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Colognola, la ragazza sequestrata tutta la notte

Nicoletta Gaspani segregata in casa, ferita, dalle 3 alle 9 del mattino di domenica. Il fidanzato aguzzino arrestato a casa della sorella a Suisio.

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E’ rimasta tutta la notte segregata in casa, con una ferita sanguinante ad un fianco, in attesa di un momento di distrazione del fidanzato aguzzino. E solo alle 9 del mattino di domenica 29 agosto Nicoletta Gaspani, 25 anni, di Capriate, è riuscita ad agguantare il mazzo di chiavi del mini appartamento di via Fermi 10, a Colognola, e a liberarsi di Bouchta El Mouciqui, 38 anni.
E’ questo il particolare drammatico che la polizia rende noto dopo l’arresto dell’immigrato: coniugato in Marocco, totalmente incensurato, regolare in Italia e dipendente di un’azienda di volantinaggio di Milano, El Mouciqui aveva ottenuto una stanza di proprietà della Comunità Ruah all’interno del condominio di via Fermi 10, a Colognola. E’ il luogo dove nella notte tra sabato e domenica, “per futili motivi” sostiene la polizia, ha prima picchiato, poi ferito ad un fianco con un coltello da cucina Nicoletta, che frequentava da circa quattro mesi. Lei era incinta. La ferita al fianco, che ha raggiunto l’addome provocandole una peritonite, è con ogni probabilità la causa dell’interruzione di gravidanza, anche se il pubblico ministero ha nominato un perito per stabilire al meglio il nesso tra la violenza subita e il bimbo perso.
Nella mattinata di domenica Nicoletta ha visto le chiavi scivolare da una tasca del fidanzato. Le ha prese, è scappata in strada, ha incontrato una donna residente nello stesso condominio, che ha dato l’arllarme. Bouchta ha tentato di seguirla, ha desistito quando ha visto i vicini di casa che la assistevano. Poli si è dileguato.
La polizia, allertata dal 118, è riuscita ad ascoltare Nicoletta solo il giorno successivo, lunedì, dopo un intervento chirurgico subìto dalla ragazza. Lei ha parlato del fidanzato “drogato e ubriaco”, che l’ha presa a calci e pugni, che non l’ha fatta uscire per tutta la notte. Lui era già in giro, tra Bergamo, Milano, Lecco, in cerca di amici che potessero finanziargli un rientro in Marocco dopo un viaggio in treno in Francia. Almeno venti uomini delle squadre mobili di Bergamo e Milano, coordinati dal dirigente bergamasco Gianpaolo Bonafini, addosso a lui, a cercarlo alle località di partenza dei pullman internazionali, nelle stazioni milanesi. A seguirlo zona per zona, in Lombardia, tramite il cellulare e le due schede sim utilizzate.
Nessuno degli amici assiste più Bouchta El Mouciqui dal mattino di martedì, quando si diffonde la notizia che è ricercato. Nessuno gli da soldi, lui chiama la sorella che vive in via Dante Alighieri 19, a Suisio. La sorella gli dice di andare lì, almeno per parlare con suo marito, per capire cosa è successo. E’ il pomeriggio di martedì e 7 uomini della squadra mobile bergamasca girano in borghese in via Dante Alighieri. Il cognato dell’aguzzino di Nicoletta compie giri sospetti in auto lungo la strada, poi la polizia vede spuntare l’uomo che cerca in una via laterale all’abitazione, sterrata. Lì scattano le manette. Lui è a piedi, non oppone resistenza. E’ accusato di tentato omicidio e sequestro di persona. Rischia un aggravio di pena tra i 4 e gli 8 anni per l’interruzione violenta di gravidanza disciplinata dalla legge 174. La sua ex fidanzata, che ha perso il bambino, se la caverà, ha avuto una prognosi di 10 giorni ai Riuniti.

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