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Schiacciato contro il camion da un muletto muore operaio di 38 anni di Serina fotogallery

L'incidente è successo intorno a mezzanotte: Giovanni Bonaldi, che faceva il navettista e portava le bottiglie da San Pellegrino a Madone, era ormai a fine turno.

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Infortunio mortale nella notte tra giovedì e venerdì: vittima un lavoratore della Koinè di Madone, un’azienda di trasporti. L’incidente è successo intorno a mezzanotte: la vittima è un operaio di Serina, Giovanni Bonaldi, 38 anni, rimasto schiacciato da un muletto mentre scaricava u

n camion.
Giovanni Bonaldi che da circa dieci anni lavorava nella ditta di imbottigliamento delle acque, faceva il navettista, andava cioè avanti e indietro con i carichi da San Pellegrino a Madone dove c’è un deposito della azienda. Giovedì sera era ormai a fine turno, come racconta un suo collega, Salvatore Murgia, e si apprestava a togliere il telone dal camion quando il mulettista, senza vederlo, l’ha schiacciato contro l’automezzo: "E’ stato un attimo – spiega Salvatore Murgia -: Giovanni ha fatto appena in tempo ad accorgersi e a inziare un grido, poi è stato schiacciato ed è entrato in agonia". Sotto choc il guidatore del muletto, che da molti anni presta servizio lì attraverso una cooperativa esterna.
In fabbrica per i soccorsi l’ambulanza del 118, mentre l’Asl di Bonate Sotto e i carabinieri di Brembate hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per capire nei dettagli le modalità dell’incidente. Il muletto e il camion sono stati messi sotto sequestro, anche se l’ipotesi quasi certa è che l’incidente sia avvenuto per una tragica fatalità.
Intanto davanti al deposito della San Pellegrino venerdì mattina i lavoratori che avevano già in precedenza organizzato una manifestazione di protesta, hanno appreso la tragica notizia e, sconvolti e addolorati, chiedono maggiore sicurezza.

 

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Commenti

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  1. Scritto da autista koine

    chi conosceva giovanni sa che a fatto oltre il dovere come fanno tutti autisti dalla koine.non e da solo.5 altri nostri compagni sono gia andati.in solo 3 anni.e ne andremmo anche noi se le misure implementate di koine non si fermano.se cerchiamo di oporre resistenza siamo schiaciati, rimproverati,puniti e butati fuori.che semnifica la sicurezza quando sei stanco dopo 14 ore noturni o dopo 2-3 settimane in giro del europa.siamo soli.giovanni perdonagli che non sano cosa hanno fatto.eterno riposo.

  2. Scritto da silvio armati

    E intanto stiamo qui a parlare di stupidate come il Burka,che a BErgamo nessuno ha mai visto, che Invernizzi si vergoogni e pensi invece alla sicurezza sul lavoro.

  3. Scritto da M.B.

    TREMONTI PORTA MALE, DA QUANDO HA SPARATO CHE LA SICUREZZA E’ UN LUSSO CHE L’ ITALIA NON PUO’ PREMETTERSI SONO AUMENTATI A DISMISURA LE MORTI SUL LAVORO, EGREGIO MONISTRO ABBIA IL CORAGGIO DI ANDARE DALLE FAMIGLIE DI QUESTI LAVORATORI A DIRE CHE SONO MORTI PER IL BENE DELL’ ECONOMIA [ SONO MORTI PER FARE GUADAGNARE PIU’ SOLDI AI PADRONI ].

  4. Scritto da rf

    Poi ci sarà qualcuno che parlerà di tragica fatalità o di “errore umano”, tra una lacrima di coccodrillo e l’ altra. Il solito modo all’italiana per non affrontare e risolvere problemi grossi come la sicurezza sul lavoro, con il beneplacito di un governo inetto ed eticamente sconcio che permette nelle scuole di formare classi numerose in aule ristrette in deroga dei regolamenti di igiene e agibilità dei locali al di là degli evidenti problemi di didattica.Italia ipocrita incivile e menefreghista

  5. Scritto da paola

    Scusate, ma io non sono d’accordo, per me ci sono 3 ‘tipologie’ di morti sul lavoro: 1)le tragiche fatalità 2) le aziende che non permettono ai dipendenti di lavorare in sicurezza, che andrebbero punite con sanzioni molto pesanti oppure con la chiusura della stessa 3) lavoratori che pur avendo i dpi decidono di non usarli perchè a dir loro “in 25 anni che faccio questo lavoro pur non usando questi strumenti non mi è mai successo niente…” e poi immancabilmente a qualcuno capita di cadere

  6. Scritto da paola

    dal tetto , di tagliarsi un arto per colpa di un uso scorretto della sega circolare, di avere problemi ai polmoni oppure all’udito poichè le mascherine e le cuffie non si portano ecc… Per non parlare dell’utilizzo dei caschetti… Comunque a parte questo discorso faccio le più sentite condoglianze alla famiglia perchè in ogni caso è sempre un grande dispiacere la perdita di una persona amata…

  7. Scritto da incompreso

    una tragedia. condoglianze.

    sulla sicurezza, invece, sorry ma non concordo con @paola.

    tutti gli incidenti possono essere prevenuti, partendo proprio dall’uso dei dpi.

  8. Scritto da giuseppe

    ETERNO RIPOSO
    CHE SCHIFO COMMENTARE UNA MORTE VERGOGNA
    vergognatevi.TUTTI COMPRESI.

  9. Scritto da paola

    @incompreso…. Anche io sono dell’idea che gli incidenti possano essere evitati con i dpi. ma parlando realisticamente è difficile diminuire il numero degli incidenti proprio per i motivi che precedentemente ho citato, in particolar modo quando sono gli stessi lavoratori a non comprendere l’utilità del dpi e quando gli fai notare che è necessario usare guanti, maschere, caschetti ecc. ti guardano come se tu fossi un alieno a preoccuparti per loro! c’è troppa poca valutazione del rischio…

  10. Scritto da Giovanni

    Per rispetto delle famiglia sarebbe opportuno rimandare ogni qualsiasi polemica, veritiera o strumentale che sia.

  11. Scritto da incompreso

    @paola. quanto racconti è un fatto comune in tutte le aziende.
    anche in questo, sta la responsabilità aziendale: formazione, definizione delle procedure, controllo della loro applicazione. poi, di nuovo formazione. dopo di che: se un operatore non mette i guanti e si ustiona, ha la sua parte di responsabilità. però tutto il processo attorno a lui deve essere organizzato per costringerlo ad infilare quei guanti. per questo, bisogna operare pensando che tutti gli incidenti sono prevenibili

  12. Scritto da incompreso

    quanto ai rimproveri sulle polemiche: non mi sembra che si stia facendo una polemica vuota. stiamo parlando da adulti, in termini corretti, di un problema importante, che proprio drammi come questo rendono ogni volta più evidente. non credo che si stia mancando di rispetto a nessuno.

  13. Scritto da paola

    @incompreso, premesso che è un piacere parlare con te perchè tante persone su questo sito insultano senza fare critiche costruttive, io forse la penso diversamente perchè: secondo me il tuo discorso va molto bene per le aziende che producono sempre le stesse cose con gli stessi procedimenti, ed io di questo non sono esperta in quanto io sono nel campo dell’edilizia (cantieri) che occupa , purtroppo, una grossa percentuale riguardo gli infortuni. Il problema vero del cantiere è che i ‘processi

  14. Scritto da paola

    delle lavorazioni’ non sono sempre gli stessi, il lavoro è molto variegato e vi partecipano più ‘squadre’ di lavoratori (muratore, elettricista, idraulico, piastrellista…) ed è difficile anche per il coord. della sic. controllare tutti in ogni momento (premesso che vengono elencati i comportamenti da tenere prima dell’inizio del lavoro!). Attualmente con la scuola edile la nuova generazione dovrebbe essere + istruita ed attenta grazie ai corsi,e si spera in un miglioramento..

  15. Scritto da paola

    Ma le vecchie generazioni , i 40-50 enni con più di 20 anni di lavoro alle spalle sono difficili da convincere che il metodo proposto da me è ‘migliore’ del loro perchè nella loro cultura loro sono convinti di essere nel giusto! Ricordo che nel cantiere dell’ospedale di BG qualche operaio in seguito a numerosi richiami per non aver seguito le regole di sicurezza è stato multato! Non è assurdo multare qualcuno per richiamare la sua attenzione riguardo la sua vita? Purtroppo la sicurezza

  16. Scritto da rf

    @7. Ci risparmi il suo moralismo bacchettone, ché qui non siamo al funerale, dove sarebbe proprio il silenzio. il vero schifo e la vergogna autentica è invece il silenzio reticente che cade regolarmente dopo una morte sul lavoro e il ripetersi di fatti quasi sempre EVITABILI, come sa chi abbia lavorato o lavori nel settore sicurezza. La fatalità è causa d’incidente in minima parte dei casi. La vergogna vera è la mancanza di formazione continua e l’incultura in materia come accennato da paola.

  17. Scritto da rf

    La sicurezza è innanzitutto un fatto culturale, che richiede un processo educativo e formativo lento, che deve sedimentare nel tempo che dovrebbe partire sin dalle scuole per poter poi entrare nei comportamenti quotidiani dei lavoratori stessi. Questo non avviene e per questo avviene ciò che dice paola. L’errore è pensare che sia qualcosa imposto dall’alto come è concepito ora nelle ns attività, un pesante fardello fatto solo, in questo modo, di costi senza risultati nell’efficienza lavorativa

  18. Scritto da vergogna

    a mezzanotte non bisogna lavorare………..bisogna essre a casa no a turni notturni……………in qualsiasi caso…………condoglianze alla famiglia

  19. Scritto da rf

    gli incidenti con i muletti poi sono percentualmente una delle cause maggiori di incidente grave nelle aziende, oltre ai problemi di coordinamento nei cantieri di attività sovrapposte spesso condotte con tempistiche lavorative affrettate, sollecitate spesso indirettamente dai committenti che vogliono andare in produzione al più presto quando ci sono in ballo grossi investimenti sui cantieri in via di completamento. Bisognerebbe enunciarle e valutarle tutte le criticità attorno al problema.

  20. Scritto da paola

    non è un tema facile da affrontare e soprattutto è ancora meno facile trovarvi una soluzione efficace! Fermo restando poi che in Europa siamo uno degli stati con meno infortuni sul lavoro e che ovviamente bisogna assolutamente ridurre ulteriormente il numero e la gravità.

  21. Scritto da rf

    a proposito di vergogna e di turni notturni, forse qualcuno ricorderà quello studente appena diplomato con il max dei voti morto alla Dalmine Spa per raccattare qualche soldo per i propri studi e la famiglia. Cosa ci faceva un ragazzo di 19 anni in gamba e con prospettive a fare un turno di notte in manutenzione ad un impianto? Una nazione normale aiuterebbe un ragazzo capace del genere ad investire su di sé ,considerandolo una risorsa x il paese? Questa è la cosa di cui ci si deve vergognare.

  22. Scritto da incompreso

    @paola, grazie per i commenti. sono d’accordo sulle specificità diverse del settore edile rispetto a quello industriale. è difficile cambiare la cultura degli “anziani”, per quanto ne so è anche difficile convincere i giovani nelle scuole edili (ho notizie di prima mano). concordo con chi dice che la sicurezza è un fatto culturale e riconosco tutte le difficoltà collegate al fattore umano. dopo di che: sono convinto che sia necessario lavorare in tutte le direzioni.

  23. Scritto da incompreso

    bisogna creare la cultura. bisogna spiegare le regole e richiamare al loro rispetto. bisogna costringere le persone ad applicare le regole. poi, per quanto sta fuori del fattore umano, è necessaria un’attenzione costante alle condizioni di lavoro, in modo (per esempio) che quando si svolge un’operazione rischiosa le persone siano impossibilitate a stare in zona di rischio (gabbie, transenne, impedimenti fisici). questa parte tocca anche alle aziende. un tema complesso, comunque.

  24. Scritto da roberto fugazzi

    io facevo il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori al magazzino della PIGNA di ALZANO LOMBARDO e fui licenziato dalla cooperativa che gestiva l’appalto quando chiamai la ASL di ALBINO per le gravi irregolarità delle condizioni della sicurezza! Certo mi licenziarono con l’espediente di cambiare nome alla cooperativa e dicendo che non avevo superato la prova(dopo 10 anni di magazzino),ovviamente la PIGNA fece finta di nulla ma tuttora non fa le prove di evacuazione ed è una cartiera!!!!

  25. Scritto da Andrea1956

    Ci sono attività lavorative normalmente pericolose per loro natura. Penso a poliziotti e carabinieri, vigili del fuoco, a coloro che sono sulla strada tutto il giorno. A chi fa lavori nell’edilizia e in fabbrica. Ma ciascuna persona dovrebbe andare al lavoro sicura che al termine della giornata tornerà a casa sua. Il lavoro non è una guerra. Ed è per questo che ognuno dovrebbe, nel proprio piccolo, adoperarsi perchè non succedano più certi incidenti. Non abbiate timore ad intervenire se …

  26. Scritto da Andrea1956

    … vi capita di vedere situazioni di pericolo: lavoratori che nei cantieri non usano i dispositivi di protezione, ragazzi che in moto “appoggiano” ma non indossano il casco, automobilisti con il cellulare all’orecchio (la disattenzione è la causa principale degli incidenti). Non abbiate paura di “rompere”. 9 volte su 10 vi mandano a quel paese. Ma basta quell’uno per farvi sentire a posto. La sicurezza è cultura e va diffusa.