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Jeans, il miglior capo qualità-prezzo

Ogni volta che si indossa un jenas è come se lo si sia pagato 11 centesimi alla volta.

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Avete almeno un paio di jeans nel vostro armadio? Bene, allora potete considerarvi donne lungimiranti e, soprattutto, con il bernoccolo degli affari, visto che gli intramontabili denim sono il capo con il miglior rapporto qualità/prezzo dell’intero guardaroba femminile. E a dirlo sono gli eminenti scienziati dello “Science Museum” di Londra che hanno ficcato il naso in 3mila armadi di donna per calcolare il rapporto costo-per uso di ogni indumento in esso contenuto (valore ottenuto dividendo il prezzo pagato per il capo in questione per il numero di volte che è stato indossato), scoprendo così che è il jeans il “bene di consumo” per eccellenza, visto che si aggiudica uno dei punteggi più bassi (eccezion fatta per la biancheria intima e le magliette).
RAPPORTO PREZZO QUALITA’ – In altre parole, in base ai loro calcoli, se un paio di jeans costa in media attorno alle 40 sterline (quasi 48 euro) e viene indossato ben 428 volte prima di finire nel sacco della spazzatura, ciò significa che lo avete pagato appena 9 pence (ovvero, 11 centesimi di euro) ogni volta che lo avete messo. Per contro, un paio di leggings, pur incidendo notevolmente meno sul vostro budget visto che non arrivano a 10 sterline (12 euro), vi costano in realtà 15 pence (o 17 centesimi) per ognuna delle 68 volte che li avete infilati, mentre una giacca ha un costo di 10 pence (12 centesimi) a utilizzo, sebbene venga indossata bene 575 volte in una vita. Come detto, e com’era anche logico attendersi, la biancheria intima e le magliette sono risultate i capi più “vantaggiosi” del guardaroba femminile, anche se nel primo caso non sono contemplati i reggiseni che, invece, con i loro 11 pence (13 centesimi) per 162 utilizzi sono il terzo indumento meno “redditizio” dopo leggings e pantaloni (14 pence, 16 centesimi, per 176 usi). Lo studio londinese è stato compiuto a supporto della mostra “Trash Fashion: Designing Out Waste” dedicata alla ricerca di soluzioni innovative per ridurre l’impatto dell’usa-e-getta nella moda, nell’intento di creare uno stile che sia davvero senza sprechi. ] MILANO – Avete almeno un paio di jeans nel vostro armadio? Bene, allora potete considerarvi donne lungimiranti e, soprattutto, con il bernoccolo degli affari, visto che gli intramontabili denim sono il capo con il miglior rapporto qualità/prezzo dell’intero guardaroba femminile. E a dirlo sono gli eminenti scienziati dello “Science Museum” di Londra che hanno ficcato il naso in 3mila armadi di donna per calcolare il rapporto costo-per uso di ogni indumento in esso contenuto (valore ottenuto dividendo il prezzo pagato per il capo in questione per il numero di volte che è stato indossato), scoprendo così che è il jeans il “bene di consumo” per eccellenza, visto che si aggiudica uno dei punteggi più bassi (eccezion fatta per la biancheria intima e le magliette).
RAPPORTO PREZZO QUALITA’ – In altre parole, in base ai loro calcoli, se un paio di jeans costa in media attorno alle 40 sterline (quasi 48 euro) e viene indossato ben 428 volte prima di finire nel sacco della spazzatura, ciò significa che lo avete pagato appena 9 pence (ovvero, 11 centesimi di euro) ogni volta che lo avete messo. Per contro, un paio di leggings, pur incidendo notevolmente meno sul vostro budget visto che non arrivano a 10 sterline (12 euro), vi costano in realtà 15 pence (o 17 centesimi) per ognuna delle 68 volte che li avete infilati, mentre una giacca ha un costo di 10 pence (12 centesimi) a utilizzo, sebbene venga indossata bene 575 volte in una vita. Come detto, e com’era anche logico attendersi, la biancheria intima e le magliette sono risultate i capi più “vantaggiosi” del guardaroba femminile, anche se nel primo caso non sono contemplati i reggiseni che, invece, con i loro 11 pence (13 centesimi) per 162 utilizzi sono il terzo indumento meno “redditizio” dopo leggings e pantaloni (14 pence, 16 centesimi, per 176 usi). Lo studio londinese è stato compiuto a supporto della mostra “Trash Fashion: Designing Out Waste” dedicata alla ricerca di soluzioni innovative per ridurre l’impatto dell’usa-e-getta nella moda, nell’intento di creare uno stile che sia davvero senza sprechi.

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