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Bicisicura, la targa ?? in offerta

Tempi duri per i ladri di biciclette. Anche quest???anno la Provincia di Bergamo sostiene il progetto ???Targa la bici??? che prevede documenti proprio come le automobili.

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Si annunciano tempi duri per i ladri di biciclette. Anche quest’anno, infatti, la Provincia di Bergamo ha deciso di sostenere il progetto “Targa la bici”, grazie al quale diverse centinaia di dueruote sono state dotate di targa e documenti, proprio come le automobili.
Già la scorsa estate, la Provincia di Bergamo e l’Associazione per il rilancio della bicicletta (A.RI.BI) avevano promosso la diffusione nel territorio orobico del sistema BiciSicura, prodotto dalla EasyTag. Il sistema è semplice: alla bici viene applicata un’etichetta indelebile con un numero di riconoscimento che funge da targa, e al proprietario vengono forniti i documenti che attestano l’effettiva proprietà del mezzo targato. Questa targa, assieme al numero di telaio della bicicletta, viene inserita nel Registro Italiano Bici, gestito dalla società privata EasyTrust ma riconosciuto dalle forze dell’ordine, assieme ad una fotografia del mezzo. Gli organi di sicurezza e polizia possono accedere a questo registro 24 ore al giorno, esattamente come a quello del PRA per le autovetture.
La Provincia aveva deciso di appoggiare questo progetto in seguito al grande aumento di furti di biciclette nel comune di Bergamo e nella provincia. Più aumentano le persone che decidono di spostarsi con questo mezzo, risparmiando carburante ed evitando di inquinare l’ambiente, più aumentano gli episodi di furto ai danni dei ciclisti. Il furto di una bicicletta sprovvista di sistemi identificativi è infatti semplice: eliminati gli eventuali antifurti, un ladro può dichiarare d’essere il legittimo proprietario del mezzo. In presenza di documenti ufficiali, però, chi ha subito un furto può dimostrare la proprietà di quanto gli è stato sottratto. Inoltre, la targa applicata alla bicicletta permette la restituzione al legittimo proprietario del mezzo ritrovato in seguito a furto; a questo proposito, la Easytag premia con un compenso in denaro chi collabora alla restituzione di un mezzo targato con il sistema BiciSicura.
L’etichetta applicata alla bici è indelebile. Nel caso venga rimossa, lascia la scritta VOID (“mancante” il lingua inglese) impressa sul telaio: questa scritta può essere eliminata solo con particolari solventi; nel caso in cui venga comunque eliminata, le forze dell’ordine possono controllare il numero di telaio e la fotografia della bicicletta attraverso il Registro delle dueruote.
Il sistema BiciSicura si sta rivelando davvero efficace: basato su un brevetto statunitense, è attivo in Italia da due anni in 15 città italiane, tra cui Bergamo, Milano e Brescia. Il Registro italiano conta circa 30 mila mezzi targati, ed ha contribuito a una drastica riduzione dei furti di bici: la EasyTag cita l’esempio di Ferrara, in cui, grazie a BiciSicura, le denunce riguardanti le sottrazioni di biciclette si sono ridotte dal 18 al 4% sul totale dei furti denunciati.
Questa protezione è inoltre economica: entro il 16 ottobre, l’acquisto della targa costerà infatti ai ciclisti bergamaschi solo 7 euro, anziché 9,90. Sarà necessario ritirare i coupon per l’acquisto del kit BiciSicura presso gli uffici della Regione, della Provincia, e del Comune, nelle biblioteche pubbliche, in Università, all’Aci e all’Atb Point, oltre che in diversi negozi aderenti all’iniziativa. Una volta acquistato il kit, è necessario registrare la propria biclitetta al Registro Italiano Bici, ed il sistema BiciSicura entrerà in funzione per la protezione del proprio mezzo.
 

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Commenti

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  1. Scritto da realista

    Concordo con quanto scritto da Marilena. Ma vorrei chiederle: come fanno le Forze dell’Ordine a ritrovare una bicicletta che non ha un proprietario (da Codice Civile un bene mobile è di proprietà di chi lo usa, a meno che sia riscontrabile la proprietà con altri mezzi). Negl uffici oggetti smarriti delle nostre città giacciono anche centinaia di bici senza proprietario. Quindi il primo passo è quello di dare nome e cognome alla bici in modo che le Forze dell’Ordine non abbiano più scuse.

  2. Scritto da realista

    A big brother vorrei chiedere: sarebbe bello vivere in un mondo dove vige il totale anonimato e dove vengono messe a disposzione dei ladri bici nuove gratuitamente. Il ladro però dopo aver usato la bici dovrebbe restituirla. Invece la vende e ne prende un’altra. E’ un circolo vizioso che nasce dalle origini dell’uomo. PS: i camion vengono trovati nel 95% dei casi e le auto nel ‘85%.

  3. Scritto da big brother

    Questa trovata non è altro che un passo ulteriore verso la schedatura totale dei cittadini: con il prossimo passo, con la scusa dell’alzhaimer ,ci metteranno il collarino elettronico in attesa di implementarci poi il chip in fronte. Ma se non trovano più nemmeno le auto ed i camion, pensate che troveranno le biciclette??? Però così potranno fermarci per controllare i nostri documenti; un piccolo passo alla volta… e via alla grande ed allegramente nella dittatura mondiale di Orwell

  4. Scritto da marilena

    dal 2008 al 2010 hanno rubato due biciclette nuove(una a me e una a mio figlio) regolarmente chiuse e una vecchia. I carabinieri non hanno mosso un dito, hanno spiegato che di solito vengono inviate all’estero e che la probabilità di ritrovarle è nulla. Perciò non credo proprio che la targa serva a qualcosa se non c’è la volontà da parte dei carabinieri di fare delle ricerche.Ci rimani male e per qualche giorno speri di vedere la tua bici in giro, ma non succede e ti metti il cuore in pace..