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“In quei parchi piante stravaganti e malcurate”

Lettera aperta di Nicola Cremaschi, Presidente del Circolo di Bergamo di Legambiente, sulla "biodiversità anomala" del parco di via Solari a Valtesse.

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Lettera aperta di Nicola Cremaschi, Presidente del Circolo di Bergamo di Legambiente, sulla "biodiversità anomala" a Bergamo, in particolare nei pressi del parco di via Solari a Valtesse.

Puntata 1)
Il Comune di Bergamo decide di creare un nuovo parco pubblico a Bergamo, proprio di fronte al parco di via Solari.
Il nuovo parco dovrebbe includere due aree verdi: un prato attraverso il quale passa la pista ciclopedonale (la greenway del Morla, forse la più bella ciclopedonale di Bergamo) e un prato dove abitualmente la sera vanno le coppiette in macchina…
Il Comune decide di intervenire in ambedue le aree piantando in primavera un tot di alberi e di cespugli. La qualità degli alberi e dei cespugli, ben lungi dall’essere rispettosa delle caratteristiche delle due aree in questione (un prato che veniva usato per lo sfalcio dell’erba quindi ricco di una sua flora e della relativa fauna… quelle cose che si chiamano microecosistemi, relazioni di territorio tra animali e piante…), vede la presenza tra le la altre di Kerria japonica e ligustro (di origine giapponesi), di Frassino dell’Oregon e sinforicarpo (di origine americana), di Spirea e rosa cinese (di origine Cinesi, appunto) piante che non hanno origini strettamente orobiche…

Puntata 2)
Il Comune di Bergamo non innaffia le piante per lunghi periodi causando quindi un evidente stato di sofferenza alle piante, molte delle quali seccano e ingialliscono.
A domanda diretta, l’assessore all’ecologia risponde che l’azienda gli ha garantito le piante e, pertanto, tutte le piante che moriranno verranno ripiantate. Ci auguriamo che vengano anche curate in modo da non morire di nuovo…

Puntata 3)
Il 17 di agosto del 2010 le piante vengono potate…
Un intervento molto deciso, finalizzato alla rimozione delle parti secche.
Un mio amico, che di mestiere si occupa di piante direbbe che l’intervento è stato fatto in maniera un po’ drastica… Anzi lui userebbe un linguaggio un po’ più colorito.

Ci piacerebbe capire dal Comune di Bergamo, visto che il 2010 sarebbe l’anno della biodiversità, quali linee strategiche ha seguito in questo caso per valutare come valorizzare le specificità locali…

Nicola Cremaschi
Legambiente Bergamo

 

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Commenti

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  1. Scritto da marilena

    visto che non c’è ancora nessun commento, mi permetto di farne uno io. Non ho la competenza di cremaschi, ma essendo molto appassionata di fiori e piante, ho imparato a conoscerne molte varietà. In quasi tutti i comuni, quando si piantumano viali o giardini, c’è uno spreco nel mettere a dimora troppe piante e poi non vengono curate e parecchie muoiono. Pensar male non è bello, però ho l’impressione che tanti vivaisti “ci marcino”(per caso è anche uscito il doppio senso!)perchènessunoli controll

  2. Scritto da Davidao

    Cremaschi svela un segreto di pulcinella, da nli (ma certamente non solo da noi…), i fornitori del comune usano le piante non in relazione al territorio, ma ai propri soldi. E’ chiaro che una pianta esotica avrà molte meno capacità di sopravvivenza di una autoctona. E chi ci andrà, guadagnandici, a sostituirla? Ma il fornitore di prima!
    Bandera fai giustizia!

  3. Scritto da M.M.

    invece de’ scrif: sidel e podeta

  4. Scritto da marilena

    per M.M. perchè i muratori e i contadini non sanno scrivere? Lei offende anche i lavoratori..

  5. Scritto da Diego

    Dispiace perché basterebbe utilizzare erba o foglie (pacciamatura) per proteggere la terra dal sole (come avviene in natura). Facendo questa piccola operazione si potrebbe avere tre vantaggi: 1 si evita di annaffiare le piante nel periodo estivo. 2 evita il proliferare di erbe infestanti. 3 rilascia sostanze nutrienti al terreno e quindi alla pianta. Un piccolo accorgimento che permetterebbe di salvare tante piante e soprattutto soldi.