'educazione.

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L’alt della polizia genera un pizzico d’ansia anche nell’automobilista più disciplinato del mondo. Ma se tutto è in regola non c’è nulla da temere. In ogni caso, è meglio seguire poche regole comportamentali per uscire indenni anche dal controllo più pignolo. Ecco alcuni consigli pubblicati da Yahoo per evitare guai nei contatti ravvicinati con le forze dell’ordine.
Tranquillità ed educazione
Prima regola, manteniamo la calma e fermiamo la vettura o la moto nell’esatto punto indicato dall’agente. Giù il finestrino o su la visiera del casco, sorriso smagliante e rispondiamo al cortese "saluto militare" con un "civile" buongiorno o buonasera.
Un pizzico di soggezione c’è sempre, ma se saremo stati fermati per un normale controllo non avremo nulla di che temere. Tradizionali verifiche su "patente e libretto", assicurazione in regola e torneremo "liberi".
Diverso trattamento ci attende al contrario se la paletta si sarà levata a causa di un comportamento scorretto: velocità eccessiva, sorpasso azzardato etc. In questo caso avremo poche scusanti da sfoggiare.
Evitiamo frasi poco… "furbe"
Sembrerà una banalità, ma le domande le fanno "gli uomini in divisa" e non gli automobilisti! Se siamo appena usciti da una curva a velocità sostenuta, accantoniamo quindi la questione sul perché siamo stati fermati. Anche discolparsi affermando di non aver commesso alcuna infrazione è una tattica sbagliata che farebbe ulteriormente innervosire gli agenti che ci hanno fatto accostare. Al bando poi gli atteggiamenti aggressivi, ironici ed arroganti…
Non interrompiamo
Se invece abbiamo da recriminare affermazione più intelligenti facciamolo rispettando le regole base dell’educazione. Non parliamo "sopra" il nostro interlocutore, ma attendiamo che questo finisca evitando sgradite interruzioni.
Diciamo sempre la verità
Chi ci ha fermato ha spesso abbastanza esperienza per cogliere gli atteggiamenti di chi sta mentendo. Non far domande è già una buona tattica come abbiamo detto e rispondere onestamente a quelle che ci saranno poste sarà un’idea ancor migliore. Anzi, spesso la verità aiuta più di mille scuse. Un agente di Polizia di Los Angeles ad esempio ha ammesso di aver "lasciato andare" senza multa un ragazzo che aveva di poco superato il limite di velocità. Questo si sarebbe scusato del proprio comportamento affermando che si sarebbe sposato da lì a poco e di essere per questo al settimo cielo. Ovvio, in questo caso si è trattato di un’infrazione dall’entità poco rilevante, ma il lieto fine c’è stato… sotto tutti i punti di vista!
Teniamo quindi sempre a mente che chi esegue controlli fermandoci sta lavorando e non lo fa per metterci in difficoltà o affibbiarci contravvenzioni, ma solo per verificare che si stiano rispettando le regole di sicurezza, il che equivale a salvaguardare la nostra e la vita altrui.

 

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