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“Sbagliato l’ampliamento della Giunta camerale”

Umberto Dolci, Federconsumatori, consigliere della Camera di commercio, critica la decisione di ampliare la giunta e lo scarso coinvolgimento dei consiglieri.

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Umberto Dolci consigliere della Camera di commercio di Bergamo in quota Federconsumatori critica la decisione di ampiliare la giunta camerale e lo scarso coinvolgimento dei consiglieri nelle scelte dell’ente.

Ecco la sua lettera.
Finite le vacanze riprendono le attività anche per gli amministratori della locale Camera di Commercio. In tale contesto vorrei evidenziare come, nella seduta di Consiglio del 25 giugno u.s. il sottoscritto, consigliere eletto in rappresentanza delle associazioni dei consumatori, si espresse nei confronti della proposta di modifica dello Statuto finalizzata all’allargamento della Giunta Camerale (aumentare da otto a dieci il numero dei Membri di Giunta, oltre al Presidente). Dichiarai che in questa iniziativa vedevo uno svuotamento del ruolo del Consiglio; pertanto, in fase di votazione, mi astenni sulla proposta. Inoltre, sull’argomento, ritengo utile rammentare che il Decreto Legge 31 maggio n. 78 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, avente finalità di contenimento della spesa, all’art. 6. comma 5 recita “tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di diritto privato, provvedono all’adeguamento dei rispettivi statuti al fine di assicurare che, a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, gli organi di amministrazione e quelli di controllo, ove non già costituiti in forma monocratica, nonché il collegio dei revisori, siano costituiti da un numero non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre componenti”. Ne doveva conseguire che, in rispetto al Decreto Legge, avremmo dovuto diminuire, non aumentare, il numero dei componenti la Giunta.
Sempre nel corso del Consiglio del 25 giugno u.s. proposi che il Consiglio Camerale venisse convocato prima delle vacanze agostane al fine di coinvolgere i Consiglieri e renderli partecipi delle conoscenze indispensabili relative alle gestione delle risorse disponibili. La richiesta derivava dal fatto che attualmente è in via di realizzazione il programma pensato, studiato, proposto e votato dal Consiglio precedente. Anche di questa forma di partecipazione sembra che non se se senta la mancanza e che tutto debba essere demandato alla volontà di Presidente e Giunta. Emblematica la vicenda che vede attrice la partecipata “Bergamo Fiera Nuova” con relativo bilancio e annesso deficit.
In tale contesto, poiché chi rappresenta le associazioni dei Consumatori ha il diritto/dovere di “contribuire alla costruzione di un Paese al passo con i tempi” (relazione del Presidente di Unioncamere all’assise degli Amministratori della Camere di Commercio d’Italia il 23 giugno 2010) ribadisco la determinazione a svolgere il ruolo assegnatomi nella massima trasparenza. Con la dovuta fermezza nel volere contribuire coscientemente alle scelte.
Distinti saluti.
Umberto Dolci
(Consigliere Camera di Commercio di Bergamo)

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Commenti

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  1. Scritto da Mario Mazzoleni

    Per A.L. confindustriale forse, disinformato certo!! A Confindustria BG sono associate molte imprese di prima generazione. Se poi le imprese reggono nel tempo ed ai passaggi generazionali questo è un male?

  2. Scritto da simo

    finalmente qualcuno che dice come vanno le cose……….chiusi tutti nei palazzi a dividersi poltrone e incarichi………..penso anche ben retribuiti………..

  3. Scritto da Mario Mazzoleni

    Se l’esperienza di molti anni, maturata come membro della Giunta della CCIAA di Bergamo, conta qualcosa, non posso che convenire con il Sig. Umberto Dolci. L’ampliamento della Giunta ha risposto unicamente all’esigenza di moltiplicare le “poltrone” in base alle necessità e ai precari equilibri di Imprese & Territorio. Di contro l’eventuale riduzione a 5 componenti avrebbe comportato l’implosione di questo coacervo di associazioni. Chi vivrà vedrà.

  4. Scritto da A.L.

    Se Confindustria si svegliasse e scendesse dall’albero forse Imprese & Territorio si ridimensionerebbe, sui fatti non sulle “pugnette”. Più innovazione, sviluppo, trasparenza, contenuti, servizi alle PMI e meno formalismi da baronetti di terza generazione (quante sono le imprese in Confindustria BG di prima generazione?meno di zero, vorrà pur dire qualcosa!). E lo dico da Confindustriale!!A.L.