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Ritratto del Bocia: la mia droga ?? picchiare gli ultr??

L'inviato del Corriere della Sera Giusi Fasano ha scritto questo articolo sul tifo ultr?? nerazzurro.

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L’inviato del Corriere della Sera Giusi Fasano ha scritto questo articolo sul tifo ultrà nerazzurro.

Il suo cuore non batte, calcia. Lui non è bergamasco, è atalantino. Non ama la violenza, solo lo scontro. E, va da sé, picchia gli avversari per rispetto. Lo dice sempre ai suoi ragazzi: «Fate i bravi, mai infierire contro chi è già a terra». Vuoi mettere? Il gusto di menare un genoano, un viola, un romanista mentre prova a difendersi in piedi? Se fosse un reato sarebbe istigazione a delinquere. E invece no. È il Bocia-pensiero, la filosofia del capo ultrà dell’Atalanta. Si chiama Claudio Galimberti, di professione giardiniere, 38 anni spesi in gran parte per i suoi nerazzurri. La prima volta che si presentò in uno stadio aveva i calzoni corti, era un «bocia», come si dice da queste parti. Un ragazzetto. E da allora nessuno l’ha più chiamato Claudio.

C’era anche lui, mercoledì sera, ad Alzano Lombardo. I suoi amici della curva Nord dicono che non era nel gruppo dei violenti che hanno guastato la festa alla Lega, che nelle sue tasche non c’erano bombe carta, che stavolta ha provato a essere colomba e non falco. Ma ieri il Bocia, di solito generoso davanti a taccuini e microfoni, non ha voluto saperne di spiegare al mondo com’è andata davvero. Telefonino spento e soltanto una frase trapelata per interposto compagno di squadra: «La situazione mi è sfuggita di mano». Parecchio, a giudicare da come si è conclusa la serata alla Berghem Fest. E quel ragazzetto diventato leggenda per le tifoserie ultrà di tutt’Italia sembra quasi non aver messo in conto che nella rabbia dei teppisti con le bombe in tasca ci sono anche i suoi sermoni.
Quando parla lui, nel «covo» bergamasco del quartiere Campagnola, la folla ultrà smette di respirare. Sono almeno cinquecento-seicento, ogni martedì. È lo zoccolo duro della tifoseria atalantina. Hanno a disposizione il piano intero di un edificio dove preparano cori, striscioni, strategie, trasferte. E lui, Bocia, detta la linea.

«L’apice dello scontro è la cosa più bella che si possa avere perché è dettata dal cuore, perché nasce dalla passione» teorizza da sempre. Cliccatissima una sua intervista su YouTube: «Roma, Torino, Firenze sono tifoserie tutte grandi, noi vogliamo sempre avere problemi con questi, e se non ce li abbiamo li cerchiamo noi i problemi. Ci stanno tutti sul c… e poi c’è la voglia – ed è la mia droga – di picchiarmi con un ultrà di qualsiasi altra squadra per fargli capire che qua non c’è la possibilità per te di fare il galletto».

Temuto e stimato dagli avversari, venerato dai suoi, Bocia ha provato mille volte, quasi sempre inutilmente, a spiegare la lealtà che lui trova nelle botte fra tifoserie. La teoria prevede scontri a mani nude. Il concetto è: ce la giochiamo ad armi pari e vediamo chi cade per primo. «In uno scontro così c’è rispetto ma è inutile spiegarlo agli altri, lo puoi capire soltanto se sei un ultrà».
Se sei molto ultrà, poi, forse diventa comprensibile anche l’assalto alla polizia e l’episodio della vetrata (fra la curva e il campo) sfondata a colpi di tombino nella partita Atalanta-Milan l’11 novembre 2007. Quella volta erano le proteste per la morte di Gabriele Sandri. «Il calcio doveva fermarsi e noi l’abbiamo fermato, era un dovere morale», aveva detto Bocia spiegando però che l’uso del tombino non era una concessione in deroga, «forse quello è stato un errore». Nessuna spiegazione, invece, per gli incidenti che hanno preceduto la partita Atalanta-Catania del 23 settembre 2009, quelli che gli sono costati il massimo del daspo: cinque anni lontano dagli stadi. Da allora Bocia segue le partite dalla Rocca, il punto più alto di Bergamo, ritrovo dei tanti, tantissimi diffidati atalantini. Guardano il campo da lontano (solo metà), intravedono gli striscioni, bevono un sorso di qualcosa di alcolico che allo stadio sarebbe vietata, tendono l’orecchio per ascoltare i cori e sognano di essere sugli spalti.

La vita è fatta di compromessi e, per dirla con le parole del capo, «se sei daspato devi accontentarti di questo», devi guardare i tuoi nemici («sono tutti nemici») dalla cima della città, semmai organizzare l’offensiva e poi lasciarla agli altri. Anche a questo servono le istruzioni del martedì sera nel covo di Campagnola. Fra fotografie di giocatori mitici e striscioni da decorare, fra cori da inventare e avversari da abbattere a pugni, la famigerata folla ultrà a volte lascia il covo con in mente un tifo speciale: per la rinascita dell’Aquila rugby, per esempio (cosa riuscita proprio grazie agli atalantini), o per la raccolta di fondi per i bambini africani (più di una volta). La «droga» dello scontro vuole le sue pause.

Giusi Fasano

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Commenti

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  1. Scritto da BNA dal 1976

    x Lu 69
    Se il 69 è il tuo anno di nascita, quando io ho iniziato ad andare in curva tu chiamavi ancora mamma ca..a e le cavolate di adesso erano bandite, lo spirito ultra era completamente diverso c’era molto più rispetto. Sempre magiche Brigate neroazzure LA STORIA…………… l’abbiamo fatta noi ora siete solo ridicoli caro mio saputello.

  2. Scritto da Bna is magic

    Per lu 69
    forse bna 76 ha colpito anche te. Dalla tua difesa al bocia forse anche tu hai le mani sporche di marmellata

  3. Scritto da Atalnatino vero

    Ragazzi,siamo in migliaia contro trecento minorati mentali che quando vedono la macchina della polizia fuori casa vanno a piangere dalla mammina!!! SPARGETE LA VOCE,NN E’ MOLTO MA UNA COSA LA POSSIAMO FARE !!!!!!!!!! BOICOTTIAMO LA FESTA DELLA DEA !!!!!! SCRIVETELO DAPPERTUTTO e soprattutto spero che la stessa decisione la prenda la societa’:nessun tesserato atalantino alla festa !!!! Dobbiamo essere noi a tagliare fuori questa feccia NO FESTA DELLA DEA,NEANCHE 100 lire ai vigliacchi

  4. Scritto da imerio

    rinuncio volentieri al diritto di cronaca pur di non leggere le idiozie di questo personaggio ( chissa’ quante correzioni ha dovuto fare il giornalista…) e soprattutto impedire che il giorno dopo si vanti con amici e parenti di essere finito in prima pagina.

  5. Scritto da Ardegol

    Capo della tifoseria atalantina??!! Ma se allo stadio neanche c’è!! :-)

  6. Scritto da OJ Sal

    Tutti pronti a scandalizzarsi per quanto dice il Bocia. Nessuno che si scandalizza perchè siamo in prima linea a respingere e a mandare a morire centinaia di persone che scappano da guerre o da regimi sostenuti dagli interessi e dal denaro dei potenti dell’occidente che fagocitano ricchezza e creano povertà, anche quà da noi…

  7. Scritto da fabio

    alla festa della dea non ci andrò mai più, mi spiace ma non mi rappresentano per niente

  8. Scritto da calimero

    deplorevole………..mai più allo stadio questo individuo…………la rovina dei tifosi onesti che vogliono andare allo stadio con la famiglia………vergogna………….

  9. Scritto da digeo

    Si sa, da anni, che la festa della dea finanzia questa gentaglia.Si pagano i processi e le bombe carta con i soldi che il buon padre di famiglia spende per comprare la maglia dell’atalanta al suo bambino.
    Il problema, purtroppo, è istituzionale: non ha senso che i politici locali e nazionali si straccino le vesti ogni volta che succedono episodi simili,si diano invece da fare per cambiare il codice di procedura penale con l’inserimento del carcere duro per i teppisti da stadio.

  10. Scritto da BNA dal 1976

    Bocia, Baffo e tanti altri andate veramente a lavorare in fabbrica in cantiere o in ufficio come fanno i veri atalantini. Giusto boicottare la festa della Dea perchè è questa il loro datore di lavoro. Cosa ne fate di tutti i soldi raccolti e non sono pochi??????. La beneficenza che fate è una cosa bella ma è solo una copertura alla vostra busta paga tolta dai soldi della festa e dalle collette fatte allo stadio. Siete voi i veri INFAMI della curva. Solidale con Maroni

  11. Scritto da Giuseppe

    La droga delle Forze dell’Ordine invece dovrebbe essere quella di poter randellare liberamente individui come il “bocia”!!!!!

  12. Scritto da Pintogroup

    Parla quello che si chiama fresco.
    A parte questo, per favore la prossima volta definiscici sfigati, conigli, finti tifosi o tutto quello che vuoi tu ma ULTRAS per favore NO!!
    Gli ultras li lasciamo fare a voi, noi non siamo capaci!!

  13. Scritto da fresco

    ci fosse uno che oltre afare il nome degli altri si firmi con il suo…… ultras da tastiera…AH AH AH AH AH Ah

  14. Scritto da guerratrapoveri

    Siamo in un paese libero e quindi ognuno dovrebbe essere libero di scegliersi gli eroi che gli piacciono… persone perbene o criminali che siano. Che male vi ha fatto a voi il bocia? Quantomeno se ha sbagliato ha pagato con daspo e processi… a differenza di altri che ne han combinate un milione di volte peggio di lui (fregandosi pure i nostri soldi) e che invece sono lindi come vergini grazie a leggi porcate avallate da Maroni & Co…. questo mi indigna non bocia ora utile capro espiatorio

  15. Scritto da vero tifoso

    In galera e buttare via la chiave per sempre.Noi veri Atalantini,ci vergogniamo di tali persone,che contribuiscono solo a dare un’immagine negativa alla citta’.BASTA FESTA DELLA DEA,e questo deve essere chiaro anche a Percassi e al Belotti.Penso sia un nostro diritto poter andare allo stadio tranquilli e ben venga la tessera del tifoso se serve a tener lontani questi cialtroni ignoranti.E’ ORA CHE LE SOCIETA’ EMARGINO GLI ULTRAS,la loro fede non e’ la squadra ma la violenza.Ruggeri aveva capito!

  16. Scritto da Pintogroup

    1°) E’ il capo indiscusso della tifoseria pur non potendo partecipare alle partite (chi è causa dei propri mali pianga se stesso)
    2°) Se è veramente un capo non dovrebbe scappargli di mano la situazione come mercoledi sera
    3°) Alla festa del centanario organizzata da amministraz. comunale e Soc. Atalanta è salito sul palco e davanti a famiglie e bambini in condizioni psicofisiche poco accettabili ha detto parolaccie, bestemmie e ha parlato male di preti e chiesa (cosa c’entra?)

  17. Scritto da vero tifoso

    @22-ma ci sei o ci fai,qui si parla di violenza nel calcio,la gente ha diritto di andare tranquillamente allo stadio,chi se ne frega se il bocia ha subito la daspo e ha pagato.Aspettiamo che ci scappi il morto,tanto poi paga.E sti caz.i.Etu chi sei il compagno di merende?
    BASTA FESTA DELLA DEA

  18. Scritto da Pintogroup

    4°) Il girono in cui le brigate sono state cacciate li ha affrontati a voce dopodichè per fargliela capire sono partiti in 50 contro 3 e li hanno massacrati;
    5°) La poca trasparenza sulla gestione ricavi della Festa della Dea
    6°) La coerenza di andare su un canale Sky a lanciare messaggi deliranti che le persone di buon senso non riescono proprio a concepire;
    Ce ne sarebbero altre ma lasciamo perdere.Questo è solo il mio pensiero e per questi motivi dopo Ata-Milan del tombino ho lasciato la nord

  19. Scritto da El Merendeiro

    un pazzo…

  20. Scritto da Leo

    Che dire?
    Deprimente scoprire individui di tale bassezza morale e abissale ignoranza….
    Speriamo che torni nella tana da cui è uscito.

  21. Scritto da i bale i vansa

    ma questo non è il tizio con cui duettava, solo poche settimane fa, il neo presidente dell’Atalanta Antonio Percassi? Quello che adesso finge di stracciarsi le vesti? Ma bravo, prima vai a fare comunella, poi prendi le distanze. Quanta ipocrisia. Questo è il vero “mondo Atalanta”….

  22. Scritto da genu

    @3 e’ facile dare giudizi dietro una tastiera .e’ reato andare ad una festa organizzata da tifosi ? cosa deve fare il presidente prima di partecipare, chiedere ad ognuno se hanno fatto i bravi?? ma stai zitto….

  23. Scritto da lu69

    per BNA dal 1976. Io ho frequentato per anni le famose riunioni al circolino di Redona, dove anche i vecchi capi delle brigate organizzavano tafferugli,
    E visto che parli della festa della Dea come stipendio del Bocia (che è un’assurdità), chiedi ai tuoi amici come hanno fatto a finanziare le loro attività…..(giornalai in città alta e/o imprese.) e come, sempre loro si facevano le trasferte alle spalle di tutti gli altri.
    Prima di parlare e puntare il dito informati.

  24. Scritto da Bruno

    sottoscrivo il commento 3 – bravo percassi a salire sul palco col bocia e poi a prenderne le distanze. Vecchia scuola Dc

  25. Scritto da Bruno

    @genu, liberi tutti di andare alla festa. Ma un pensierino prima di salire sul palco vicino al bocia (che non mi sembra proprio un personaggio sconosciuto in città e ormai anche in Italia) ce l’avrei fatto. Certo che per ingraziarsi la piazza un imprenditore fa questo e altro

  26. Scritto da lele

    Il Bocia, chi? Ah, l’amico del Belotti..

  27. Scritto da ale

    @2:prima di giudicare dovresti conoscere…purtroppo però,come la maggior parte della gente,ti affidi ai mass media e credi a ciò che ti propinano.

  28. Scritto da mirko

    ogni tifoseria rivendica la propria differenza, nella realta’ non c’e’ nulla di piu’ uguale delle tifoserie

  29. Scritto da Perso il controllo

    Il Bocia ha perso il controllo di tutte le situazioni. A cominciare con le BNA (cacciate dalla curva perchè la pensavano diversamente).
    Alla fine mettere la faccia davanti a televisioni, giornali e microfoni ha portato al peggio…
    Ha voluto gestiore una cosa molto più grande di lui…
    I sogni megalomani era meglio lasciarli da qualche altra parte…
    VERGOGNATI