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Gambardella sul podio agli italiani

La centarua, bergamasca d'adozione in sella alla Yamaha R1 ha conquistato sul circuito a Vallelunga il terzo posto gradino del podio nella classe 1000.

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Alessandra Gambardella, bergamasca d’adozione, classe ’70, in sella alla potente Yamaha R1 della Scuola Federale Corsetti (www.scuolafederalecorsetti) ha conquistato sul circuito “Piero Taruffi” di Vallelunga il 3° gradino del podio nella classe 1000 del Trofeo Italiano Femminile – FMI.
Ottima prova anche per Letizia Marchetti (Suzuki) e Lara Cordioli su Bimota che chiudono rispettivamente in prima e seconda posizione la categoria 1000. Nella classe 600, tra le 21 concorrenti complessive del trofeo, il podio è stato coronato dalla prima posizione di Manuela La Licata, seconda Rebecca Bianchi e terza a Cristina Peluso.
Alessandra vive da protagonista nel mondo delle due ruote già da 6 anni, presidente del Team Red Rabbit (www.teamredrabbit.it) con sede a Castelli Calepio (BG) ha fatto crescere campioni e campionesse nei trofei nazionali ed organizzato eventi presso l’autodromo "D.Bonara" di Castrezzato. Non svolge solo l’attività di Team Manager, dopo aver corso per anni in numerose categorie come il Campionato Italiano femminile velocità, Supertwins e Coppa Italia FMI Roadster Cup, di cui ricordiamo il 2° assoluto in campionato nel 2007 nella classe 1000 con Ducati, è anche tester per la rivista di motociclismo "MASTERBIKE", nonchè collaboratore di Claudio Corsetti, direttore della Scuola Federale Corsetti, la scuola di formazione ed avviamento all’agonismo dei piloti nel motociclismo velocità, presente anche nei monomarca Yamaha R125cup e R6 cup.
LE PAROLE DELLA PROTAGONISTA – “Doveva essere un week-end di lavoro, per la formazione agonistica di un’allieva della Scuola Federale Corsetti, ma la curiosità di provare la Yamaha R1 è stata troppo forte così mi sono lasciata coinvolgere nella gara del Trofeo Italiano Femminile, con la consapevolezza di tutte le difficoltà a cui stavo andando incontro guidando una moto "sconosciuta", senza avere il tempo di assettarla a dovere ma soprattutto una moto di serie, completamente originale rispetto alle avversarie, dotate di moto con le quali avevano già confidenza ed allestite con la necessaria componentistica racing. Sono contenta, è stato un divertimento non programmato ed un podio inaspettato”.
 

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