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“Occhio a Conte, ?? assetato di rivincita”

Atalanta e Siena sono le due squadre pi?? forti della serie B. Potrebbe scapparci il pareggio, se non fosse che la gara ha altri significati.

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di Cesare Malnati

Osservando i numeri di quest’inizio di campionato, Siena e Atalanta – che s’affrontano in Toscana per il quinto turno – sembrano due squadre molto diverse, pur avendo raccolto lo stesso bottino di punti (otto, meno solo del capolista Novara). I bianconeri di Conte non sono mai riusciti a conservare inviolata la propria porta (quattro gol subìti), ma sono andati a segno 7 volte. Il fiore all’occhiello dei nerazzurri di Colantuono, invece, è proprio l’assoluta impermeabilità della retroguardia (zero al passivo), mentre la fase offensiva in due circostanze su quattro è rimasta a secco. Tanto basta per concludere che una attacca a testa bassa e s’espone e l’altra contiene prima di colpire?
Troppo semplicistico inquadrare così la gara. Però che Conte sia un tecnico dal progetto spregiudicato (il famoso 4-2-4, in possesso palla) s’è già constatato l’anno scorso al debutto in A, proprio con l’Atalanta. In realtà, l’ex giocatore juventino, appena ingaggiato dal Siena, non può aver già costruito un prodotto finito, tenuto conto che il suo gioco – di cui ancora oggi il Bari, da lui plasmato due stagioni or sono, è la testimonianza – richiede tempo per essere assimilato. Da questo punto di vista potrebbe essere avvantaggiata l’Atalanta, che vanta un modulo e un impianto collaudato.
Sono comunque di fronte le formazioni più forti della categoria. Senz’alcun dubbio. L’hanno detto e ridetto tutti. Le più valide dell’organico, ma anche le più ambiziose. Entrambe provengono da un cambio di proprietà ed entrambe hanno ora al timone plenipotenziari che vi raccomando, quanto a desiderio d’emergere. Se Percassi è l’imprenditore che sappiamo, il neopresidente dell’altra sponda, Mezzaroma – rampollo d’ottima famiglia della finanza capitolina -, non gli è da meno. Ecco perchè il duello, alla lunga, finirà trionfalmente, a braccetto.
Con questa premessa, anche il prim’atto della commedia avrebbe tutta l’aria di concludersi in parità, se non ci fosse di mezzo, appunto, la recente quanto breve permanenza di Conte sulla panchina atalantina.  L’uomo è eccessivamente orgoglioso per lasciar credere che abbia preparato la partita non diversamente dal solito. E non s’accontenterà di dividere la posta. A Bergamo, d’altra parte, la sua cordialità iniziale fu scambiata per invadenza e in definitiva non gli si lasciò il tempo di lavorare all’idea di squadra che voleva concretizzare, ferme restando le colpe di un allenatore indisponibile a prendere atto che almeno provvisoriamente bisognava adattarsi alle caratteristiche tecniche dei giocatori in rosa.
Sicchè ora se la deve vedere Colantuono. Che ha ormai imboccato con decisione una strada ben precisa, quella di non avvalersi di una formazione base, bensì di far ruotare gli elementi a disposizione. Be’, considerata l’ampiezza dell’organico a disposizione, può pure risultare una scelta esatta. Si rinuncia a una certa automaticità di movimenti, ma si può guadagnare in brillantezza, ottenendo lo scopo di limitare al massimo gli scontenti nello spogliatoio perchè, in questo modo, tutti si giocano la propria chance. Sono contento per Ceravolo, che il tecnico sta rilanciando. Non è un fenomeno, ma un buon giocatore, a cui proprio Conte – alla ricerca com’era d’esterni – chiese d’adattarsi in fascia. Ma il calabrese è sempre stato una punta, può fare sia la prima che la seconda e forse Stefanaccio ne ha notato l’intesa con Ardemagni, se – complice l’indisposizione di Tiribocchi – vuole schierarli di nuovo in tandem. Se l’avvicendamento dei giocatori dipende dalla ricerca di nuove e più redditizie formule, ben venga.
Infine – udite, udite – per la prima volta l’Atalanta non è data favorita dagli allibratori. Chi l’ama perdutamente può persino investire 10 euro per riscuoterne fino a trentacinque. Attenzione, però: espugnare Siena mica è facile. 

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Commenti

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  1. Scritto da Piero

    E’ vero non sarà una sfida qualunque, ma dice bene Malnati di Conte. a Bari ha fatto un ottimo lavoro e il suo successore ne sta raccogliendo ancora i frutti. A Bergamo non l’hanno lasciato lavorare e se Conte non si è adattato alla rosa a disposizione, come scrive il giornalista, non è per presunzione ma per le troppe pressioni e per uno spogliatoio, capitanato da Doni, che in quanto a presunzione non è da meno a nessuno, che gli ha remato contro. Perchè? perchè da giocatore è stato un vincente

  2. Scritto da polpopaul

    “Allibratori”. Lo metto sullo stesso piano di “tracimazione”. Dai docà.

  3. Scritto da Beppe

    Io penso che Conte a differenza di Colantuono provi almeno a dare un gioco alla squadra, cosa che non vedo a Bergamo. E’ vero che l’Atalanta prende pochi gol, ma con i giocatori che ha e con la campagna acquisti di Percassi, mi aspettavo una squadra più aggressiva e organizzata.

  4. Scritto da W L'ITALIA

    A Siena, va bene anche un pari. Certo se si dovesse vincere e’ meglio,ma la vedo dura.

  5. Scritto da ABC1907

    conte è riuscito a creare in 100 e passa anni di storia una contestazione memorabile,alla quale han partecipato non solo i presenti in curva,anzi,i cori partivan dalla giulio cesare e dai distinti. dopo la partita con il napoli eran presenti tutti a domandare cosa stesse accadendo.surreale vincerà il mondiale…o quello che volete,ma qui ha fatto male.la sua carriera da giocatore? anni 80 e 90…la juve dopata e di moggi. vincevo pure io. la differenza è che ha dei dg alle spalle importanti