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Le regole da seguire contro lo stress da rientro

Vanno dalla dieta al look, passando dal look, per evitare gli imprevisti del ritorno dalle ferie.

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Gli americani la chiamano Post-Vacation Blues (il «blue» è tristezza, depressione) ovvero stress da rientro, e riguarda un italiano su dieci, a conti fatti circa sei milioni. Colpisce, sia perché durante la vacanza abbiamo corso troppo, mangiato troppo, visitato troppe cattedrali, e siamo stanchi, sia perché, avendo bellamente oziato, la sola idea del lavoro-senza-tregua può provocare uno shock. Lo sa bene l’ufficio marketing della Costa Crociere che sul tema post-vacation blues ha costruito una campagna pubblicitaria. Gli ex crocieristi piangono mentre una voce fuori campo sussurra: «La vacanza che ti manca». E però, essendo il rientro ineludibile e i sintomi ormai codificati (emicranie, ansia, mal di gola, difficoltà a digerire, disturbi intestinali), i medici invitano a stare attenti, a prendere fermenti probiotici, a smaltire schifezze e paninazzi da spiaggia.
Attilio Giacosa, direttore scientifico del Dipartimento di Gastroenterologia del Gruppo Sanitario Policlinico di Monza, ha messo a punto sette regole di auto-aiuto che vanno dalla dieta (frutta, verdura, acqua e addio pizza), al look («vestite casual i primi giorni, per non avere subito il trauma dell’uniforme giacca-e-cravatta»), dal moto (passeggiate, bicicletta), al piccolo trucco di tornare in città un po’ prima per fare decompressione. E affrontare gli eventuali imprevisti. Sì, perché, oltre al deprimente rendez-vous con il frigo vuoto, c’è sempre il rischio di trovare la tivù fantozzianamente fulminata (il 29 luglio, di fulmini ne sono caduti 25.000). O la casa invasa dagli insetti, paura che attanaglia il 60% degli italiani, almeno secondo la ricerca Ipsos, commissionata da Raid Automatic.
Il rientro deve essere graduale perché, come ricorda il sociologo Domenico De Masi, l’uomo è fatto per starsene in ferie, non per lavorare. In più, sostiene la naturopata Loreta Terra, «il problema delle vacanze è lo squilibrio. Vogliamo essere eroici, esplorare le foreste, fare trekking sull’Himalaya e poi torniamo senza energia».
Se ne sono accorte anche le aziende, tanto che Nestlè (3500 dipendenti in Italia) ha messo a disposizione dei collaboratori di Milano un medico sportivo e un personal trainer. Visita gratis, incontri con gli esperti, un programma di servizi personalizzati, allenamento, menù bilanciato e un «piatto benessere» in mensa. Spiega con orgoglio Giovanni Praderio, Nutrition health and wellness manager di Nestlè: «Il benessere è legato all’attività fisica e al movimento, perciò incoraggiamo uno stile di vita attivo, a partire da chi lavora ogni giorno con noi». Interviene pure la Coldiretti che raccomanda di mangiare uva: «La melatonina nella buccia degli acini regola il ritmo sonno-veglia e rilassa. Ottima per il jet lag».
Per immergerci nell’inquinamento abituale dopo due settimane di aria buona, l’aiutino è una bustina di erba di grano liofilizzata da sciogliere in un bicchiere d’acqua. Contiene clorofilla e aiuta a respirare meglio (provata da Victoria Beckham). Poi, a voler seguire le celebs, ci cono i centrifugati di Liz Hurley, il tè verde di Cameron Diaz e le tisane di Madonna: camomilla e tiglio per l’insonnia, tarassaco, carciofo, anice e finocchio per depurare. E se ci credete, cannella, zenzero e cardamomo per curare il mal d’amore (finita la vacanza, finita la storia). La riflessologia plantare contribuisce con un massaggio dei piedi in senso antiorario (calmante) e orario (energizzante), almeno dieci minuti al giorno.
Per una virata new age si possono stringere e strofinare cristalli (diaspro rosso, ematite, quarzo) e, per evitare di uccidere subito i colleghi d’ufficio, ci sarebbero anche i fiori di Bach: «Clematis per non avere la testa in aria, crab apple (fiore di melo) per veder le cose con chiarezza, olive per trovare nuova energia, sweet chestnut (castagno dolce) per pensare positivo», prescrive Loreta Terra. Ma l’antistress migliore, assicurano Patrizio Roversi e Syusy Blady, scrittori-viaggiatori (www.velistipercaso.it) è «rivivere i momenti belli». Loro, per lavoro, li filmano tutti e poi continuano a rivedere le immagini fin quando non è ora di ripartire. Funziona, dicono.

(da lastampa.it)

 

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