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Tutti in Romagna per i “PiadinaDays”

L'11 e 12 settembre la provincia di Forlì-Cesena celebra la sua regina, in una due giorni dedicata alla piada e alle sue mille varianti.

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Con lo squacquerone, il prosciutto o la nutella? L’11 e il 12 settembre fatene una "sbornia" in occasione di PiadinaDays, un weekend tra i sapori più autentici, scoprendo borghi di rara bellezza.
A fine estate, a consolare gli animi quando si chiudono gli ombrelloni e le spiagge si svuotano, ci pensano gli appuntamenti golosi. Quelli che danno piacere infinito al palato, ma anche un pretesto per trascorrere un week end all’aria aperta, prima che le temperature in calo ci costringano a lunghe domeniche tra le mura di casa. Da segnare assolutamente in agenda, dunque, questa data: sabato 11 e domenica 12 settembre, quando la Romagna celebra la sua regina in occasione di PiadinaDays, una due-giorni dedicata alla vera "piada" nelle sue mille varianti. Nel fine settimana, tutto vissuto tra i sapori più autentici della regione, si potrà imparare la vera ricetta del "pane dei romagnoli" direttamente da esperte arzdore e sfogline e apprendere storia, tradizione e aneddoti della piadina da storici dell’alimentazione e giornalisti enogastronomici.
La kermesse è anche una buona occasione per andare alla scoperta di alcuni dei luoghi più belli e ricchi di tradizioni della provincia di Provincia di Forlì-Cesena, da Longiano a Cesenatico, da Bagno di Romagna a Bertinoro, tra spettacoli, animazione e tanti originali eventi. Interessati dalla manifestazione sono 27 comuni della provincia, con i loro chioschi, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari, agriturismi e aziende vinicole, che per due giorni saranno invasi dal profumo di piadine appena sfornate e farcite con , dal pesce azzurro di Cesenatico ai tipici formaggi a pasta morbida della Romagna, Squacquerone e Raviggiolo, passando per il Formaggio di Fossa di Sogliano, i salumi di Mora Romagnola, i fichi caramellati e il Savor, e tanto altro ancora, il tutto accompagnato dal perfetto abbinamento al Sangiovese di Romagna DOC.
Il fascino antico della piadina (la cui origine si fa risalire ai Romani) sta infatti proprio nella sua essenza di gustoso "scrigno" per affettati, salumi, ma anche per la Nutella o per formaggi e fichi caramellati. La "pié" – ma anche "pjida", "pieda" o "pji" nelle variazioni del dialetto romagnolo – rappresenta l’ideale filo conduttore di ogni viaggio gastronomico in terra di Romagna.
Dalla teoria alla pratica. Non dal solo palato saranno allietate queste giornate di PiadinaDays: oltre a poter degustare la piadina nelle sue numerose varianti, nonché assaporare anche i suoi "parenti" più stretti, dalle "cantarelle" (preparazione tipica romagnola fra le più semplici e povere, a base di acqua e farina) alla piadina dolce e fritta, passando per i tortelli alla lastra, i cassoni-crescioni e il "bartolaccio", adulti e bambini si potranno cimentare nella realizzazione pratica della piadina, dall’impasto alla cottura, sotto la guida esperta di vere sfogline.
Per chi ha del tempo in più, si organizzano visite ad aziende agroalimentari, merende, incontri letterari sulla piadina e iniziative curiose. Come la piadina da Guinness dei Primati che si realizzerà sabato 11 a Bertinoro, una piadina di 4 metri di diametro, ottenuta impastando 100 kg. di farina e 25 kg. di strutto e cotta alla presenza di un notaio del Guinness World Record che certificherà il primato. A Santa Sofia, domenica 12 settembre , dalla Galleria Vero Stoppioni partirà una lettura itinerante di un testo comico-giallo in cinque tappe lungo il Parco fluviale del Bidente, con degustazione-aperitivo, a ogni tappa, di prodotti locali a chilometro zero, piadina e tortelli alla lastra, e finale del libro "svelato" nei ristoranti aderenti all’iniziativa.

Ecco la ricetta originale della piadina (per gentile concessione dell’Apt dell’Emilia Romagna). Provatela anche voi.

La ricetta della piadina
Impastare gr. 500 di farina con gr. 200 di strutto, sale, un pizzico di bicarbonato di sodio e l’acqua necessaria per ottenere un impasto consistente.
Dividere l’impasto in pezzi grandi come un pugno. Con il matterello ricavare cerchi di 15-20 cm. di diametro e di 1/2 cm. di spessore. La piadina si cuoce sul "testo" di terracotta o su una piastra di ferro rovente, ma all’occorrenza si può utilizzare anche una padella in Teflon. Bisogna girarla spesso e "punzecchiare" la superficie con le punte di una forchetta, per evitare che si formino bolle d’aria. Si mangia calda, farcita di prosciutto, formaggio, erbe cotte, insalata.

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