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Boom di giocatori cinesi al casinò di Venezia

Il 40 per cento dei 900 mila clienti che ogni anno prendono d'assalto il Casinò a due passi dall'aeroporto, ha gli occhi a mandorla.

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Saranno i cinesi a salvare il Casinò di Venezia? A giudicare dalle cifre è una strada da battere per cercare di sconfiggere la crisi che nel primo semestre del 2010 ha portato ad un passivo di 5 milioni.
Una crisi pesante che ha colpito al cuore le case da gioco di tutta Italia, in particolare Venezia, che ha mantenuto la sede nobile sul Canal Grande, ma da tempo ha costruito il suo braccio operativo a Ca’Noghera, in terraferma, dove il 40 per cento, dei circa 900 mila clienti che ogni anno prendono d’assalto il Casinò a due passi dall’aeroporto, ha gli occhi a mandorla. Conti alla mano, significa che sono oltre 350 mila i giocatori made in China. Un numero enorme che ha suggerito all’amministratore delegato, Vittorio Ravà, fresco di nomina, ad adeguare la politica aziendale alle mutate caratteristiche della clientela.
Se già un anno fa al Casinò di Saint-Vincent è stata aperta una sala dedicata alla clientela cinese, a Ca’Noghera è in programma l’apertura di un ristorante con menù a base di involtini primavera e ravioli al vapore.
La ricetta di Ravà è semplice: "Mettere la clientela al centro delle strategie aziendali e i cinesi rappresentano una parte importante dei giocatori del nostro Casinò. Si sa che si tratta di una popolazione propensa al gioco e nel nord Italia vivono molte comunità cinesi. I clienti che frequentano la sede di Ca’Noghera sono per lo più cinesi che vivono in Italia e arrivano un po’ da tutto il Veneto, ma anche da Bologna, Prato e Milano".
I primi risultati sono incoraggianti anche se siamo ancora all’inizio della cura: "Nel mese di luglio abbiamo registrato un aumento del 4,66 per cento degli incassi rispetto allo stesso mese del 2009. Qualche segnale di ripresa c’è in particolare nella sede di Ca’Noghera, ma il nostro obiettivo è quello di adeguare le performance della sede veneziana a quella della terraferma".
La strada è tutta in salita in quanto l’80 per cento della clientela è concentrata a Mestre. Per rilanciare la sede storica di Cà Vendramin Calergi dal 23 agosto è partita l’operazione "porte aperte", ovvero ingressi gratuiti per richiamare l’attenzione sulla casa da gioco in un periodo in cui Venezia è sommersa di eventi.
Per aggredire la crisi Ravà mira in primo luogo a valorizzare al massimo le caratteristiche del Casinò di Venezia che può contare su due sedi: "A Cà Vendramin possiamo contare su una sede di lusso per una clientela sofisticata, mentre a Cà Noghera in terraferma c’è un casinò all’americana che richiama persone da tutta Italia. I meridionali, ad esempio, sono tra nostri più affezionati clienti. Alla popolazione del Sud piace il gioco e frequenta in particolare il nostro casinò. Ci sono clienti abituali che vengono da Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il Sud preferisce Venezia e noi stiamo sviluppando strategie che puntano a favorire l’arrivo di questa tipologia di giocatori".

(da repubblica.it)
 

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