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Gli ultrà bresciani invitano Maroni alla loro festa

Piccinelli, leader di Brescia 1911: "Spero ascolterà chi allo stadio è sempre andato. A Parma? Dimostreremo che in trasferta è possibile andare comunque".

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Dai fischi di Bergamo alla mano tesa di Brescia. È proprio per dimostrare la voglia di confrontarsi con le istituzioni che la Curva Nord Brescia 1911 invita ufficialmente il ministro dell’Interno Roberto Maroni (contestato mercoledì sera nella Berganasca da un gruppo di sostenitori dell’Atalanta) alla Festa Biancoblu, che si svolgerà dal 15 al 19 settembre nell’area luna park del casello Brescia centro.
«NON ENTREREMO nel merito di una vicenda che non conosciamo – anticipa Diego Piccinelli, leader del gruppo, in riferimento alle contestazioni di Bergamo -: ci siamo trovati il Pacchetto sicurezza sulle spalle, la nostra è una guerra di principio. Per questo chiediamo a Maroni, senza pregiudizi, di confrontarsi con noi e ascoltare chi allo stadio ci è sempre andato. Speriamo che stavolta risponda».
Un dialogo invocato che naturalmente non potrebbe prescindere dalla tessera del tifoso, al banco di prova dopodomani anche per il Brescia, e che la Curva Nord continua a rifiutare.
È per fare chiarezza sulla prima trasferta a Parma che la Curva Nord ha organizzato un incontro.
«Non si tratta di una risposta alla Questura, sia chiaro. Le nostre posizioni non sono cambiate: da giorni centinaia di tifosi ci chiamano per capire come muoversi fuori casa senza la tessera. A Parma ci saremo, uniti per sostenere la maglia come sempre – ribadisce Piccinelli -: vogliamo dimostrare che in trasferta è possibile andare comunque».
CARTA CANTA: in mano, i primi biglietti per il Tardini. Sono una settantina circa e non nel settore ospiti. «Ci siamo sempre mossi in modo responsabile, con la testa, ovunque. Non andremo a Parma per creare scompigli, soprattutto in un momento così delicato. Ci auguriamo non accada nulla, ma, in caso contrario, ognuno si dovrà prendere le proprie responsabilità: costringere un gruppo organizzato come il nostro alla trasferta in un settore che non sia quello ospiti, è un errore rischioso che qualcuno dovrà pagare». Per ora sono circa 200 le sottoscrizioni del gruppo per domenica, oltre a chi comprerà il biglietto in loco, e non saranno tutti insieme. Il costo della trasferta resta invariato: 30 euro, 35 per gli esterni.
«Ci accolleremo l’eventuale differenza dei biglietti», spiega Piccinelli. Ma non sarà l’unica spesa che il Brescia 1911 è disposto a sborsare: «La Curva Nord registra pochisismi abbonamenti, al massimo 200. Vogliamo che il campionato inizi nel migliore dei modi – assicura – e per fare in modo che i ragazzi tornino in curva, come associazione, lanceremo la nostra campagna: 180 euro (10 in meno rispetto alla società) per tutte le partite in casa, per un massimo di 3 mila tifosi, a cui non chiederemo le impronte digitali. Raccoglieremo i soldi che mancheranno con le nostre iniziative».
UNA SCOMMESSA che non vuole essere un oltraggio al Bresciacalcio, anzi, «uno strumento per riportare i tifosi allo stadio, anche quelli senza tessera», sottolinea Piccinelli, ricordando la sensibilità dimostrata dal Bresciacalcio nei loro confronti.
«La nostra è una protesta civile e condivisa: crediamo solo che la tessera debba essere facoltativa. perchè la prima forma di fidelizzazione resta l’abbonamento. Iachini e la società si meritano il nostro sostegno, mi dispiace solo che alcuni di noi siano sfiduciati e rinunceranno alla trasferta: oltre alla perdita economica che segna il 30 per cento di abbonamenti in meno in Italia, questo è il vero danno per le società, e per il Brescia»

(da bresciaoggi.it)
 

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