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C’?? Monza, meglio vedere il gp dal vivo Ci sarete anche voi o preferite la tv?

Come ogni anno si ripete il rito di Monza che porter?? centinaia di bergamaschi in direzione del parco che ospita il circuito, sede del Gran Premio d???Italia di F1.

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Come ogni anno si ripete il rito di Monza che porterà centinaia di bergamaschi a varcare la provincia in direzione del parco che ospita il circuito, da anni sede del Gran Premio d’Italia di Formula 1. C’è chi è partito fin dal giovedì sera, armato di tende e fuochi da campeggio, chi invece la domenica mattina all’alba quando si incamminerà con macchine, scooter e moto per godersi solamente la gara.
Una specie, quella degli appassionati del Gp, in via d’estinzione ma che resiste nonostante gli schermi a 50 pollici, le camere personalizzate, i replay in alta definizione ed una Formula 1 che continua ad essere noiosa malgrado gli stratagemmi che si inventano prima di ogni stagione. Tifosi (per il 99 per cento delle rosse di Maranello) che non riescono a farne a meno, nonostante ogni anno ci sia lo scettico di turno che li guarda quasi schifati, forte della convinzione che non ci sia nulla di meglio che godersi la gara dalla tv. “Che gusto ci sarà nel partire presto e nel pieno della notte, farsi una mezz’ora di camminata nel parco, pagare il biglietto un occhio della testa, starsene ore in attesa (magari sotto la pioggia) per veder passare le macchine solo per pochi secondi ogni giro (quelli da cui le vetture sbucano dall’Ascari fino a quando spariscono nel rettilineo d’arrivo, se si è posizionati in zona Parabolica, per fare un esempio, ndr)”, le tipiche motivazioni di chi storce il naso alla spedizione. Giustificazioni che entrano da un orecchio ed escono dall’altro perché va glielo a spiegare al “contestatore” cosa è l’atmosfera del Gp. Scomodo, scomodissimo per carità; tutte le affermazioni fatte poche righe fa sono vere ma vengono ripagate con gli interessi. E va glielo a spiegare che sentire il dieci cilindri Ferrari (meglio ancora quando vent’anni fa erano 12…) dal vivo è come ascoltare Mozart (e non si capisce come possano esistere quelli, presenti sul circuito, che si mettono i tappi alle orecchie per attutire la “musica”) e sentire la puzza di benzina bruciata che sale forte alle narici – soprattutto nei primi tre giri dopo il via – è una delle cose più inebrianti che esista. Non solo, i colori, la marea di gente da ogni parte del mondo che invade le tribune e i prati, ognuno con la bandiera inneggiante al pilota o alla squadra favorita; l’alzarsi sulle punte dei piedi cercando di scorgere quei dieci metri in più di pista per carpire, mezzo secondo prima del tuo vicino, un sorpasso, una sbandata o un incidente. Poi va glielo a spiegare che se si è fortunati e scaltri (oggi è quasi impossibile viste le imponenti misure di sicurezza) il biglietto uno manco lo paga; e che se uno vuole pagarselo saranno pure affari suoi. “Una volta, e parlo degli anni ’70, si partiva il mercoledì sera e si rimaneva lì fino alla domenica – spiega un appassionato bergamasco che però ha smesso da qualche anno di compiere il “rito Monza” -Il biglietto? Consisteva in una stecca di Marlboro fornita ai militari di leva che facevano la guardia al circuito e che ti fermavano per controllare il tagliando. Con una stecca entravamo in 5 o 6. Altri partivano con tenaglia in zaino e bucavano la rete per intrufolarsi: immagino che ogni anno il Comune di Monza spendesse dei bei soldi per rifarla. Vederla in tv? Una grande comodità soprattutto quando non si è più ragazzini come me. Ma vuoi mettere sentire dal vivo il frignare del 12 cilindri di Lauda che riuscivo a riconoscere, ad un chilometro in linea d’aria di distanza, quando veniva messo in moto?”.

E voi, cosa farete? Rimarrete incollati davanti alla tv a sarete sugli spalti di Monza?

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Commenti

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  1. Scritto da Nippo Nappi tirali matti

    Io ci sarò, ma il biglietto non so se riesco a trovarlo ancora perciò dovrò arrangiarmi come sempre :-)