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Imponenti misure di sicurezza per il convegno

Un convegno non blindato ma comunque tenuto sotto controllo da Polizia e Carabinieri dopo che sia Bonanni che Ichino sono satti oggetto di contestazioni e minacce.

Questa volta Raffaele Bonanni se n’è andato incassando gli applausi calorosi della platea di cislini convinti. Neppure l’ombra di una contestazione per il segretario generale della Cisl, fatto oggetto alla festa del Pd di Torino della dura contestazione del movimento ‘Cinque Stelle’ tanto da essere colpito da un fumogeno lanciato da una giovane militante dei centri sociali. Ma il livello di guardia resta alto.
Forse anche per questo si spiegano le imponenti misure di sicurezza adottate dalle Forze dell’ordine all’Università di Bergamo, dove il leader sindacale ha partecipato al convegno ”Partecipazione e solidarieta”’ promosso per festeggiare i primi sessanta anni di attività della Cisl. Un convegno non blindato (l’ingresso era libero senza richiesta di documenti, ndr) ma comunque tenuto sotto controllo da Polizia e Carabinieri, anche per la presenza tra gli ospiti del giuslavorista e senatore del PD, Pietro Ichino, bersaglio delle contestazioni di estremisti e vittima di minacce di terroristi.
Tre mezzi della Polizia (un’auto, un furgone e un blindato antisommossa) a presidiare un ingresso dell’ateneo, altrettanti dei Carabinieri (sempre un’auto, un furgone e un blindato) a sorvegliare l’altro ingresso per le auto, mentre l’entrata principale dell’Universita’ era monitorata da due agenti di Polizia in borghese. Diversi Carabinieri, questa volta in divisa, hanno pattugliato i cortili e i chiostri interni dell’edificio, tenendo costantememte sotto controllo la sala che ha ospitato il dibattito. Uno schieramento di forze in questo caso del tutto ingiustificato, ma che testimonia quanto la ferita di Torino resti ancora aperta.
 

Commenti

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  1. Scritto da Mario Mazzoleni

    Schieramento di forze del tutto GIUSTIFICATO, atto a prevenire quanto alla festa del PD di Torino non si è stati capaci di fare.

  2. Scritto da mario59

    Siccome io continuo a pensare che la gente ragioni con la propria testa, non capisco perché il capo di un sindacato che dovrebbe difendere gli interessi dei lavoratori, debba aver paura delle reazioni di chi, da sempre sta con i lavoratori..i casi sono due, o quel leader fa di testa sua e non ascolta le richieste dei lavoratori, oppure non fa neanche di testa sua, ma fa esclusivamente, quello che vuole confidustria.
    Più semplicemente io mi preoccupo, ogni volta che, chi deve difendere i miei interessi, piace alla mia controparte.