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Ottocento stranieri alla scuola d’italiano della Ruah

Le lezioni sono impartite da volontari, che mettono in gioco se stessi e regalano parte del proprio tempo libero alla comunità.

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A Bergamo l’integrazione passa anche per la scuola. Sono infatti quasi 800 gli stranieri iscritti alla scuola di italiano attivata dalla Comunità Immigrati Ruah Onlus, i cui corsi sono tenuti al Patronato San Vincenzo di via Gavazzeni a Bergamo.
Questi particolari studenti, di diverse età e nazionalità, condividono la voglia di imparare la lingua e le tradizioni del Paese che li ospita, per motivi lavorativi o, semplicemente, per sentirsi un po’ meno estranei. I corsi sono frequentati da adolescenti come da persone anziane, provenienti da quasi tutti i continenti; mancano solo studenti originari dell’Australia, un Paese che comunque non registra una forte emigrazione verso altri stati esteri.
Le lezioni sono impartite da volontari, che mettono in gioco se stessi e regalano parte del proprio tempo libero alla comunità. Questi insegnanti hanno dai 17 agli 80 anni, divisi soprattutto fra pensionati e insegnanti professionisti (assieme ricoprono il 70% del totale del corpo docenti); sono comunque molti i giovani e le persone che svolgono a tempo pieno altri lavori. Questi insegnanti assicurano più di 8000 ore di lezione alla scuola, che le ridistribuisce in sei fasce orarie dalla mattina alla sera: la scuola punta infatti sulla flessibilità, così che insegnanti e allievi possano scegliere orari che non intralcino le proprie attività quotidiane.
I corsi sono organizzati secondo livelli di difficoltà, partendo dal livello dedicato ai principianti assoluti (magari analfabeti anche nella propria lingua materna), passando per due livelli elementari ed uno intermedio; ai livelli elementari sono iscritti circa l’80% degli studenti. I livelli linguistici stabiliti dalla scuola sono in accordo con il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, strumento internazionale che stabilisce quali competenze si debbano acquisire nello studio delle lingue straniere. Resta fondamentale il concetto cardine della scuola, ovvero che l’apprendimento è un diritto inalienabile della persona: la scuola punta, mediante le lezioni, a facilitare l’inserimento dei migranti nella realtà socio-culturale della bergamasca, nel rispetto delle dignità personali.
Inoltre, la carta dei valori della scuola afferma che ogni classe costituisce una piccola realtà multiculturale, al cui interno ogni singola cultura gode di pari rispetto e dignità. Le classi sono generalmente composte per metà da africani, seguiti da asiatici e americani. E’ presente anche un 8% di studenti provenienti da Paesi europei. Nell’ultimo anno scolastico, gli studenti africani sono stati meno del solito, ma sono quasi raddoppiati gli studenti asiatici. Quasi la metà di tutti questi studenti ha meno di trent’anni, seguiti da un 27% di studenti fra i 30 e i 40 anni. I rimanenti si dividono fra giovanissimi e fra quanti, avendo più di 40 anni, avrebbero superato da un pezzo l’età scolastica; il fatto che comunque decidano di impegnarsi nello studio dell’italiano è indice della forte necessità avvertita di apprendere e comunicare.
Per questo, chiunque voglia dare una mano riscoprendosi Prof. di italiano, è invitato a contattare la scuola al numero 035/313463: non è infatti richiesta nessuna abilità particolare, se non la voglia di aiutare persone che vengono (a volte) guardate con sospetto per il solo fatto di essere straniere.
 

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