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Il giro del mondo in dirigibile

I dirigibili dovrebbero spiccare il volo da Londra il 23 settembre del 2011 e il vincitore dovrebbe tagliare il traguardo il 20 marzo del 2012.

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Il giro del mondo in 180 giorni in dirigibile. Non è una versione riveduta e aggiornata del famoso libro d’avventure di Jules Verne «Il giro del mondo in ottanta giorni», bensì il progetto di Don Hartsell, uomo d’affari texano che è pronto a organizzare entro l’anno prossimo la "World Sky Race", la prima competizione internazionale nella quale si affronteranno i più moderni dirigibili del mondo che dovranno effettuare l’intero giro del pianeta. Secondo i calcoli di questo moderno imitatore di Phileas Fogg, così si chiama il protagonista del libro di Verne, che per adesso può contare su un budget di 4 milioni di dollari, tutto è ormai pronto: i dirigibili dovrebbero spiccare il volo dal primo meridiano di Greenwich a Londra il 23 settembre del 2011 e il vincitore presumibilmente dovrebbe tagliare il traguardo il 20 marzo del 2012.
PARTNER E STORIA – Tra i principali partner di Hartsell vi saranno diversi membri dell’Unesco, organizzazione che sosterrà ufficialmente il progetto, un ex direttore generale della «Lockheed Martin Corporation» e importanti trader della Borsa di New York. Lo scopo del progetto è ridare vita a uno «sport» che ha vissuto il suo periodo d’oro negli anni ’30 del secolo scorso, ma che è lentamente caduto in disgrazia dopo il tragico incidente dell’Lz 129 Hindeburg, «il più grande oggetto volante mai costruito» che il 6 maggio del 1937 prese fuoco dopo essersi schiantato contro un palo della luce causando la morte di 36 persone. L’idea della competizione è stata pensata da Hartsell durante una festa storica a New York. Il cinquantasettenne quel giorno vide volare vicino alla Statua della libertà un dirigibile. Nello stesso momento, abbassando lo sguardo, notò numerose barche nel fiume Hudson. A quel punto si chiese perchè i dirigibili, a differenza delle navi, non partecipavano mai a competizioni sportive. Di lì a poco l’idea del «World Sky Race» divenne realtà.
PREMIO – Nel mondo oggi esistono tra i 25 e i 35 dirigibili e gli ammiragli che riescono a pilotarli sono al massimo un’ottantina. Questi vascelli volanti oggi sono molto più sicuri che in passato: sono alimentati a elio (che a differenza dell’idrogeno non è infiammabile) e sono per lo più utilizzati come gigantesche pubblicità nei cieli oppure dalla televisione per seguire dall’alto eventi sportivi. Nonostante l’iniziativa abbia accesso gli entusiasmi degli appassionati e sia stata accolta con entusiasmo da alcuni grandi quotidiani americani come il Wall Street Journal, per adesso nessun competitor si è ancora iscritto alla gara. Il cinquantasettenne Hartsell non sembra preoccupato e conferma che ha stanziato circa 500.000 dollari per il vincitore della competizione, ma spera di arrivare a 10 milioni di dollari grazie ai contributi degli sponsor.
TELEVISIONE E PROMOZIONE CULTURALE – L’esclusiva televisiva della competizione dovrebbe averla il canale Eurosport. I dirigenti dell’emittente sono molto fiduciosi: «Sarà un evento unico – commenta Gèraldine Filiol, amministratore delegato di "Eurosport Events" – Il progetto ci è piaciuto immediatamente». Naturalmente oltre agli ostacoli economici, vi sono quelli politici. I dirigibili non potranno sorvolare i cieli di alcuni stati come Cina e Vietnam. Tuttavia, grazie all’appoggio dell’Unesco, Hartsell è riuscito a rompere la reticenza di altri stati e a ottenere il permesso per il sorvolo dei cieli. Harsell ha inoltre programmato un percorso di gare davvero singolare: i dirigibili dovrebbero volare sui luoghi più belli del pianeta, in modo da stimolare l’interesse del pubblico: «Ne stiamo parlando come parte della nostra strategia di comunicazione" conferma al Wall Street Journal l’italiano Francesco Bandarin, vicedirettore Generale dell’Unesco per la Cultura – In alcune regioni del mondo i siti patrimonio dell’umanità sono un po’ trascurati. Speriamo che alcuni di essi possano trarre giovamento dell’evento».

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