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Giaccherini, il folletto che poteva incantare Bergamo

Il talento del Cesena ha demolito il Milan guadagnandosi le prime pagine di tutti i giornali. E pensare che un paio di settimane fa era ad un passo dall'Atalanta...

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Gli epiteti per lui si stanno sprecando, dalla Romagna arrivano paragoni da pelle d’oca come quelli che sostengono sia il “Ribery del Cesena”, dalla Toscana (lui è nativo di Arezzo) schiacciano il piede sull’acceleratore e parlano di “Formica Atomica” oppure di “Pulce” parafrasando quel Messi, ad oggi il miglior giocatore del mondo, che zampetta sul campo del Camp Nou con la maglia del Barcellona; l’opinionista Rai Ivan Zazzaroni è più fine e sceglie Haessler, l’ex centrocampista di Roma e Juventus.
Dopo la prestazione contro il Milan, Emanuele Giaccherini è finito sulle prime pagine di tutti i giornali sportivi italiani, l’uomo (meglio dire ometto, visti i suoi 167 centimetri di altezza) che con la sua rapidità ha messo in ginocchio il poker d’assi milanista servendo ai rossoneri una scala reale che ha fatto volare il Cesena al secondo posto in campionato.
E pensare che solamente fino a poche settimane fa gli unici (con i tifosi del Cesena) a conoscere il nome del trequartista bianconero erano i tifosi atalantini, grazie all’interessamento di Percassi e della società bergamasca al folletto vicinissimo al trasferimento a Bergamo. Ai romagnoli era stato offerto Ceravolo con un conguaglio di 3 milioni di euro, affare sfumato alla chiusura del calciomercato al contrario dell’affare Schelotto, di proprietà dell’Atalanta ma prestato in A per farsi le ossa. Lungimiranza sfumata anche alla luce delle prestazioni super che immancabilmente hanno fatto già levitare il valore del giocatore e l’interesse delle big.
E pensare che il 25enne non era partito in quinta in carriera, trovando poco spazio in tutte le squadre in cui ha militato e subendo un grave infortunio nel 2006 che gli ha fatto anche pensare di mollare tutto. L’acquisto da parte della società di Igor Campedelli avviene dal 2002, quindi una serie di prestiti in giro per l’Italia (Forlì, Bellaria Igea Marina e Pavia) fino al ritorno in bianconero dove ottiene la doppia promozione in B e poi in A. Il resto è storia recente e il “Mission Accomplished” (“missione compiuta”) di bushiana memoria per l’acquisto del talento da parte di Percassi diventa “quasi” proibitivo anche per il futuro.
 

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Commenti

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  1. Scritto da baubau

    Ma cosa scrivi Matteo? Giaccherini lo conoscevano tutti quelli che ogni sabato sera vedono la trasmissione Speciale Serie B su Sportitalia visibile sia in digitale che via satellite condotto da Valentina Ballarini con la collaborazione di Alfredo Pedullà

  2. Scritto da bibi

    ma perche’ avrebbe dovuto accettare le proposte dell’ Atalanta in B,
    anziche’ la Serie A appena conquistata ?