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Artigiani, negozi, uffici: via al polo super-ecologico

Il 25 settembre in località Roncola la posa della prima pietra del’avveniristico complesso San Spiridione.

A Treviolo arriva il futuro. E’ prevista infatti per il 25 settembre in località Roncola la posa della prima pietra del’avveniristico complesso San Spiridione, che riprende il fortunato esperimento del centro treviolese Le Fontane (da molti conosciuto come “la cittadella delle arti e dei mestieri”).
Il centro Le Fontane fu realizzato sette anni fa dalla Cooperativa artigiani e commercianti, sotto la guida di Rinaldo Crippa. Il successo del centro, nel quale sono riunite attività artigiane e amministrative, è stato tale da suggerire l’idea dell’apertura di un secondo polo commerciale.
Il centro San Spiridione sorgerà quindi in località Roncola, nell’area della Villa d’Almè-Dalmine, ed occuperà un’area di 45 mila metri quadrati. Il completamento dell’opera richiederà circa tre anni, che dovrebbe essere quindi terminata nel 2013. Il progetto prevede un polo artigianale, in cui troveranno posto 50 attività, affiancato da un polo amministrativo, sede di 10 esercizi commerciali; quest’ultimo sarà disposto in una costruzione sviluppata su tre piani, e sarà completato da un parcheggio interrato di 400 posti auto. Il polo artigianale sarà costruito per primo, e dovrebbe essere terminato in poco più di un anno. In questo modo, Crippa conta di incentivare il traferimento delle attività produttive di Treviolo nel nuovo centro: secondo Crippa infatti, le imprese potranno essere più facilmente raggiungibili in termini logistici, e potranno godere delle innovazioni tecnologiche del polo San Spiridione.
Ed è proprio sulla tecnologia e sull’efficienza che i progettisti del San Spiridione hanno puntato, oltre che al rispetto dei più avanzati standard ecologici. Tutto il complesso sarà infatti protetto dal sistema “Esedra Wall N.G”: nato dalla collaborazione fra diverse aziende del territorio, punta a contenere i risparmi energetici, utilizzando guarnizioni in gomma Epdm su telai in alluminio. Gli edifici saranno protetti da vetrate fotocromatiche sviluppate dalla Saint Gobain Vetri, che permetteranno la regolazione automatica della luce interna al centro. Inoltre, il gas argon presente all’interno delle vetrate stesse ne impedirà l’appannamento. L’acqua piovana sarà riutilizzata per i servizi igienici ed il mantenimento delle aree verdi; l’energia sarà fornita anche da un impianto fotovoltaico. In aggiunta, sempre in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente, verranno utilizzate nelle costruzioni delle innovative mattonelle che concorrono alla riduzione dell’inquinamento da smog. Infine, l’intero centro sarà cablato a fibre ottiche per garantire connessioni veloci ad internet.
Ovviamente l’area non sarà riservata solo alle aziende treviolesi: Crippa sostiene ci siano le condizioni affinchè si insedino aziende che contribuiranno allo sviluppo economico di Treviolo, pur non trovandosi fisicamente sul territorio del comune. Alcune società esterne, tra cui la Ets di Villa d’Almè (responsabile del progetto ingegneristico del nuovo ospedale di Bergamo), hanno già riservato alcune aree. Stando a quanto dichiarato dal Consorzio insediamenti produttivi San Spiridione, i due terzi del complesso sono già stati prenotati.
L’opera, che ha il sostegno dell’amministrazione comunale di Treviolo e di alcuni istituti di credito, costerà in tutto 50 milioni di euro: la cassa Rurale di Treviglio e il Credito Bergamasco hanno già finanziato l’opera con 20 milioni di euro ciascuna, segno della forte fiducia riposta nella riuscita commerciale del centro.
 

Commenti

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  1. Scritto da sindaco a casa

    sono 15 anni che votate questi signori della lega……Teneteveli..!!
    hanno ragione loro,gli eletti nominati,li votano e nessuno controlla il loro operato,si sono auto convinti di essere dei fenomeni e si comportano come meglio credono.
    Vedi il buco di bilancio che hanno fatto con la SAT.Un debito che tutti i cittadini,contribuenti, del comune stanno pagando ancora adesso dal lontano 1995.Un miliardo e mezzo di vecchie lire.
    Capito perchè non hanno soldi x i vostri ragazzi del calcio trealbe.!

  2. Scritto da gio74

    E’ ovvio che a Treviolo ci sia qualche cosa che prorio non va . Si fa poco e male. La parola collettività sembra essere stata riposta in un cassetto impolverato. Quelli che traggono benefici dalle iniziative sono sempre gli stessi. La Roncola è stata abbandonata (e ora gli arriva in casa un’astronave di cemento), Treviolo ed Albegno continuano ad essere cementificate, a Curnasco non si fa nulla. Aiuto!!! Aiuto!!! Ma da chi siamo governati? dal circo Togni?!!?

  3. Scritto da Gian

    Mi vergogno di questi giornali che dobbiamo leggere e ascoltare per forza, perchè unici quotidiani a Bergamo, si, perchè ci metto L’eco di Bergamo, Bergamo TV
    Prima di diffondere una notizia come questa che sicuramente segnalata loro da chi con queste opere si fa grande, ci guadagna, proverei a chiedere alla gente cosa ne pensa di queste grandi opere.
    Segue comento dopo…

  4. Scritto da Gian

    Giustamente Marilena in un commento precedente segnala che il centro Le Fontane è mezzo vuoto, e io aggiungo, che molti cosi detti artigiani che avevano usufruito dell’agevolazione (come PIP) per l’acquisto di questo centro hanno già venduto a prezzo pieno, ed ora chissà non mi sorprenderei se usufruissero di nuovo di questo incentivo.
    Insomma a guadagnarci sono sempre gli stessi.
    Questo sarebbe un bello scoop, che mi piacerebbe leggere da un giornale LIBERO, e invece …

  5. Scritto da MaLo

    Parliamo poi dell’inquinamento e dei casi di malattie gravi che stanno aumentano sempre di più, quando vado da mia madre mi sembra un bollettino di guerra, ancora ieri mi ha detto di una ragazza colpita dal cancro. Io stessa ne sto combattendo uno, e fra i miei conoscenti siamo in quattro tutti dai 50 in giù. Anzichè continuare a cementificare, bisognerebbe creare dei polmoni verdi, questi centri, ammesso che non si rivelino dei fallimenti, sono destinati a portare ancora più inquinalento

  6. Scritto da MaLo

    Si parla tanto di negozi di vicinato, che fine faranno gli ultimi rimasti?

  7. Scritto da cua de paja

    @7 siamo ai livelli dell’ Albania :
    dove chi ha potere fa quello che vuole
    dove amministrare viene confuso con comandare
    dove per dimostrare potere si costruisce il feudo, centro commerciale o il polo di turno . Non importa se non serve o se magari servirebbe qualche cosa d’altro . L’importante è erigere il proprio monumento autocelebrativo e inaugurarlo dicendo :questo l’ fatto io … poi ci sono i capannoni vuoti e 900 persone hanno avuto stavolta la viabilità ma questo non importa.

  8. Scritto da gio74

    Concordo. Le uniche cose che riescono bene al Sindaco sono i permessi per i privati che cementificano il territorio e portano nelle casse del comune tanti ma tanti soldini. Peccato che poi non li spenda mai per le richieste della collettività. Abbiamo protestato per il campo di Treviolo ma anche alla Roncola non è mai stato fatto nulla. Dobbiamo unirci tutti per l’interesse comune. Basta sta c… che siamo quattro paesi diversi e quindi difficili da gestire. Se non è in grado vada a casa!

  9. Scritto da Ol ciccio

    Si ma ci sono le mattonelle anti-inquinamento !
    Quando si dice “attenzione” per la natura !

  10. Scritto da Lubrificant

    Marilena ormai dovresti sapere che quando si sente il termine “ecologico” è meglio armarsi di amuleti . Ha la stessa funzione della vaselina (perdona la crudezza, con una signora non dovrei, ma credo renda l’idea)

  11. Scritto da Progresso!

    Andiamo avanti cosi!
    Vedremo dove andremo a finire !

  12. Scritto da Frnk

    Che bei commenti, uauhhh. Se tutti ragionassero come voi saremmo ai livelli dell’Albania…. Pensate ai vostri ortini e non fate commenti che non servono a niente!!

  13. Scritto da Bingo

    @7 – mi accontenterei di francia, germania o svizzera dove per camminare non devi chiedere permesso a centri commerciali, capannoni e case senza soluzione di continuità come sta diventando la provincia di bergamo (in discreta parte vuoti)

  14. Scritto da marilena

    una gran parte dei negozi del centro le fontane è in crisi! Basta vendere lucciole per lanterne, questa è l’ennesima opera di cementificazione in un’area che fino a pochi anni fa era molto più verde. Tutto per l’interesse speculativo di pochi a danno di tanti!

  15. Scritto da marilena

    dimenticavo, hanno anche la faccia tosta di intitolarlo al nome di un santo, sarà un caso? Anche questa è strumentalizzazione, spero che non ci sia anche la benedizione della prima pietra! Povera gente, noi, non loro….