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La ripresa? Non ?? scontata e l’occupazione soffrir?? ancora

I rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni imprenditoriali stanno facendo i conti con la ripresa dell'attivit??. Con quali prospettive? Ecco le loro risposte.

Signori, si ricomincia. Anche se è ‘probabilmente’ vero quello che dice una recentissima indagine e cioè che il sogno degli italiani sotto l’ombrellone è di tradire il proprio lavoro, è ‘certamente’ vero che la priorità è di ritrovarlo il posto di lavoro, visti i tempi. Bergamo e la sua provincia, si sa, sono alle prese con una crisi che è stata lunga e che non è finita e sarà proprio l’autunno che si affaccia da questa settimana (aziendalmente parlando) a dire se di ripresa si può definitivamente parlare.
Intanto i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni orobiche stanno facendo i conti con il da farsi, con i passi da muovere da subito per andare incontro alla ripresa lavorativa.

CAMERA DI COMMERCIO
Il presidente Paolo Malvestiti ritiene che sia da affrontare subito il tema della liquidità: “La prima cosa che faremo sarà concretizzare la certificazione del credito per quelle imprese che lavorano con gli enti pubblici. Cos’è? Una novità: gli enti pubblici firmano un documento alle imprese che lavorano per loro, documento che certifica le loro prestazioni e che, consegnato alle banche, fa in modo che tale lavoro venga pagato subito, senza aspettare le lungaggini del pubblico appunto. E’ così che le aziende possono pagare i dipendenti e operare con serenità. Cosa che verrà assicurata anche grazie al milione di euro stanziato dall’ente camerale ai Confidi per consentire fidi di garanzia alle piccole e medie aziende del territorio”.

CONFINDUSTRIA
Il presidente degli industriali Carlo Mazzoleni è cauto anche se esclude sorprese che in altre aree si annunciano come la non riapertura di alcune aziende. “Ho notato che anzi alcune ditte bergamasche hanno accorciato i tempi delle chiusure estive rispetto al programma stilato all’inizio dell’anno. Certo dopo un primo trimestre decisamente positivo, il secondo ha visto rallentare la crescita anche da noi e i problemi dei mercati asiatici e statunitensi non ci fanno stare tranquilli. In generale il ‘sentiment’ delle aziende è comunque buono, ma siamo consapevoli che dobbiamo gestire una fase molto delicata sul fronte occupazionale. Se infatti il 2009 e anche questo 2010 sono stati gli anni della cassa integrazione, nel 2011 questa si esaurirà via via e allora bisognerà ricorrere ad altri strumenti, come i contratti di solidarietà, per evitare di espellere manodopera”.

PROVINCIA
Il presidente Ettore Pirovano annuncia che Via Tasso cercherà di portare ossigeno al mondo del lavoro rilanciando il turismo: “E’ ancora presto per raccontare i dettagli, ma stiamo mettendo a punto un piano di rilancio del turismo che aprirà spazi occupazionali in Bergamasca. Il primo passo è di unificare le agenzie sul territorio: quella della Camera di commercio, la nostra e quella del Comune. Poi aspettatevi importanti novità”.

BERGAMO
Il sindaco della città Franco Tentorio, dal suo osservatorio lavorativo (è un noto commercialista) si dichiara cautamente ottimista: "La ripresa c’è a parte qualche settore e qualche azienda, non c’è ancora un incremneto dell’occupazione  e degli investimenti perché gli imprenditori aspettano di avere certezze sul superamento della crisi. Intanto il Comune di Bergamo, attraverso la commissione ad hoc, ha deciso di ampliare le maglie del fondo di solidarietà famiglie-lavoro, creato insieme alla Mia e alla Caritas e di prevedere, invece dei contributi in denaro, un voucher di lavoro, vale a dire che si fa lavorare chi ne ha bisogno, pagandolo".  

CISL
Ferdinando Piccinini, segretario provinciale della Cisl si aspetta un autunno-inverno tutt’altro che facile dal punto di vista dei lavoratori: “L’occupazione non è in ripresa. Anche se registriamo un calo dell’utilizzo della cassa integrazione, abbiamo segnali che indicano un riemergere di situazioni di mobilità. Siamo preoccupati per la crisi delle aziende storiche come l’Indesit e la Legler, crisi che ci attendono al varco nei prossimi mesi. Nello stesso tempo, mentre in questi ultimi due anni è cambiata radicalmente la nostra struttura produttiva e mentre si vede che sta un po’ riprendendo il lavoro somministrato, il nostro timore è che aumenti il lavoro nero, con tutti i problemi legati anche alla sicurezza”.

ANCE
Paolo Ferretti, il leader dell’associazione dei costruttori, guarda all’autunno incrociando le dita: “Le aziende bergamasche sono medio-piccole, si sa, e per loro il lavoro è legato molto agli enti locali. Il patto di stabilità nell’ultimo periodo aveva frenato l’avvio delle opere pubbliche ma le più recenti indicazioni sembravo annunciare un leggero cambio di rotta. Ora però le tensioni nel governo e nella maggioranza, la possibilità di elezioni, rischiano di frenare questo cambio di rotta, perciò siamo in attesa. Speranzosi. Nel frattempo dovrebbero partire i lavori per le grandi opere sul territorio, dalla Brebemi, che ha affidato alcuni interventi a ditte orobiche, alla Pedemontana. Da qui potrebbe arrivare una prima boccata d’ossigeno per un settore in difficoltà”.

ASSOCIAZIONE ARTIGIANI E’moderatamente ottimista il presidente degli artigiani Angelo Carrara, che non si nasconde come il momento sia difficile ma che confida "in un recupero della produttività sulla scia della ripresa dell’industria. Non ci sono settori che vanno bene e altri che vanno male tout court. Ci sono ambiti all’interno dei vari comparti che si comportano in modo differente. Per esempio nelle costruzioni va bene chi fa la manutenzione o la ristrutturazione, meno gli altri, mentre la green economy sta avendo un discreto lancio in questo periodo. In generale si può dire che chi ha puntato sulla qualità va meglio dei generici anche se in generale l’artigianato bergamasco si è già adeguato alle esigenze e trasformato per resistere alla crisi, ragion per cui non dovremmo avere brutte sorprese". 

CONFESERCENTI Il presidente della Confederazione degli esercenti, Giacomo Salvi, è consapevole che il commercio è quel settore che solo alla fine, se e quando tutto il resto si riprenderà, riprenderanno anche i consumi e di conseguenza il settore frenerà il calo: “Il mondo del commercio bergamasco negli ultimi anni è molto cambiato. I piccoli negozi si sono via via spenti per lasciare il posto ai grandi centri commerciali. Oggi però sono questi centri che cominciano a traballare: ho sentito che c’è anche chi comincia a chiudere la cassa integrazione. Al contrario, i negozi che hanno resistito continuano a resistere, soprattutto nel settore della moda, del tempo libero (bar, ristoranti), e le novità legate al benessere e alla telefonia”.

COLDIRETTI
Chiede risposte certe e definitive Giancarlo Colombi, presidente dei Coltivatori diretti di Bergamo. Le chiede al mondo della politica a tutti i livelli, dalla Provincia alla Regione allo Stato: “Tutti devono sapere che solo se riusciamo a distinguere i nostri prodotti, che sono di qualità, da altri che invece non lo sono riusciamo a sopravvivere. Quindi continueremo la nostra battaglia sull’etichettatura e sulla filiera corta. Intanto diciamo che temevamo che al rientro delle vacanze avremmo trovato alcune decisioni di chiusura, invece questo non è successo ed è un buon segno. A settembre poi si susseguono fiere e mostre zootecniche: sarà qui che si capirà davvero quali sono i problemi e quali le situazioni reali dei produttori, degli allevatori, degli agricoltori”. 

Commenti

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  1. Scritto da tiziano

    perchè i signori rappresentanti associativi non si fanno un giretto sul territorio e parlano con la gente (imprenditori e operai) potrebbero capire davvero in che situazione siamo! Forse hanno dimenticato chi sono e da dove vengono? O forse hanno trovato una comoda poltrona e il conseguente loro personale benessere non li coinvolge per niente ?

  2. Scritto da l'italiano

    I cittadini sono senza lavoro e il mondo della politica spara solo c… ..la politica serve solo a arricchire pochi

  3. Scritto da La Lombardia con le ali

    “Ne abbiamo piene le scatole di una regione che non riesce a decollare. Una croce sul guerriero sulla scheda elettorale vuol dire un voto perché finalmente in Lombardia il consiglio metta le ali”. Bossi 18.03.2010.
    Bene, Bossi ha avuto il 26%, ma la Lombardia continua a soffrire.
    Adesso è troppo occupato a fare gli onori di casa a Gheddafi, che vuole 5mld o la Lombardia del Bossi diventerà africana e islamica.
    A proposito, nessuno in questi giorni difende la radici cristiane dell’Europa?

  4. Scritto da Beppe

    Eh ma adesso arriva Gheddafi…..ma vuole da noi….5 miliardi di Euro……

  5. Scritto da Muhammaroni

    Ma il ministro per lo sviluppo economico (ex scajola) dov’è ? Ad addestrare i cavalli berberi ?

  6. Scritto da B.d.B. per @ 3

    All’anno caro Beppe !!!

  7. Scritto da Albertone

    Al “moderatamente ottimista” presidente dell’ Associazione Artigiani di Bergamo Sig. Carrara, mi piacerebbe chiedere in che settore opera e se è titolare di un azienda con dipendenti nelle ristrutturazioni edili. Se la risposta a queste domande fosse affermativa ed anche avesse puntato sulla qualità si accorgerebbe purtroppo che questo non basta al prosieguo di una piccola attività imprenditoriale, in particolar modo se opera correttamente… continua…

  8. Scritto da Albertone

    … Presidente ci sono delle serie difficoltà sia per le imprese che per i dipendenti e sarebbe auspicabile che, visto il ruolo di rappresentanza del mondo artigiano che riveste, se ne rendesse conto.