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Caos nell’assegnazione, supplenze bloccate

L’interpretazione di una norma ha portato alla sospensione delle assegnazioni di circa una ventina di supplenze di lettere, scienze e matematica.

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Supplenze nel caos in Bergamasca. L’interpretazione di una norma ha portato alla sospensione delle assegnazioni di circa una ventina di supplenze di lettere, scienze e matematica. Il caso scoppia nella mattinata di martedì, quando al liceo Mascheroni alcuni professori che aspettavano l’assegnazione si accorgono di un’irregolarità. Il dubbio è tecnico: se le supplenze possono essere spezzettate oppure completate fino a 18 ore settimanali. I responsabili si chiudono nella scuola e cercano il bandolo della matassa senza però trovarlo. Per evitare decisioni che potrebbero portare a ricorsi da parte degli insegnanti, l’ufficio scolastico regionale invia un fax che sospende tutto fino a lunedì. “Con riferimento all’oggetto e in attesa di chiarimenti in ordine alla possibilità di spezzare cattedre per attribuire completamenti inferiori alle 7 ore – si legge sul sito del Mascheroni -, si prega codesta scuola polo di sospendere le operazioni di nomina. Stessa situazione al Paleocapa. “E’ tutto bloccato almeno fino a lunedì, in una ventina di scuole gli studenti rimarranno senza insegnante – spiega una professoressa che preferisce rimanere anonima – questa sospensione ha dell’incredibile perché significa che le regole non sono chiare”. La situazione è complicata, lo conferma anche il preside del Mascheroni Paolo Catini. “Era inutile prendere una decisione che magari poi sarebbe stata contestata – spiega – quindi si è preferito aspettare. In qualche giorno il provveditorato troverà una soluzione”. Intanto però molte classi rimarranno senza professori supplenti. “Quelli nominati andranno a scuola – continua – gli altri aspetteranno. E’ una lacuna regionale, cosa possiamo farci?”

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Commenti

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  1. Scritto da ilaria

    1. Il fatto che servano meno insegnanti rispetto agli scorsi anni è dato dall’aumento degli alunni per classe con conseguente diminuzione del numero di classi. Sfido chiunque a sostenere che questo sia positivo da un punto di vista didattico. 2. Bisognerebbe effettuare una selezione degli insegnanti sulla base delle conoscenze e delle attitudini e non dell’anizanità. Perchè i giovani che vogliono insegnare ora devono trovarsi le porte sbarrate da chi forse ha scelto questo mestiere come ripiego?

  2. Scritto da rosanna

    Sono un’insegnante precaria e anch’io mi chiedo: chi mette i ragazzi al centro della situazione?chi sta assicurando una SCUOLA PUBBLICA ad una SOCIETA’ che storicamnte sta affrontando un momento complesso?meno insegnanti, a fronte di più iscrizioni vuol dire classi numerose, dove il percorso individualizzato di ogni futuro CITTADINO, non può realizzarsi.Non è il momento delle divisioni: il malcontento riguarda anche genitori e dirigenti,non perdiamo l’occasione di decidere cosa sia necessario.

  3. Scritto da gianluca

    La leggerezza con cui le istituzioni considerano il lavoro degli insegnanti è mortificante! Ci si trincera sempre dietro il rispetto di norme fatte ad hoc per tutelare Provveditorati e Uffici terrotoriali ma non ci si sofferma mai a pensare che ci sono diritti, bisogni e umanità da rispettare!

  4. Scritto da LAVORATORE PRIVATO

    Quanto parlare, ricordiamoci che da più di 1 anno la crisi ha messo in cassa integrazione se non in mobilità migliaia di dipendenti di aziende private. E nel pubblico la crisi non deve esistere ? Non ci sono ore per tutti, esistono lavori nel privato che hanno aiutato quelli che lo stipendio l’hanno perso tutto, e non una parte, già l’anno scorso. Quindi rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani per lavorare.

  5. Scritto da Silvio

    Ma chi mette gli studenti (cioè i nostri figli) al centro delle questioni?

  6. Scritto da greatguy

    pur capendo le motivazioni della signora, mi chiedo, ma se tutti vogliono diventare insegnanti…garantiamo il posto a tutti? se servono 10 insegnanti e ce ne sono 15, mi pare evidente che 5 devono cercare un’altro lavoro…sarà pure banale ma……

  7. Scritto da GAPA

    caro 2@ credo che sia necessario informarsi adeguatamente prima di gettare sentenze sul :”…trovarsi un altro lavoro”. la situazioen non è riassumibile unicamente in termini quantitativi coem ha fatto il minitsero ma anche in termini qualittativi per non dire d’investiomwento sul futuro dei nostri ragazzi e del nostro paese. Non è ammissibile ridurre del 70 % il personale scuola considerando un aumento dellla popolazioen scolastica ed il trend di crescita dei prox anni.

  8. Scritto da GAPA

    …senza considerare i numerosi pensionamenti del corpo docenti, trasferimenti e tutto ciò che avviene regolarmente in un’istituzione…la scuoel di specializzazione SISS le hanno già chiuse 2 anni fa…adesso si tratta di avanzare unricambio generazionale fra corpo docenti…cmq caro 2@ ti invito ad informarti adeguatamente per avere un’idea della situazione in atto che non riguarda solo bg ma tutto il paese….

  9. Scritto da paola

    io sono d’accordo sia con @2 sia con @3, nel senso che entrambi non sbagliano la valutazione… Come è giusto effettuare un ricambio docenti e non ridurre le cattedre , è giusto consigliare gli studenti a non intraprendere studi universitari che porteranno OBBLIGATORIAMENTE ad insegnare e quindi inserirsi in un sistema lavorativo già saturo… ma a intraprendere studi che garantiscano anche un’alternativa di lavoro dipendente verso il privato oppure la libera professione..

  10. Scritto da U.G.

    Si trovano soluzioni banali per problemi complessi…insegnare è una cosa seria e non è detto che tutti sappiano farlo, il pezzo di carta non basta…..nella scuola serve valutazione e selezione dei docenti….ma questo comporterebbe investimento di risorse , un investimento per il futuro dei nostri ragazzi che nessuno vuole fare…..e intanto continua questa danza macabra……