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Bombassei: le piccole imprese devono far sistema video

Alberto Bombassei e Raffaele Rizzardi a ???Sarnico incontra l???industria???, il seminario di studi dedicato alla realt?? produttiva ed economica italiana.

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Ha fatto registrare il tutto esaurito “Sarnico incontra l’industria”, il seminario di studi dedicato alla realtà produttiva ed economica italiana a Villa Surre a Sarnico.
Relatori del convegno dal titolo “La nuova normalità” sono stati l’ingegnere Alberto Bombassei, Vice Presidente di Confindustria e il professor Raffaele Rizzardi, pubblicista in materia fiscale e cittadino di Sarnico.
Ed è stato proprio Bombassei (nella foto insieme alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia), di fronte ad un’attenta platea composta da 120 persone, ad addentrarsi nei temi caldi dell’attualità economica. Secondo il numero due di Confindustria infatti l’Italia è solo all’inizio di una lunga ripresa economica tutta in salita: "La crisi ci ha lasciato mutamenti in campo economico e sociale che si sarebbero verificati comunque, anche se più lentamente. L’Italia per avviare una ripresa efficace deve prepararsi, deve essere pronta a far fronte a quei cambiamenti che la crisi ha accelerato vistosamente, deve arrivare alla nuova normalità".
Secondo l’ingegnere bergamasco, che durante il convegno non ha smesso di ripetere di sentirsi nonostante il suo ruolo in Confindustria “sempre e solo un metalmeccanico”, per prima cosa l’Italia deve puntare all’internazionalizzazione: "Il nostro Paese deve essere più competitivo su scala globale. E’ vero che la dimensione contenuta, modesta, spesso familiare delle nostre imprese è sempre stata uno dei nostri punti di forza perché ci regala imprese molto flessibili e veloci al cambiamento ma dobbiamo capire che su scala mondiale queste dimensioni non ci aiutano anzi, ci penalizzano fortemente. Per questo bisognerebbe pensare a sistemi di imprese, a fusioni o a agglomerazioni che ci rendano più forti su larga scala".
Non solo. Secondo Bombassei l’altro punto fondamentale per la nuova normalità è l’investimento nel settore sviluppo e ricerca. "Sono vent’anni che, nonostante i proclami di molti governi, l’Italia non si schioda da un misero 1,1% del PIL per questo settore. Come possiamo reggere il confronto con altri paesi, come la Francia che investe l’1,7% o la Germania che investe il 2,8% o i Paesi del Nord che investono addirittura circa il 3,5%? Non ci si deve stupire se poi fenomeni come quelli della Nokia nascano in Scandinavia piuttosto che da noi. In Italia al massimo vengono a fare le cover dei cellulari!".
"A questo proposito- ha continuato il presidente di Brembo- devo dire che nonostante io abbia apprezzato la politica economica di Tremonti nel periodo della crisi, non sono per nulla d’accordo nel taglio agli investimenti. Sarebbe stato, è vero, un altro costo in un momento difficile, ma ci avrebbe comunque fruttato molto di qui a poco".
E il vice Presidente di Confindustria non risparmia nuove critiche nei confronti dello Stato: "Le istituzioni, per aiutare il mondo industriale a raggiungere la nuova normalità devono fare solo una cosa: fare le istituzioni. Devono fare in modo che si abbassi il costo del lavoro, com’è già successo in altri Paesi, così che anche l’Italia ritorni ad essere competitiva; devono creare regole più semplici e più stabili per la gestione fiscale; devono certamente avviare una vera e propria politica industriale: contrariamente a quanto crede Tremonti infatti io sostengo che sarebbe importantissimo che lo Stato faccia una mappatura di ciò che servirà, di quali saranno i settori più richiesti, evitando di sfornare migliaia di laureati in Scienze dell’ Informazione quando il mercato di riferimento dei prossimi anni sarà l’informatica".
Il professor Rizzardi non ha potuto che concordare con Bombassei proprio su questo punto: "Lo Stato deve capire che una fiscalità vantaggiosa può essere utile all’insediamento di un’impresa. Al momento ci ritroviamo con una situazione pessima da questo punto di vista, con una burocrazia fiscale davvero penalizzante. Già Einaudi l’aveva capito, quando sosteneva che l’Italia era il paese più abile a comprimere ogni slancio imprenditoriale individuale sotto la pressione delle nostre imposte".
Inoltre, ha proseguito il professore sarnicese, "lo Stato deve provvedere con urgenza ad una netta semplificazione e ad un forte snellimento degli adempimenti soprattutto in materia fiscale: sarebbe opportuno non solo che si togliessero alcuni di questi adempimenti inutili ma anche che, in occasione dell’adozione di nuove norme, si calcolassero con precisione il costo e il vantaggio di tale adempimento".
Il seminario “Sarnico incontra l’industria”, ha rappresentato la III edizione della serie di meeting dal titolo “Sarnico Incontra…”, che il Comune di Sarnico e lo Studio Maffi promuovono congiuntamente dal 2008, in onore e in ricordo del cittadino sarnicese Mario Maffi. L’appuntamento ora è per il prossimo anno, con un altro argomento di grande attualità da affrontare con nomi illustri nella splendida cornice del Lago d’Iseo.
 

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Commenti

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  1. Scritto da orazio coclite

    Vedo che la sua presidentessa adesso cerca di difendere Fini con delle uscite che anche se ritrattate parzialmente la dicono lunga sul vostro atteggiamento conservatore.

  2. Scritto da eiopago

    Grazie Dott. Rizzardi di aver ricordato a tutti quanti che a Bruxelles le leggi le fanno i funzionari e non i parlamentari, questo spiega tutti gli inutili tecnicismi, e quanto le idee iniziali vengano poi stravolte. Purtroppo succede anche in Italia, le leggi che si “discutono” in parlamento non le scrive il parlamento, ma i Funzionari, e chi le approva non sa nemmeno cos’ha approvato, questo spiega quanto bello sia ascoltare le idee dei politici per poi vederle stravolte sulla carta

  3. Scritto da STEFANO

    Concordo pienamente – fare pagare le tasse ai dipendenti e sgravare le industrie, anzi ancora di più finanziarle a fondo perduto e ancora alla fine ringraziarle per averci dato un po di lavoro. I soldi rientrati dallo scudo fiscale sicuramente non erano dei lavoratori. Gli industriali piangono piangono ma alla fine di tasse non ne pagano e tra immobiliari, triangolazioni sottovalutazioni, ingegnerie finanziarie sui bilanci e fondi neri ” BUONA NOTTE ITALIA ”

  4. Scritto da Rimboccare le maniche

    La “finanza” dello scudo fiscale e l’industria, soprattutto quella delle piccole imprese che sono la spina portante dell’Italia, sono due cose diverse.
    Forse dopo 50 anni sarebbe ora di uscire dalle vecchie contrapposizioni tra “industriali” e “lavoratori”. C’è del buono e c’è del marcio su tutti e due i fronti.
    Ma per fortuna in mezzo c’è tanta gente che lavora seriamente … e prima di scrivere luoghi comuni scontati … ci pensa due volte.

  5. Scritto da sandra

    io vedo che a Sarnico (x non dire bergamasca) chi compra case, terreni immobili e altro sono sempre società immobiliari riconducibili a industriali del territorio. L’industriale fà sì il suo lavoro ma ormai la sua figura spazia dall’imprenditoria alla finanza creativa alla speculazione immobiliare etc. etc. Le loro forze mentali, creative e innovative non stanno più nel concentrarsi sul proprio lavoro ma in una infinità di attività parallela alla produzione.

  6. Scritto da orazio coclite

    Caro Ingegnere Bombassei ,mi permetta di chiamarla confidenzialmente da colleghi ,lo sono anch’io laureato aBologna nel 1973.
    1-Lei ha a cuore immagino la provincia di Bergam:perchè finora ha taciuto sull’attenzione dei bergamaschi per tutto quello che è edilizia e capannoni? come lei saprà esistono miriadi di cottimisti imprese edili che rappresentano più del 60 % del PIL provinciale e sicuramente non si possono portare ad esempio di innovazione e nuove tecnologie.

  7. Scritto da orazio coclite

    cont’d
    2 Come mai Confindustria cerca solo le realtà consolidate e non premia i giovani che hanno idee e spirito imprenditoriale ma non hanno quattrini e la capacità di farsi sentire ai vostri livelli: gli esempi di questo “menefreghismo” abbondano.
    Sarebbe bello anzichè fare politica per la politica,vedi Montezemolo ,vi deste maggiormente da fare per aiutare il governo a liberare questo Paese da ingerenze dei sindacati ,Vaticano ,PA ,Magistrati e via cantando.
    Ma forse la mia è solo una utop