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La ragazza ti lascia? Trasformala in una bambola

In Veneto venduta una "real doll" ad un uomo con le fattezze dell'ex fidanzata per il costo di 15mila euro

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C’è la bambolona di silicone e titanio che clona, dal primo dei capelli all’ultimo dei denti, l’ex fiamma del nostalgico utilizzatore finale. Ma c’è anche il bambolotto tutto muscoli per signore e signorine in cerca di un surrogato, tanta plastica e poche scocciature, dell’amante in carne ed ossa. E c’è pure la bambola (o si chiamerà bambolo?) in versione trans, per clienti a cui evidentemente piace sia questo che quello. Ad ogni modo, che siano femmine, maschi o transgender, è boom in Veneto per i fantocci erotici: a dirlo il «re» dei sexy shop, che nel suo negozio di San Vendemiano ha venduto ad un cinquantenne trevigiano una «real doll» del tutto simile alla fidanzata che non ha più.
Inquietanti le modalità con cui Diego Bortolin, titolare della catena «Le tentazioni» che conta 67 punti vendita in tutta Italia, spiega di aver concluso l’affare con il misterioso acquirente. «Già, lo definirei proprio l’uomo del mistero – racconta l’imprenditore – visto che tuttora non saprei dire come si chiama, né descriverlo in faccia. A tutti i nostri pochi incontri si è sempre presentato con una specie di passamontagna calato sul viso, presumo per nascondere dei problemi estetici, di cui si vergogna timidissimo com’è. So però che ha una bella casa, con una stanza tutta dedicata alla bambola, per cui non ha esitato a spendere diciottomila dollari». Più o meno quindicimila euro, vale a dire oltre due volte il prezzo medio di una pupa «standard», come viene chiamato nel gergo degli hot toys il modello- base. «In pratica una finta bella ragazza dai capelli mori e dai connotati normali», specifica Bortolin, che di versioni basiche ne ha piazzate tre, in pronta consegna nel giro di un mese. Il cliente di Vittorio Veneto ha invece aspettato un anno e mezzo prima di poter avere il giocattolo biondo che sembra una fotocopia della vecchia fidanzata. «Tutto, dal pronunciamento degli zigomi alla setosità della capigliatura, dalla carnosità delle labbra alle caratteristiche della dentatura è stato appositamente realizzato negli Stati Uniti sulla base delle richieste formulate dall’acquirente, che al riguardo ci ha fornito una fotografia e una dettagliata relazione scritta».
Il risultato è stato tenuto in esposizione un paio di settimane. «Personalmente – premette Bortolin – considero fatto un acquisto solo quando vedo una caparra, altrimenti per me sono solo chiacchiere. Comunque sia le chiacchiere, appunto, sono state tante. Talmente tante che qualche decina di uomini mi ha chiesto informazioni per averne una uguale». Tuttavia la clientela che cede alla trasgressione in lattice, o giù di lì, non sarebbe solo maschile. «Le donne comprano i finti uomini – racconta il negoziante – anche se in genere preferiscono i vibratori. Ma il mio non è solo business: assolvo anche ad un compito sociale nei confronti delle persone disabili, visto che nessuno si fa carico delle loro esigenze sessuali».

(da corriere.it)
 

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