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“Il gruppo chimici chiede il nuovo scalo ferroviario”

Il leader dei Chimici di Confindustria inserisce tra problemi del settore "il peso della burocrazia, specie quella legata al rilascio delle certificazioni".

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“La realizzazione di un nuovo scalo ferroviario merci è la priorità assoluta. E noi siamo intenzionati a fare quanto possibile per agevolare la migliore soluzione in tempi brevi”. Gianluigi Dubbini (nella foto sotto), presidente del Gruppo Chimici di Confindustria Bergamo, non ha incertezze nell’indicare la più strategica delle richieste che provengono dal Gruppo, di cui è stato recentemente investito; ma è anche consapevole, essendo già stato vicepresidente nel biennio 2008-2010, delle difficoltà da affrontare: “Il vero nodo – dice – è riuscire a mettere d’accordo tutti gli interessati: RFI, gli imprenditori e, naturalmente, gli Enti locali interessati”.
Altra questione particolarmente ‘sentita’ dagli associati, il peso della burocrazia, specie quella legata al rilascio delle certificazioni. “Facciamo il caso di quelle sulla Prevenzione incendi. La maggior parte di noi – racconta Dubbini, 55 anni, ingegnere, presidente della Diachem di Albano S. Alessandro – è in attesa del rilascio da anni. Su 97 aziende che compongono il Gruppo, credo di non andare molto distante dal vero se dico che meno di dieci l’hanno ottenuta”. E cosa comporta non avere quella o altre certificazioni, pur avendole richieste? “Rimanere esposti a rischi di sanzioni e non essere in grado di completare i dossier richiesti da altri Enti e dai clienti sopratutti internazionali che ci accreditano” risponde l’imprenditore.
Per evitare decisioni estreme (come la chiusura degli impianti, ndr), l’ufficio Ambiente e Sicurezza di Confindustria Bergamo ("lavora molto bene ed è tempestivo nel rispondere ai quesiti che vengono posti"), sta cercando di trovare soluzioni condivise con gli interlocutori, a cominciare dai Vigili del fuoco. Dubbini imputa “all’autonomia di valutazione e di decisione di ogni singolo Comando” la vera causa delle lungaggini fin qui riscontrate. “Confidiamo ora nella possibilità di stabilire, col nuovo vertice del Comando provinciale di Bergamo dei Vigili del fuoco rapporti tali che ci consentano di aprire finalmente un tavolo di confronto”. Un’altra richiesta riguarda la semplificazione della jungla legislativa con cui le imprese devono fare quotidianamente i conti; oltre ai Vigili del fuoco ci sono l’Asl, l’Arpa, l’Ispels e vari Ministeri. “Sono convinto – commenta il presidente dei Chimici – che i responsabili Sicurezza delle aziende associate al Gruppo passino l’80% della loro giornata ad interagire con quegli Enti".
Esaurito il capitolo delle critiche, Dubbini passa a quello delle iniziative e delle proposte. “Presto – annuncia – ripeteremo, d’intesa con l’Unità Operativa di Medicina del lavoro dei Riuniti, la valutazione del rischio chimico nelle aziende bergamasche. L’obiettivo è di monitorare, ad alcuni anni di distanza, la situazione”. Il presidente è certo dell’esito: “Confermerà che le nostre aziende sono tra le più sicure. Non foss’altro che per gli svariati milioni investiti negli ultimi anni. La sola Diachem, per esempio, dal 2000 a oggi ha destinato oltre 2 milioni di € in sicurezza”. A prescindere dal risultato, il leader del Gruppo Chimici ritiene comunque importante intensificare le azioni di visita, dei funzionari Confindustria, nelle aziende. “Avere il polso della situazione anche di coloro che non frequentano l’associazione, potrebbe tornare utile sia per capire quali sono le ‘altre’ problematiche degli associati sia per definire eventuali iniziative integrative”.
Dal punto di vista delle relazioni istituzionali, intenso è il rapporto con Federchimica, favorito anche dal fatto che nel consiglio direttivo siedono ben cinque bergamaschi: Angelo Radici (Radici Partecipazioni), Bernardo Sestini (Siad), Enrico Seccomandi (3V), Alberto Donati (Ofi) e Cleanto Giusto (Radici fil). “Anche quest’anno – spiega Dubbini – la Federazione ci affiancherà in BergamoScienza, aiutandoci ad organizzare laboratori per studenti che visiteranno la kermesse e a strutturare il seminario di Orientagiovani per promuovere, stimolando interesse, la Chimica tra gli studenti delle Superiori. Ma la collaborazione con Federchimica non finisce qui. “Il 2011 sarà l’anno internazionale della Chimica e noi intendiamo mettere a punto alcune iniziative territoriali, quasi certamente all’interno della nona edizione di BergamoScienza” conclude Dubbini.
La forte azione del Gruppo nei confronti della Scuola è dettata dalla necessità, da parte delle aziende del settore, di disporre, oltre che di qualche laureato, di diplomati. Non è un caso, dunque, che il direttivo del Gruppo si stia apprestando a rispondere affermativamente alla proposta avanzata dall’Istituto ‘Natta’ per avviare un corso per ‘Operatore di produzione chimiche’.

 

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